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Viterbo - Lo ha detto la segretaria regionale della Uil Silvia Somigli - Il 17 maggior sciopero di tutto il personale degli istituti

“Il governo non ha le idee chiare sulla scuola”

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Viterbo - Silvia Somigli

Viterbo – Silvia Somigli

Silvia Somigli col segretario nazionale Turi

Silvia Somigli col segretario nazionale Turi

Roma - Manifestazione della Uil scuola

Roma – Manifestazione della Uil scuola

Viterbo – Il governo del cambiamento non ha le idee chiare sulla scuola. Sta utilizzando il modello dell’autonomia differenziata. Fare dei sistemi scolastici regionali che ammazzano la Costituzione e i suoi principi è sbagliato. Esiste una contrapposizione tra la regionalizzazione del sistema dell’istruzione e il modello costituzionale. Il diritto all’istruzione universale in questo modo salta.

La questione del 10 per cento nel concorso ordinario può andare bene. Ma intanto ci vuole un concorso rapido. Non è sufficiente, per risolvere il problema, un concorso per centinaia di migliaia di posti. I tempi sono molto lunghi e invece servono provvedimenti urgenti per garantire l’avvio del nuovo anno scolastico. Ci vuole un concorso riservato per i non abilitati che abbiano almeno trentasei mesi di servizio, analogo a quello che è stato riservato nel 2018 ai già abilitati, trentasei mesi perché c’è il limite legale per evitare una procedura di infrazione.

Questo risolverebbe i problemi. Il concorso ordinario si faccia, ma ha tempi lunghi che la scuola non si può permettere. Intanto si faccia uno riservato, i ragazzi in una scuola hanno diritto ad avere un insegnante stabile, non supplenti, né supplenze, che peraltro alimentano il precariato.

Il fallimento della 107 è dovuto al fatto che quella legge non ha eliminato il precariato e questo è successo perché Renzi non ci ha ascoltati. Avevamo chiesto una fase transitoria, ci voleva una fase di almeno tre anni e invece ha spostato all’improvviso la gente da una regione all’altra con gli algoritmi e non ha risolto nulla. Così il precariato è aumentato. La questione fu condotta in maniera autoritativa, senza ascoltare le parti sociali.

Il bilancio dello Stato toglie risorse al contratto. Ma le risorse occorre trovarle, per fare ciò che è stato fatto per i dirigenti scolastici. Servono quote specifiche da destinare ai docenti e al personale Ata, lavoratori caduti, sul piano degli stipendi, all’ultimo posto della lista dei dipendenti, pubblici e privati. Sulla scala retributiva sono agli ultimi posti, come certificati dalla Ragioneria dello Stato.

Per tutte queste ragioni i sindacati hanno proclamato uno sciopero per il prossimo 17 maggio. Sono anni che gli insegnanti provano gli effetti delle decisioni di austerità fatte sulla scuola. Bisogna invece tornare a parlare di dignità del lavoro.

Silvia Somigli

Segretaria regionale Uil scuola Viterbo


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15 aprile, 2019

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