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Tribunale - Disposta l'acquisizione tra i beni dello stato di due buccheri del VI secolo avanti Cristo

Invece della droga trovano reperti etruschi, alla sbarra madre di sospetto pusher

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Viterbo – Invece della droga trovano reperti etruschi, alla sbarra madre di sospetto pusher.  

Arrestano il figlio per droga e durante la perquisizione domiciliare gli trovano in casa due buccheri etruschi e una ceramica medievale, sotto processo finisce la madre. Il sospetto è che siano frutto di scavi archeologici clandestini. 

Era il 2013 e il giovane fu fermato nell’ambito di una maxiretata antidroga scattata nel capoluogo tra giovanissimi presunti spacciatori. Il processo si è concluso ieri davanti al giudice Giacomo Autizi.

I reperti archeologici sarebbero stati in bella mostra nell’abitazione dei Cappuccini dove il sospetto spacciatore viveva con la donna. Un appartamento che l’imputata avrebbe a sua volta ereditato dal padre deceduto negli anni Ottanta, un signore molto colto e benestante, che tra le altre cose avrebbe avuto la passione dell’antiquariato. 

I tre oggetti sequestrati, affidati in custodia al museo della Rocca d’Albornoz, sono stati periziati dall’archeologa viterbese Daniela Rizzo.

“Si tratta in effetti di due vasi etruschi originali, del VI secolo avanti Cristo, aventi un loro valore storico anche se molto comuni nelle sepolture delle nostre necropoli, mentre il terzo oggetto risulta composto di frammenti medievali rimessi insieme. Non è invece possibile dire se i buccheri siano stati estratti di recente dalla terra, sicuramente non nell’Ottocento, in base alle incrostazioni di residui ferrosi, ma non si può dire se prima o dopo 20-30 anni fa”, ha spiegato la consulente.

Sia la procura, sia il difensore Luigi Mancini hanno convenuto sull’assoluzione, non essendo emerse prove che gli oggetti posti sotto sequestro siano provento di reato. 

Il giudice ha assolto l’imputata, disponendo in ogni caso la definitiva acquisizione dei reperti tra i beni dello stato. 

Silvana Cortignani


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2 aprile, 2019

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