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Canepina - Lunedì 15 aprile alle 18 nella chiesa di San Michele la cerimonia in memoria

Carlo Barbanti ricercatore di un oltre…

di Massimo Fornicoli

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Carlo Barbanti

Carlo Barbanti

Carlo Barbanti

Carlo Barbanti

Carlo Barbanti

Carlo Barbanticar

Canepina – Carlo Barbanti ricercatore di un oltre…

Non oso definirmi amico, per poco tempo ci siamo frequentati. Spero però che in cuor suo almeno un po’ lo sia stato.

Mi piace qui ricordarlo come una persona che attraversando la mia esistenza sosta inconsapevolmente nel mio cuore, e che, forse, se avesse chiesto il permesso, non l’avrebbe ottenuto.

La prima volta che c’incontrammo apparì molto disponibile più all’ascolto che a parlare. Nel narrare alcuni miei episodi “al limite”, si dichiarò subito scettico, in quanto voleva disporre di una libertà totale nell’affrontare la vita, era il suo modo di conoscere. Mostrava una fede nella ragione che gli procurava momentanee certezze.

Nel professarsi laico credeva nell’amicizia, dono raro possibile tra persone particolari dotate di una squisita sensibilità. In lui albergava al tempo stesso un solitario, un filosofo e un virtuoso dotato di sottile ironia senza troppi rimpianti.

Aveva un rapporto di rispetto col divino in genere, non faceva fatica a immedesimarsi in chi vive un credo religioso che umanamente si accordava alla sua visione globalmente laica della società.

Mi è parso talvolta di scorgere nei nostri brevi colloqui, un pensiero di fondo. Non essendoci un senso ultimo alla vita, dovremmo lasciare alla bellezza il potere salvifico per annullare o riempire il vuoto, in una ricerca col rischio e qualche malinconia, di non approdare a una meta.

Ci ha fatto dono delle sue comunicazioni sui social, con una giusta e pacata distanza nel faticoso viatico della sua malattia e in molti gli siamo grati per aver dato fiducia e vicinanza a chi non sa condividere e nasconde i momenti bui.

Una vita coraggiosa, perseverante nel suo mettersi alla prova, confidando davvero paziente nella scienza medica, deciso nel volerla vivere appagato dagli straordinari affetti familiari e amicali.

Chiudo con una riflessione molto pertinente del teologo Angelo Casati, che esprime alcuni tratti del suo animo poiché amava anche i bei pensieri: “La bellezza è per i ricercatori di fessure, di soglie segrete, di fili pressoché invisibili. Soglie non tanto da varcare con animo predatorio, ma su cui sostare, da cui intravvedere e provare emozione, commozione. La bellezza è per i ricercatori di un oltre, quelli che hanno resistito alla seduzione della quantità, della grandezza esteriore, dell’esibizione”.

Ciao Carlo

Massimo Fornicoli


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14 aprile, 2019

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