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“Ermanno Fieno non è infermo di mente”, secondo lo psichiatra del tribunale

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Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - Il fermo di Ermanno Fieno [3]

Sanremo – Delitto di via Santa Lucia – Il fermo di Ermanno Fieno

Viterbo - Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Chiara Capezzuto [4]

Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Chiara Capezzuto

Tribunale - Gli psichiatri Alessandro Meluzzi e Giovanni Battista Traverso si salutano prima del processo [5]

Tribunale – Gli psichiatri Alessandro Meluzzi e Giovanni Battista Traverso si salutano prima del processo

L'avvocato Roberto Massatani [6]

L’avvocato Roberto Massatani

Viterbo – Delitto di Santa Lucia, oggi si torna in aula per la discussione. 

“Ermanno Fieno non è infermo di mente”. Non sarebbe incapace di intendere e di volere secondo il professor Giovanni Battista Traverso, lo psichiatra dell’università di Siena cui è stata affidata la perizia super partes del tribunale. Fieno sarebbe invece “incapace di volere”, secondo il perito di parte Meluzzi, per il quale non dovrebbe restare in carcere, ma essere ricoverato in una struttura idonea alle cure del caso. 

Oggi si scoprirà cosa ne pensa l’accusa. 

E’ il giorno della discussione per il 46enne viterbese che il 28 novembre 2017 ha ucciso la madre dopo la morte per cause naturali del padre e poi ha occultato i cadaveri dei genitori avvolti nel cellophane in casa, nel quartiere di Santa Lucia, dove sono stati scoperti dopo due settimane, la sera del 13 dicembre di due anni fa.

In carcere da quindici mesi, lascerà per la quarta volta da quando è stato catturato a Ventimiglia mentre cercava di scappare in Francia il settore “protetti” della casa circondariale di Mammagialla, dove si trovano detenuti coloro che per i crimini commessi, in questo caso l’assassinio della madre, sarebbe pericoloso per la loro incolumità lasciare tra i “comuni”.

La pm Chiara Capezzutto, titolare del fascicolo col procuratore Paolo Auriemma, potrebbe chiedere il massimo della pena, ovvero l’ergastolo. Pena che, in virtù del rito, potrebbe ridursi di un terzo, a 30 anni di carcere, sempre che non venga disposto l’isolamento diurno. Farà sicuramente appello alle conclusioni degli psichiatri il difensore Roberto Massatani.

D’accordo su un punto col perito della difesa, il perito di parte Alessandro Meluzzi. Per entrambi i superesperti Ermanno Fieno soffrirebbe di una patologia psichiatrica, il cosiddetto disturbo d’adattamento con umore depresso e ansioso. Ma mentre per il professor Meluzzi tale disturbo potrebbe essersi tradotto in una scemata capacità di intendere e in una sicura incapacità di volere, per Traverso invece non ci sarebbe infermità mentale.

Su queste basi si torna oggi in aula per il processo celebrato davanti al gup Rita Cialoni con l’abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.

Come detto, si tratta della quarta udienza del processo che si è aperto lo scorso 28 settembre con l’accoglimento della richiesta di rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Il 9 novembre, giorno in cui Ermanno Fieno ha compiuto 45 anni, è stato affidato l’incarico per la perizia al professor Traverso. Il 19 marzo, l’imputato ha lasciato il carcere per la terza volta dopo l’arresto, per sentire le conclusioni cui sono giunti Traverso e il consulente di parte Meluzzi.

Silvana Cortignani


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