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Viterbo - Le facciate abbandonate dei palazzi storici - Buchi, scritte, vernici, incuria - Da via Cavour a piazza del Plebiscito, dal Corso a via San Lorenzo - FOTO

La “faccia” sporca della città

di Daniele Camilli
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Viterbo – La città ci rimette le facciate. La faccia sporca che mostra agli altri appena entrano a Viterbo. Turisti e cittadini. In centro. Palazzi storici. Basta alzare gli occhi in alto per rendersene conto. Cosa che non sempre accade. In alcuni casi sembra quasi che qualcuno c’abbia dato una sventagliata con la mitragliatrice.

Fontane, centro storico e facciate dei palazzi. La città dei set cinematografici mostra le sue ferite a cielo aperto.


Fotogallery: Il degrado delle facciate dei palazzi del centro storicoGli affreschi distrutti in via Annio e via Saffi


Non a caso viene scelta per film di guerra o i Medici dove, pure, se le davano di santa ragione. Città decadente con le facciate dei palazzi rovinate. Alcune recuperabili, altre no. Difficile per i proprietari intervenire. Lì dentro non c’abitano più nobili o alto borghesi, ma persone con stipendi che nemmeno bastano ad arrivare a fine mese. Difficile pretendere da loro un intervento che semplicemente li dissanguerebbe.


Viterbo - La facciata dell'ospedale vecchio

Viterbo – La facciata dell’ospedale vecchio


Altra cosa le facciate dei palazzi comunali, in piazza del plebiscito. Oppure quella della provincia lungo via Garibaldi dove nel ’67, più di quarant’anni fa, s’appoggiò la macchina di Santa Rosa di Zucchi per l’eccessivo peso.


Viterbo - La facciata del palazzo del cardinal La Fontaine

Viterbo – La facciata del palazzo del cardinal La Fontaine


Sono poche quelle che si salvano, anche se nessuno ci fa ormai caso. Rovinate le facciate che aprono verso piazza San Lorenzo, dove sta il colle del duomo con palazzo dei papi e la cattedrale. Scrostate e bucate. L’intonaco cade e le decorazioni attorno alle finestre, quelle che ancora ci sono, usurate. Per non parlare dell’ospedale vecchio. Scartavetrato.


Viterbo - La facciata della provincia

Viterbo – La facciata della provincia


Quando va bene, in piazza della morte, le scritte sui muri sono state cancellate con la vernice bianca. Lasciata poi lì, come una cicatrice. L’importante era togliere via i contenuti, senza rispettare la forma di ciò che c’è attorno. Ad esempio, il palazzo dove è nato e vissuto il cardinale La Fontaine, successivamente patriarca di Venezia.


Viterbo - La facciata graffita in via Annio

Viterbo – La facciata graffita in via Annio


Anche la Casa della pace, all’incrocio tra piazza delle Erbe e Corso Italia, non se la passa bene. Una parte è stata restaurata, l’altra si spera.

Peggio ancora via Cavour, dove si trova l’altra faccia della provincia. Una specie di Giano bifronte. Via Saffi, l’ingresso ufficiale. In via Cavour quello meno noto. Qui la facciata è semplicemente scorticata. Il resto fa pendant con Fontana Grande. Abbandonato.


Viterbo - Il palazzo del Podestà

Viterbo – Il palazzo del Podestà


Da via Cavour, a metà strada spalle porta Romana, si può inoltre girare a destra e prendere via Saffi. Malattia della pietra a Casa Poscia e affresco della Trinità distrutto. Tanto per fare un paio d’esempi. Oppure a sinistra, in via Annio. Qui, la facciata graffita delle scuderie di Palazzo Nini sta per diventare invece un pallido ricordo.


Viterbo - Il palazzo del Podestà

Viterbo – Il palazzo del Podestà


Dulcis in fundo, piazza del Plebiscito. Tre palazzi. Priori, dove sta il consiglio comunale, del Podestà, sede degli uffici comunali e del Capitano del Popolo, attualmente la Prefettura, l’unica come si deve. Gli altri due mostrano chiari segni di degrado. Accanto alle finestre, vicino alle bandiere e sui cornicioni poco sotto il tetto, dove sembra pure che ci piova. Almeno questa è l’impressione. Dallo scolo vicino alle tegole. Dalla sommità della fronte all’estremità del potere.

Daniele Camilli 


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23 aprile, 2019

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