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Viterbo - Quarantadue le associazioni presenti - Richiesta la modifica del regolamento

La consulta del volontariato, chiesto il cambio di presidenza

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Viterbo - Consulta volontariato

Viterbo – Consulta volontariato

Viterbo - Consulta volontariato

Viterbo – Consulta volontariato

Lina Delle Monache

Lina Delle Monache

Valter Rinaldo Merli

Valter Rinaldo Merli

Viterbo - Consulta volontariato

Viterbo – Consulta volontariato

Viterbo - Consulta volontariato

Viterbo – Consulta volontariato

Sergio Insogna

Sergio Insogna

Antonella Sberna

Antonella Sberna

Viterbo – “Chiediamo che la presidenza della consulta del volontariato venga eletta dalla consulta stessa”. Riparte così la consulta del volontariato comunale che si è riunita ieri pomeriggio nella sala Regia di palazzo dei Priori. L’esecutivo, composto da Alessandro Alfonsini, Cinzia Viglianti, Graziella Fiorucci, Federica Miralli, Simonetta Tribuzi, Patrizia Badini, ha preso la parola e ha avanzato la proposta di una presidenza slegata dalla politica. Una presidenza non più rappresentata da un consigliere comunale.

Era da maggio scorso che la consulta non si riuniva. A fine anno Sergio Insogna era stato nominato rappresentante, andando a ricoprire la presidenza. Poi la designazione, verso marzo, dei consiglieri Lina Delle Monache e Valter Rinaldo Merli. 

Quello che è stato chiesto è una presidenza sulla base della delibera del 2011.

In specifico il regolamento della consulta del volontariato è del 1998. Del 2011 un nuovo regolamento delle consulte delle associazioni, ma non includeva quello del volontariato perché già esistente. L’esecutivo vorrebbe aggiornarsi al 2011 e rientrare così tra le associazioni che hanno una presidenza slegata dalla politica. 

Propositivo comunque il consigliere Sergio Insogna che ha manifestato il suo entusiasmo. “Voglio dirvi che io qui non rappresento il comune, ma rappresento le associazioni. Voglio rappresentarvi e essere un tramite con il sindaco – ha detto Insogna -. Siamo riusciti a riportare la consulta nel giusto ambito, collegandola all’assessorato dei Servizi Sociali e di questo dobbiamo essere soddisfatti”.

Una novità, che il presidente della consulta ha poi annunciato, è la costituzione di un ufficio del volontariato con responsabile Annalisa Matani. “Sarà uno sportello unico dove si sviluppano e si seguono le procedure relative a tutte le pratiche associative”, ha aggiunto Insogna. Annunciato anche il festival del volontariato che si svolgerà nella settimana dal 6 al 12 maggio.

In sala Regia sono intervenuti anche il sindaco Giovanni Arena e il presidente del consiglio Stefano Evangelista per i saluti di rito. Anche l’assessore ai Servizi Sociali, Antonella Sberna, ha preso la parola e ha rinnovato il suo impegno accanto alle associazioni. L’invito dell’assessore è stato quello di “presentare idee e proposte” e l’obiettivo quello “di scrivere insieme, entro il mese di maggio, una linea programmatica comune”.  

Diversi i rappresentanti delle associazioni che sono intervenuti. Alessia Brunetti dell’associazione sindrome X fragile, Mario Charlie dell’Enpa, Mario Tofanicchi di Aforsat, Marta Nori di Kyanos, Domenico Arruzzolo di Viterbo con Amore, Vito di Noto di Aism, Leonardo de Angeli, Francesco Piccerillo di Libellula libera fibromialgia. 

In rappresentanza di un gruppo di circa 17 associazioni è intervenuto Raimondo Raimondi, di Auser Viterbo, che ha avanzato cinque richieste. Come primo punto è stato chiesto di definire e pubblicare sul sito del comune l’albo delle associzioni della consulta. Poi di pubblicare, sempre sul sito del comune, l’entità delle risorse stanziate dal comune per il welfare territoriale. A seguire la creazione di un gruppo che possa lavorare alla revisione del regolamento della consulta, l’istituzione entro giugno di tavoli tematici da coniugare con gli omologhi della Asl e infine l’invio, alle associazioni, del calendario dei prossimi incontri con il comune. 

Tra le altre proposte quella di Domenico Arruzzolo per emanare un bando comunale per il volontariato e quella di Vito Di Noto di intervenire per rendere più accessibili ai malati di sclerosi multipla la salita e la discesa dai mezzi pubblici, in particolare i treni. Il rappresentante Aism ha spiegato come sia impossibile per una persona affetta da sclerosi multipla poter salire un gradino che va dai 15 ai 30 centimetri, ossia il dislivello tra la carrozza del treno e la banchina ferroviaria. 

Da capire ora cosa fare con la presidenza della consulta. Prossimo passo però la convocazione dell’assemblea per nominare 8 rappresentanti delle associazioni. 

Maurizia Marcoaldi


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18 aprile, 2019

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