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Viterbo - Il presidente dell'europarlamento Antonio Tajani in visita alla Tusciaweb Academy: "Se hai la passione il mestiere di giornalista va fatto" - Intervista su elezioni, il futuro del centrodestra e le comunali nella Tuscia

“In Europa serve più politica e meno burocrazia”

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Viterbo – (g.f.) – Antonio Tajani alla Tusciaweb Academy. Il presidente del parlamento europeo ieri ha fatto visita alla redazione di Tusciaweb e si è intrattenuto con i ragazzi che frequentano la academy, rispondendo alle loro domande e a quelle del direttore Carlo Galeotti. L’Europa e le imminenti elezioni europee, l’avanzata dei sovranisti, il futuro del centrodestra e i rapporti non facili con l’alleato Matteo Salvini, ma anche il lavoro di giornalista, lui che ha esercitato a lungo la professione. Un gradito ritorno a Tusciaweb, per un ospite di tutto rispetto, accompagnato dal senatore FI Francesco Battistoni e il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena. Inevitabili, domande anche sulla situazione politica nel capoluogo e l’imminente tornata elettorale nella Tuscia.

Nella Tuscia, il centrodestra si comporta in modo anomalo. Alle prossime amministrative, nei due comuni più importanti, Tarquinia e Civita Castellana andrà diviso. Succede anche altrove?
“In genere andiamo uniti in tutte le campagne a livello locale, in tutte le regioni – dice Tajani – poi, può capitare che in qualche comune non ci si trovi d’accordo o ci siano problemi di liste. Ma non darei un significato politico particolare. Poi ci sono i ballottaggi. Nel capoluogo siamo andati uniti, altrove incomprensioni possono esserci”.

Ma a Viterbo litigano sempre…
“In tutti i comuni si discute, sono gli italiani a essere vivaci. Qual è l’amministrazione dove non accade? Noi italiani siamo vivaci”.

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani incontra la Tusciaweb Academy

In Europa, dove la classe politica tradizionale ha sbagliato, lasciando spazio a formazioni che sono contro il sistema? Quali gli errori da correggere?
“Molte sono le cose da cambiare. Secondo me c’è stato un ritardo nell’intervenire per la crisi finanziaria ed economica. L’Europa si è mossa in ritardo anche sull’immigrazione. Ma non sono tanto le istituzioni europee, quanto gli stati membri. Non esiste un’Europa unita sotto i punti di vista. Esistono stati membri che hanno delegato alcuni poteri. Su alcune questioni decidono gli stati e gli stati hanno posizioni diverse, interessi nazionali che cercano di far prevalere. La prima riforma è far tornare la politica al centro. Mancano personaggi che abbiamo una visione europea complessiva. A diversi manca la visione generale. Penso a Kohl, Mitterrand, Andreotti, Craxi o Berlusconi: leader con una visione al di là dell’interesse nazionale. Questo è il vero problema. Il secondo è che mancando la politica, ha prevalso la burocrazia, che non è né buona né cattiva. Ma se in assenza d’indicazioni sul da farsi, la burocrazia gestisce con mentalità burocratica, appunto. Applicando rigorosamente le norme”.

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani incontra la Tusciaweb Academy

Le istituzioni europee sono riformabili, invece?
“Anche per riformarle occorre la politica. Si può fare. Intanto il parlamento europeo, che non ha potere d’iniziativa legislativa. Ce l’ha la commissione europea. L’altro aspetto è che servirebbe abolire il voto all’unanimità. Troppe decisioni sono prese così. È sufficiente uno stato che non sia d’accordo e non se ne fa niente. Come per regole di Dublino sui rifugiati. La commissione ha fatto una proposta, il parlamento ha approvato un testo che è fermo sul tavolo del consiglio, cioè degli stati membri. Bloccato, dal momento che i paesi del blocco di Visegrad non lo vogliono. Parliamo del ricollocamento automatico dei rifugiati. L’altra riforma riguarda la banca centrale europea, che dovrebbe diventare una vera banca centrale, in modo che possa incidere anche su crescita ed economia reale. Poi serve un’armonizzazione fiscale. Non possono esserci regole diverse fra stato e stato. Tutti i giganti del web stanno in Irlanda per pagare meno tasse. Occorre pure una politica energetica europea, per non essere sotto scacco rispetto ad altri. Sono le prime cose urgenti da fare. Ma la prima rimane sempre una visione politica europea. L’obiettivo è proteggere i cittadini da realtà come Cina, India, Russia, Stati Uniti. Come fai a difenderti a livello di stato nazionale? Questo non significa rinunciare all’interesse nazionale, ma a tutelarlo meglio”.

