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Pasquetta in carcere - Una delegazione del Partito Radicale in visita ieri nell'istituto - VIDEO

Rita Bernardini: “Veramente tanti i casi psichiatrici a Mammagialla”

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La delegazione del Partito radicale a Mammagialla, composta da Elisabetta Zamparutti, Sergio D'Elia, Rita Bernardini e Giovanni Zezza

La delegazione del Partito radicale a Mammagialla, composta da Elisabetta Zamparutti, Sergio D’Elia, Rita Bernardini e Giovanni Zezza

Viterbo –  “Veramente tanti i casi psichiatrici nella media sicurezza”. Rita Bernardi ha guidato ieri alle 11, nel giorno di Pasquetta, una delegazione del Partito radicale nel carcere di Mammagialla.

Il carcere di Viterbo è finito nelle cronache nazionali per due suicidi e l’omicidio di Giovanni Delfino avvenuto a fine marzo per mano di una altro detenuto che lo ha colpito con uno sgabello.

Con Rita Bernardini (coordinatrice della presidenza del Partito radicale nonviolento) nella delegazione erano: Elisabetta Zamparutti (membro della presidenza del Partito radicale nonviolento), Sergio D’Elia (coordinatore della presidenza del Partito radicale nonviolento) e Giovanni Zezza (militante iscritto al Partito radicale nonviolento). La delegazione è stata accolta e guidata nella visita dal comandante Daniele Bologna e dall’ispettore superiore Antonio Cinquegrana.

“Ho capito perché questo istituto – ha spiegato Rita Bernardini alla fine della visita –  viene definito difficile, duro o addirittura punitivo. I casi di detenuti psichiatrici, che dovrebbero essere da un’altra parte, nella media sicurezza sono veramente tanti. E di cura psichiatrica c’è bene poca. Anche da questo nascono problemi. Nel corso della visita abbiamo potuto visitare anche l’area del 41 bis. I detenuti presenti sono circa 600 unità di media, anche a causa degli sfollamenti da altri carceri. La capienza regolamentare è di 432 posti. Ma va detto che una sezione è inagibibile. Gli stranieri sono più del 50 per cento. C’è carenza di polizia penitenziaria. Gli educatori sono molto pochi. Sono 4 più il responsabile dell’area trattamentale. Pochi i detenuti che studiano o lavorano. Questo per mancanza di fondi”.

“Nell’area del 41 bis ci sono 47 persone – ha detto Elisabetta Zamparutti -. Un detenuto è in isolamento da 27 anni. Dall’introduzione del 41 bis nel 1992. Sono rimasta stupita di trovare questa persona ancora vitale”.

Il 41 bis è stato il reparto che più ha interessato la delegazione, viste le battaglie radicali contro questo tipo di detenzione.

“Nel 41 bis abbiamo trovato un paraplegico che dovrebbe essere tenuto in altra struttura – ha aggiunto Sergio D’Elia -. Si tratta di un detenuto non da molto in carcere. Io ritengo che dovrebbe scontare la pena in una struttura ospedaliera. Abbiamo poi potuto constatare che i detenuti del penale sono preoccupati chiusura Radio radicale, perché è l’unico spazio che dà conoscenza della situazione nelle carceri italiane. Abbiamo trovato umanità e professionalità nell’ispettore addetto ai colloqui che si è prodigato per alleviare gli incontri i minori e detenuti. E’ riuscito a far incontrare i detenuti anche con il proprio animale domestico. Col proprio cane”.


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23 aprile, 2019

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