- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - http://www.tusciaweb.eu -

“Landolfi in carcere? Non ci sono elementi”

Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri [3]

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Ronciglione - Il luogo della tragedia [4]

Ronciglione – Il luogo della tragedia

Ronciglione - L'avvocato Luca Cococcia [5]

Ronciglione – L’avvocato Luca Cococcia

Giallo di Ronciglione - L'avvocato Vincezo Luccisano [6]

Ronciglione – L’avvocato Vincezo Luccisano

Ronciglione – “Andrea Landolfi Cudia in carcere? Non ci sono elementi validi e sufficienti”. Lo sostiene l’avvocato Luca Cococcia, difensore del 30enne indagato per la morte della sua fidanzata. Maria Sestina Arcuri, 26 anni, morta dopo essere precipitata dalle scale della casa della nonna del compagno a Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il primo fine settimana di febbraio.

Il 15 marzo scorso, a trentotto giorni dalla tragedia, la procura di Viterbo ha chiesto l’arresto in carcere per Landolfi [7] per omicidio. La richiesta è stata respinta dal gip Francesco Rigato un mese dopo, il 15 aprile. Ma a distanza di soli quattro giorni il pm Franco Pacifici e il procuratore capo Paolo Auriemma hanno fatto appello al tribunale del riesame di Roma contro la decisione del giudice.

“Non ho avuto modo di leggere né la richiesta di custodia cautelare della procura, né il perché del rigetto del gip, né le motivazioni dell’appello – mette in chiaro l’avvocato Cococcia -, ma evidentemente per il giudice non ci sono elementi validi e sufficienti per accogliere la richiesta di pm e procuratore capo. Ha quindi dovuto respingere in toto la richiesta di arresto in carcere, senza avere la necessità di applicare un altro tipo di misura di custodia cautelare. Landolfi è ancora a piede libero”.

Il 30enne e il suo legale sono ora in attesa della fissazione dell’udienza davanti al tribunale del riesame. “Porteremo avanti – anticipa l’avvocato Cococcia – le considerazioni del gip, e non è escluso che ne aggiungeremo altre. Landolfi è tutto sommato ancora tranquillo, anche se non è semplice essere accusati di omicidio e sapere che la procura ti vuole mandare in carcere. Ma il suo più grande dolore resta la morte della compagna, avvenuta così tragicamente e repentinamente”.

Il 16 aprile è stata desecretata anche la relazione dei medici legali che hanno eseguito l’autopsia sul corpo di Sestina [8]. “La consulenza – spiega l’avvocato Cococcia – non parla di rotolamento dalle scale, ma di una caduta dall’alto fino al basso. I consulenti della procura, però, fanno sempre riferimento alla rampa. È emersa inoltre l’assoluta compatibilità tra un urto da gradino o da spigolo vivo e il grosso ematoma che la vittima ha riportato sulla schiena. Pur non essendo un esperto, credo che si sia trattato di uno scivolamento di schiena sui gradini di una scala molto ripida. Conclusosi con l’impatto contro un rialzo che, in effetti, è presente alla fine della rampa”.

La difesa di Landolfi ha comunque nominato un consulente di parte che sta passando al vaglio il corposo fascicolo contenente non solo i risultati dell’autopsia ma anche i referti dell’ospedale di Belcolle, dove Sestina è morta dopo 24 ore di agonia, e un voluminoso materiale fotografico. La stessa cosa è stata fatta dal legale della famiglia Arcuri, l’avvocato Vincenzo Luccisano.

“La famiglia Arcuri – rivela l’avvocato Luccisano – ha appreso con fortissima delusione il rigetto della misura cautelare nei confronti di Landolfi. Ma non è il rigetto del gip l’importante, di cui non conosciamo ancora le motivazioni, quanto la direzione intrapresa dalla procura. Ovvero da chi ha indagato e sta continuando a farlo. Nonostante avessero a disposizione bene dieci giorni, il pm e il procuratore capo hanno fatto appello al Riesame in soli quattro giorni. Ciò ci lascia molto fiduciosi sul lavoro svolto e che, con decisione, stanno proseguendo a svolgere. La procura è sicura di sé ed è decisamente convinta degli elementi di colpevolezza raccolti nei confronti dell’indagato”.


Multimedia: Fotocronaca: Il sopralluogo dei Ris [9] – I Ris di nuovo nella casa della tragedia [10] – I Ris nella casa della tragedia [11] – Video1 [12] – Video2 [13]


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]
  • Tweet [14]
  • [1]
  • [2]