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani incontra la Tusciaweb Academy

Un avanzamento del fronte sovranista alle prossime elezioni europee cosa comporterebbe?
“Attualmente sono talmente divisi, stanno in gruppi diversi, non si capisce quali saranno i gruppi parlamentari. I sovranisti non possono avere grossi risultati o contare molto. In Italia, anche se la Lega ottiene 25 parlamentari, su 705 complessivi senza la Gran Bretagna, cosa possono fare? Nulla. O fanno parte di un grande gruppo, ma in questo momento hanno deciso di stare con il fronte nazionale francese e Alternative für Deutschland, sono isolati. Diversamente, venendo nel gruppo dei conservatori potrebbero contare di più”.

In Italia Salvini resta un alleato affidabile a tutti i livelli, nonostante ultimamente vi prendiate spesso a pesci in faccia?
“Alle Europee vige un sistema proporzionale, quindi ognuno fa la sua corsa con liste diverse. Noi siamo diversi da loro, siamo nel Ppe. Il centrodestra è articolato e diversificato”.

Alle prossime elezioni politiche ci sarà ancora un centrodestra classico? Comunque non ci sarà la centralità di Forza Italia…
“Ma saremo determinanti, senza di noi non si vince. Se il centrodestra vuole vincere non può fare a meno di noi. Questo accade in tutti i comuni”.

Vincete ovunque in ambito locale, ma il giorno dopo Salvini si affretta a negare prospettive a livello nazionale…
“Se Salvini vuole restare col governo dei 5 Stelle, si assume tutte le responsabilità di quello che fa l’esecutivo dei 5 Stelle”.

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani incontra la Tusciaweb Academy

Perché da elettore di centrodestra italiano – domanda una corsista della Academy – dovrei votare Forza Italia che in Europa è in una coalizione a trazione Merkel, con il partito della Cdu avrà la maggioranza dei voti, e non la Lega?
“La Lega è alleata di Alternative für Deutschland. Nel loro programma si contesta la Merkel perché è troppo debole nei confronti dell’Italia e della Grecia e in generale dei paesi del sud. Vogliono più austerità e più rigore. È un controsenso. Hanno una politica molto più aggressiva e rigorista. Avremmo un’Europa più germanocentrica e non più equilibrata. Il nostro è un voto utile. Ho dimostrato che un italiano può vincere. Ho riunito tutti i paesi del sud e dell’est e poi sono andato a trattare con i tedeschi e i francesi e ho vinto. La Lega non credo che sia in grado”.

In che modo – chiede un’altra corsista – la comunità europea incide sui governi nazionali per creare posti di lavoro per i giovani?
“Devi andare a vedere gli strumenti economici che ci sono nel bilancio. Il pacchetto più grande deve essere quello per innovazione e ricerca. Noi vogliamo che passi da 80 a 120 miliardi”.

Giorgia Meloni, leader FdI ha detto che l’Europa va cambiata – chiede una corsista – a cominciare dal presidente del parlamento, cioè lei. Come commenta?
“Tutto è legittimo, voler cambiare presidente lo è. Occorre però essere giudicati dai fatti. Io sono stato eletto anche con i voti del gruppo di cui fa vuole far parte Giorgia Meloni. Forse lei non lo sa”.

Lei è un giornalista, un consiglio a chi volesse intraprendere questo mestiere?
“Se c’è la passione va fatto. È difficile, si guadagna poco, sempre di meno. Ma se ti piace, lo devi fare. Io ancora oggi fatico. Quando ho una notizia riservata, mi viene da pensare a chi la dico? Ovviamente non la posso dire, è legata a una carica istituzionale. Ma te la senti dentro. Comunque, trovatevi sempre un lavoro, non pensate di lavorare facendo i politici. Non è mai garanzia di libertà fare solo il politico e non avere un lavoro”.


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24 aprile, 2019

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