--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Intervista esclusiva al generale dell’Aeronautica Roberto Bordo che il 25 aprile ha apertamente e pubblicamente contestato il presidente dell’Anpi – Le ragioni della protesta – Cosa ha detto Riccò, che comandava il picchetto, ai militari presenti

“Mezzetti ha offeso le forze armate, ha fatto bene il generale Riccò a lasciare la cerimonia”

di Daniele Camilli

Bassano-Presepe-19-560x60

Condividi la notizia:


Viterbo - Il generale Roberto Bordo

Viterbo – Il generale Roberto Bordo

Viterbo - 25 aprile - Il presidente dell'Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo – 25 aprile – Il presidente dell’Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo - La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo – La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo - La celebrazione del 25 aprile

Viterbo – La celebrazione del 25 aprile

Viterbo – Il discorso del presidente dell’Anpi Enrico Mezzetti ha offeso le forze armate. Questo il motivo che avrebbe spinto il generale di brigata Paolo Riccò ad abbandonare la cerimonia del 25 aprile a Viterbo, seguito poi dagli altri militari e dalle associazioni combattentistiche e d’arma. Lasciate libere dal generale di scegliere.

A raccontare quanto accaduto giovedì mattina al Sacrario, quando si celebrava la festa della Liberazione, è Roberto Bordo, brigadier generale in pensione dell’Aeronautica militare. Il 25 aprile ha apertamente e pubblicamente contestato il discorso di Mezzetti. Al punto che è intervenuto anche un poliziotto della digos a riportare la calma. Con qualche momento di concitazione, e la sciarpa del poliziotto che finisce sulla schiena come il fazzoletto di un partigiano azzurro. Ma stava lì solo a fare il suo dovere. L’unico a rendersi conto subito di una situazione diventata all’improvviso incandescente.

Bordo ricostruisce quanto avvenuto. A partire da uno degli episodi centrali.

“‘Mi sento offeso non sono disposto ad ascoltare ulteriori parole di dileggio all’esercito italiano e alle forze armate e lascio la cerimonia’, ci ha detto Riccò”, racconta il generale Bordo.

“Dopo l’uscita del generale Riccò – afferma Bordo – io stesso mi sono sentito moralmente offeso e ho lasciato la postazione dove ero posizionato”.

Il discorso di Mezzetti sarebbe stato ritenuto dai militari un vero e proprio intervento politico. Soprattutto per i passaggi riguardanti il ministro dell’Interno Salvini e l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, il vero “dileggio”, sarebbe stato il passaggio del discorso di Mezzetti sulla presenza delle forze armate in Afghanistan. Anche “Bella ciao” cantata durante la deposizione delle corone in omaggio ai caduti sarebbe stata mal digerita dai militari.



Bordo viene direttamente in redazione. “Per chiarire – come ha subito specificato – le vere ragioni della nostra partecipazione alle celebrazioni del 25 aprile”.

Generale Bordo, cosa è successo durante la celebrazione del 25 aprile a Viterbo?
“Innanzitutto due cose, all’inizio. Mentre venivano depositate le corone e suonato il silenzio sono stati fatti canti partigiani. Bella ciao. Per due volte. Una sotto il monumento ai caduti e l’altra davanti alla chiesa degli Almadiani”.

Ma Bella ciao fa parte del patrimonio culturale e storico di questa nazione, non va considerato un canto di “parte”…
“Ma non c’è dubbio. Poteva però essere cantata in un altro momento della celebrazione. Ma non è stato il problema maggiore”.

Quale è stato il problema maggiore?
“Il problema maggiore, secondo me, è il fatto che in una celebrazione che vedeva la partecipazione di tutto il popolo viterbese, dai militari ai civili, dalle associazioni d’arma e alla stessa Anpi, di fatto si è trasformata in un discorso che ha preso da subito una piega politica. Il che mi è sembrato fuori luogo”.

Quindi, quali sono state le ragioni della protesta. Quale è stata la “piega politica” che avrebbe preso il discorso del presidente dell’Anpi?
“Il problema non sono stati i passaggi riguardanti il ministro dell’Interno. No, quello non è stato un problema. Io sono intervenuto nel momento in cui il generale Riccò ha lasciato l’inquadramento. Perché sono stati più volte, in qualche modo, dileggiate le forze armate. Come ci ha detto lui stesso”.

In che modo sarebbero state “dileggiate”? In quale passaggio del discorso?
“Nel passaggio in cui si ha detto che le forze armate in Afghanistan, di tutti i contingenti, tra cui quello italiano, che hanno affiancato le forze americane, hanno fatto più morti civili che talebani. Mi sembra un’affermazione molto forte”.

