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Viterbo - Nessuna intesa, si va avanti con le sedute fino a Pasquetta - Scontro pure con i dirigenti per i pareri

È guerra sugli emendamenti in consiglio comunale

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Consiglio comunale

Viterbo – Consiglio comunale

Viterbo – Nessuna intesa sugli emendamenti, si va avanti a oltranza. Tra maggioranza e opposizione, naufragata la possibilità d’accordo per ridurre drasticamente il numero. Sono 7200, ne sono stati discussi nemmeno un centinaio.

L’idea, che tale è rimasta, era mantenere solo quelli significativi, accogliendone alcuni e altri come raccomandazioni. Salta tutto. Di conseguenza si arriverà a Pasquetta, discutendone uno per uno.

“Non abbiamo raggiunto l’intesa – spiega Massimo Erbetti (M5s) – perché non c’è la volontà da parte della maggioranza di ridurre le tasse. Ho tantissimi emendamenti che hanno parere tecnico e contabile favorevole. Per questo, non ne ritiro nemmeno io”.

Avanti tutta, fino alla scadenza del termine concesso dalla prefettura per approvare il bilancio, il 22 aprile. A quel punto, dove si sarà arrivati si sarà arrivati, occorrerà fermarsi e passare alla discussione del documento economico. Sarà una guerra dei nervi.

Non passa nemmeno la proposta da parte della Lega, per discutere prima quelli che hanno ottenuto parere favorevole.

La tensione in consiglio è alta e ieri è esplosa, anche con un duro scontro che ha coinvolto pure i dirigenti. In particolare quella al Patrimonio, Eleonora Magnanimi, sui pareri tecnici allegati agli emendamenti.

Bollati da Alvaro Ricci (Pd), ma anche da Giacomo Barelli (Viva Viterbo), Chiara Frontini (Viterbo 2020) e gli altri esponenti d’opposizione, come politici e non tecnici.

Tutto perché, in base alle indicazioni arrivate dalla giunta, i pareri a emendamenti che sottraggono risorse al capitolo personale, destinati alle assunzioni già programmate, sono tutti negativi. Ma l’opposizione ritiene che la dirigente si debba limitare al parere meramente contabile. E non curarsi sulla destinazione dei fondi, che il consiglio comunale può modificare, a prescindere dalle scelte di giunta.

Una matassa piuttosto ingarbugliata. “Se la giunta mi ha chiesto d’inserire obiettivi relativi al personale, alla riorganizzazione e al piano d’assunzioni – spiega Magnanimi – io non posso rivedere quegli stanziamenti di spesa, a meno che la giunta o l’assessore di riferimento non mi dicano che io posso liberare quelle somme. Quindi, il parere è negativo”.

Anche dalla maggioranza c’è chi ha qualche perplessità, a cominciare da Gianmaria Santucci (Fondazione). E Purchiaroni rincara: “Se le cose stanno cosi, che ci stiamo a fare qui? Se non possiamo modificare nulla, allora andiamo via. Queste sono risposte che non stanno né in cielo, né in terra”.

Mentre Massimo Erbetti (M5s) non si sente tutelato: “Da un parere tecnico – osserva Erbetti – che segue le indicazioni della giunta”.

Per questo, a ogni emendamento presentato con parere negativo non condiviso, la minoranza esce al momento della votazione. Un altro motivo di scontro. Non il solo, non l’ultimo.

Giuseppe Ferlicca


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13 aprile, 2019

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