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Viterbo - La lectio magistralis di Ambrogio Fasoli, ordinario di Fisica all’École polytechnique fédérale de Lausanne e presidente di Eurofusion all'Università della Tuscia

“Dobbiamo creare una stella sulla Terra attraverso la fusione”

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Ambrogio Fasoli

Ambrogio Fasoli

Viterbo - Incontro all'università della Tuscia su "Plasmi e fusione"

Viterbo – Incontro all’università della Tuscia su “Plasmi e fusione”

Alessandro Ruggieri

Alessandro Ruggieri

Giuseppe Calabrò

Giuseppe Calabrò

Stefano Ubertini

Stefano Ubertini

Ambrogio Fasoli

Ambrogio Fasoli

Ambrogio Fasoli

Ambrogio Fasoli

Viterbo – “Dobbiamo creare una stella sulla Terra per avere una fonte di energia per il nostro pianeta”. Questo il tema al centro della lectio magistralis, che si è svolta questa mattina all’aula magna di Santa Maria in Gradi, tenuta da Ambrogio Fasoli, ordinario di Fisica all’École polytechnique fédérale de Lausanne e presidente di Eurofusion.

Titolo dell’incontro, a cui hanno partecipato sia i docenti che gli studenti, ‘Plasmi e fusione, ovvero come creare una stella sulla Terra’.

A presenziare il rettore dell’università della Tuscia, Alessandro Ruggieri, i docenti Giuseppe Calabrò e Stefano Ubertini. La lezione del professor Fasoli ha inaugurato l’anno accademico 2019/2020 dei corsi di Ingegneria dell’università degli studi della Tuscia.

“Bisogna creare un’energia di sviluppo alternativa che non peggiori la situazione del nostro pianeta – ha sottolineato Fasoli –. Non possiamo rimanere indifferenti al riscaldamento globale e ai suoi effetti. I ghiacci si stanno sempre più sciogliendo, è in aumento la siccità e sempre più si stanno generando eventi ambientali estremi”. 

Come creare l’energia? Per l’esperto: “La possibile soluzione è creare energia attraverso il processo di fusione”. 

Al centro della conferenza il processo di fusione nucleare, ossia una reazione attraverso la quale i nuclei di due o più atomi vengono compressi o avvicinati a tal punto da superare la repulsione  elettromagnetica. In questo modo i nuclei si possono unire tra loro, generando un ulteriore elemento di massa maggiore o minore e comunque liberando energia.

“Sappiamo che la fusione genera energia perché tutte le stelle sono reattori a fusione – ha spiegato Fasoli –. La fusione nucleare ad alte temperature permette alla materia di diventare plasma, un insieme di cariche positive e negative ma globalmente neutro. Riscaldare il plasma dà la fusione. Il 99% dell’universo visibile è plasma. Un esempio sono le aurore boreali, gli schermi al plasma, i motori dei razzi”.

Il professore di Fisica ha così presentato il progetto, a cui ha partecipato anche l’École polytechnique fédérale de Lausanne, per creare un reattore a fusione e generare così una sorta di stella sulla terra in grado di produrre energia. 

Il costo del progetto è di circa 20 miliardi di euro. I primi esperimenti sono previsti per il 2025. Il progetto della costruzione del reattore, che si chiama Iter, vede una collaborazione globale con Eurofusion. Soltanto la macchina del reattore, senza strutture connesse, peserà 23 mila tonnellate. 

Un tema in cui anche l’università della Tuscia è protagonista a livello europeo, partecipando come terza parte Enea al programma comunitario Eurofusion. 

L’idea però non è solo quella di costruire il reattore, ma anche di mettere in piedi una catena che possa rendere l’energia prodotta accessibile a livello industriale. Ciò sarà possibile con la costruzione di un’altra macchina chiamata Demo.

“In questo modo – ha concluso Fasoli – avremo la prova che la fusione può essere commerciabile”. 

Maurizia Marcoaldi


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15 aprile, 2019

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