Ma il presidente dell’Anpi riporta i contenuti di un rapporto dell’Onu… “Fosse anche verità, non doveva comunque entrare a far parte di un discorso in un momento di celebrazione e di festa per tutti quanti. Questo è il mio modo di vedere”.

Ci sono stati altri passaggi del discorso di Mezzetti che avrebbero dileggiato le forze armate?
“Sono quelli che hanno riguardato momenti della politica nazionale che nel contesto delle celebrazioni non avevano domicilio”.

Ad esempio?
“Ad esempio il riferimento al ministro Salvini. Il riferimento all’ex presidente del consiglio…”

Silvio Berlusconi…
“Sì, non nominato, ma chiaramente Silvio Berlusconi. Un passaggio che non c’entrava niente”.

Meloni di Fratelli d’Italia è intervenuta dicendo che il discorso del presidente dell’Anpi attacca e offende le forze armate. Secondo lei, considerando anche quello che mi ha appena detto, le forze armate sono state offese dal discorso fatto  da Enrico Mezzetti, sì o no?
“Ovviamente. Io ritengo di sì. Dopo l’uscita del generale Riccò, io stesso mi sono sentito moralmente offeso e ho lasciato la postazione dove ero posizionato. Ed è quello il momento in cui, si dice, mi sono avvicinato verso il punto dove stava parlando Mezzetti e sono stato bloccato dalla digos. Io me ne stavo semplicemente andando e nell’avvicinarmi al presidente dell’Anpi, ho voluto ribadire che quello non era il momento giusto per parlare di politica piuttosto che parlare di resistenza e di liberazione. Volevo far notare, alla liberazione, oltre ai partigiani, al loro fianco e insieme agli alleati, ha combattuto una grossa parte dell’esercito. Dopo l’8 settembre una parte dell’esercito è entrato nella repubblica di Salò e un’altra parte, la più significativa, si è schierata con gli Alleati, al fianco dei partigiani. E questo non è stato minimamente sottolineato”.

Secondo Mezzetti, Meloni si sarebbe sentita offesa perché nel suo discorso c’è tutto un passaggio di condanna contro i crimini commessi in Etiopia dal maresciallo Graziani e dall’esercito italiano. Lei si è sentito offeso dai passaggi che riguardavano i crimini commessi dal fascismo in Etiopia?
“Su questo non voglio esprimere un giudizio. Ho un mio parere personale”.

L’esercito non si sente offeso per questi passaggi?
“Non lo so, io non sono l’esercito e non posso parlare in nome e per conto dell’esercito. Quello che posso dire e che relativamente all’esercito, la sua massima autorità locale, il generale Riccò, che ha lasciato la postazione, non ha, da quello che a me risulta perché ho sentito le sue parole, non ha assolutamente comandato al picchetto armato e ai militari di lasciare il consesso”.

Allora che cosa è successo? Che cosa avrebbe detto il generale Riccò e in coincidenza di quali passaggi del discorso di Mezzetti?
“Io non so esattamente come si è svolto perché il generale si trovava in una posizione dalla quale io non riuscivo a vederlo. Sicuramente è successo che il generale Riccò è venuto dove erano schierate le forze armate e ha detto: ‘non riesco a rimanere oltre nel sentire parole di dileggio all’esercito italiano e alle forze armate'”.

E questo lo avrebbe detto in coincidenza di quale passaggio del discorso del presidente dell’Anpi?
“Credo che sia soprattutto in riferimento al fatto dell’Afghanistan. Al fatto che le forze nazionali insieme alle altre forze alleate sono andate a fare più morti tra i civili che tra i talebani. A quel punto anche io ho ritenuto di seguire l’esempio del generale Riccò e mi sono allontanato”.

Mi può ripetere cosa avrebbe detto il generale Riccò?
“Ha semplicemente detto: ‘Mi sento offeso, non sono disposto ad ascoltare ulteriori parole di dileggio all’esercito italiano e alle forze armate e lascio la cerimonia’”.

E ha invitato i militari presenti a fare altrettanto? 
“No. Ha semplicemente detto: ‘Signori, siete liberi di decidere ognuno per proprio conto. Se rimanere o se andare’. Volevo far notare una cosa che non è stata rimarcata. A un certo momento della cerimonia anche i labari delle associazioni combattentistiche d’arma sono stati riposti. E questa è una cosa, secondo me, è un’ulteriore conferma del fatto che ci si è sentiti in qualche modo offesi. Per me un labaro non è un pezzo di stoffa. Ma racconta tante storie. Su di esso sono appuntate tantissime medaglie al valor militare e quelle raccontano eventi storici e atti eroici. A volte fino all’estremo sacrificio”.

Con il poliziotto della digos che cosa è successo? Cosa vi siete detti?
“Assolutamente niente. La digos mi ha allontanato semplicemente perché c’era la possibilità di un eventuale problema di ordine pubblico. Tutto qui. Assolutamente niente di più. Né tantomeno ho cercato di fare opposizione”.

Ma lei, da militare, non ritiene che abbandonare una cerimonia così possa essere considerato un atto di insubordinazione?
“Assolutamente no”.

Un militare però giura fedeltà anche alle autorità civili che rappresentano i cittadini. E lì erano presenti anche le istituzioni…
“Innanzitutto io non sono più un militare e sono un ex generale in pensione”.

Sì, ma Riccò è un militare…
“Non è sicuramente un atto di insubordinazione. Poi mi domando, insubordinazione verso chi?”

Verso le autorità civili…
“Assolutamente no. Infatti il generale ha salutato le autorità civili e ha lasciato la cerimonia. E non è offensivo nei confronti di nessuno. Come massima autorità, era nel pieno diritto di fare la scelta che ha fatto. E devo dire una cosa. Noi, militari, ex militari, associazioni combattentistiche e d’arma abbiamo inteso partecipare a una festa nazionale alla quale hanno contribuito i partigiani con la Resistenza, ma anche tutto il popolo italiano. A questo doveva mirare qualsiasi discorso in quella particolare occasione. Cosa che non è successa. L’intervento del presidente dell’Anpi, a mio avviso, ha monopolizzato per ben 25 minuti la scena. E il mio intervento è avvenuto dopo circa 20 minuti, come l’uscita del generale Riccò”.

Secondo lei, è ancora importante la memoria della Resistenza?
“Assolutamente. Come un qualsiasi evento storico”.

E quale è l’importanza che lei attribuisce alla Resistenza oggi e nella storia d’Italia?
“Per mantenere la memoria. Così come noi manteniamo la memoria delle nostre armi di appartenenza, così è importante per chi ha combattuto quella guerra, e lo ha fatto in prima persona, mantenere viva la memoria. E la memoria della resistenza può essere un punto di riferimento per i giovani. Perché chi ha combattuto, la Resistenza ha creato nuovi valori”.

E per lei il fascismo è stato un bene o un male nella storia di questo paese?
“Io non mi esprimo, ma ovviamente non è stato un bene. Questo è fuor di dubbio”.

Secondo lei, adesso come se ne esce da questo incidente della cerimonia del 25 aprile?
“Io non ho nulla contro l’Anpi o contro il suo presidente. Quindi, per me la cosa è assolutamente chiusa. Anzi, era già chiusa prima di cominciare”.

Daniele Camilli


Multimedia: Gallery: La contestazione contro il presidente dell’Anpi – La celebrazione del 25 Aprile – Video: I momenti della contestazione contro il presidente dell’Anpi – Il 25 Aprile a Viterbo


Articoli: L’ufficiale dell’Esercito Italiano in congedo Valerio De Nardo: “Sono indignato, chi ha sciolto il picchetto? La ministra Trenta intervenga!” – Serra e Cutigni: “Festa della Liberazione, non è successo nulla…” – Mezzetti (Anpi): “Se non mi spiegano dove ho offeso l’esercito, sono dei cialtroni e dei mascalzoni…” – Casapound: “Il 25 aprile è una ricorrenza divisiva, faziosa e di parte che non può restare festività nazionale” – Udc: “La Resistenza è un valore per tutti gli italiani” – Marco Tolli (Pd): “Critiche in cattiva fede…” – Lavoro e beni comuni: “È stata una delle più belle celebrazioni, nonostante il piccolo incidente…” – Giorgia Meloni: “I nostri soldati non meritano di essere umiliati, vergogna” – Perinelli (Spi-Cgil): “Cosa ha mai detto di così disdicevole il presidente dell’Anpi?” – Fusco (Lega): “Un insulto a tutte le forze armate” – Mauro Proietti: “Intervento inopportuno dell’Anpi e del suo presidente” – Fratelli d’Italia: “25 aprile, inaccettabile il dileggio dei nostri militari” – Arci: “E’ la festa del popolo che ha sancito l’inizio della stagione democratica”  – Giacomo Barelli: “25 aprile, un gesto grave derubricato a gesto di folklore…”  – Lega: “25 aprile, è stato accaparrato un palcoscenico per distribuire odio”  – Usb: “25 aprile, decine di bandiere sindacali presenti”  – Potere al Popolo Tuscia: “25 aprile, hanno partecipato decine di persone e numerose autorità” – Enrico Mezzetti: “Il ministro Salvini è eversivo e io non dovrei ribellarmi?” – Rifondazione comunista: “25 aprile, c’è stata anche una nota di folclore…”  – Infantino (Anpi): “L’Anpi non fa alcuna distinzione di colore politico” – Quadrani (Circolo reale della Tuscia): “Una manifestazione gestita in modo fazioso”  – Liberazione, il presidente dell’Anpi duramente contestato in piazza


Condividi la notizia:
28 aprile, 2019

Reportage 2 ... Gli articoli

  1. Por la libertad de Josè Pacella - Per la libertà di Josè Pacella
  2. "L'Islam è amore per la vita"
  3. Le strade che raccontano la memoria di chi non c'è più
  4. "Pasquinelli e Carloni si devono subito dimettere..."
  5. Il turismo "dimezzato" della città dei papi
  6. "Io e mio figlio siamo vivi per miracolo..."
  7. Sfiorata la strage di mamme e bambini
  8. Commercio, la "strage" di via Saffi
  9. Centoquarantadue soldati francesi sepolti "gloriosamente" lungo la Cassia...
  10. "Possiamo finalmente riavere la nostra libertà..."
  11. "Siamo intrappolati in casa da settimane per colpa di un ascensore..."
  12. "Il fuoco sembrava come una mietitrebbia..."
  13. A cena con i briganti ai piedi di Montefogliano...
  14. "Gli immigrati ci danno lavoro, mancano invece i servizi e il quartiere è dimenticato..."
  15. "La morte di Joshua richiama tutti alle nostre responsabilità..."
  16. Le porte della città vanno di male in peggio...
  17. "Avrei voluto una famiglia e dare ai miei figli tutto ciò che io non ho avuto..."
  18. "Abbiamo voluto riscattare le ex Terme Inps..."
  19. "Scegliamo di essere migliori perché si è scelto di amare..."
  20. "Dedicheremo il prossimo anno scolastico a Joshua Anyanwu..."
  21. "I soldi non ci sono... e i saldi non funzionano"
  22. Il Lazio tra le regioni con il più alto numero di morti sul lavoro, la Tuscia tra le province
  23. Vanno salvati gli affreschi dimenticati di Santa Maria delle Fortezze
  24. Venticinque milioni e mezzo di "tasse occulte" nella Tuscia
  25. Torna alla luce un fontanile del XVI secolo
  26. "Il festival di Modena avrebbe fatto meglio a invitare altre persone"
  27. Sotto "controllo" il cantiere di Belcolle
  28. "Una volta lavoravano marito e moglie, adesso la crisi si è ripresa tutto..."
  29. "Alla fine ce l'hanno cavata!"
  30. Benvenuti nella savana
  31. "E' un mese che siamo senza gas e mio marito è disabile"
  32. "La comunità islamica è parte integrante della nostra società"
  33. La battaglia di Ferento
  34. Pratogiardino Lucio Battisti nel degrado e nel più completo abbandono
  35. La città invasa dall'erba...
  36. "Le fontane erano il simbolo del buon funzionamento del comune"
  37. "Sui diritti umani non si può abbassare la guardia"
  38. Il tempo delle ciliegie vince quello della pioggia
  39. Gli studenti del Ruffini "processano" la violenza di genere
  40. "Viviamo in un paese dove associazioni a delinquere fasciste tentano di dividere i poveri..."
  41. "Sono quattro mesi che siamo "carcerati"..."
  42. Piazza del comune gremita per costruire una città migliore
  43. "Non parlava con nessuno, abitava qui e ogni tanto prendeva l'auto della donna con cui viveva"
  44. "Se non mi spiegano dove ho offeso l'esercito, sono dei cialtroni e dei mascalzoni..."
  45. "C'hanno messo una crocetta e quel tedesco sul terreno nostro è sotterrato..."
  46. "Il tempo com'è, bono o cattivo, noi venimo sempre qui da Pucciarella..."
  47. La "faccia" sporca della città
  48. Una linea d'abbigliamento e un logo per rafforzare l'identità della scuola
  49. La Pasqua al rallentatore nella città dei papi
  50. La processione del Cristo morto illumina Bagnaia
  51. "Frammenti di vita per riuscire a stare insieme..."
  52. "Chi ha fatto del male pagherà..."
  53. "Va fatto un restauro complessivo di tutte le fontane storiche e monumentali"
    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR