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Marta - Alessia Meloni racconta la sua disavvenura dopo una passeggiata sul lungolago: "E' un luogo pubblico, poteva essere capitato a chiunque anche a un bambino" - Altri due cani sarebbero stati uccisi

“Mia mi è morta tra le braccia… avvelenata”

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Mia

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Marta – (p.p.) – “Mia mi è morta tra le braccia, avvelenata in un luogo frequentato da tante persone… e se fosse accaduto a qualche bambino?”. Alessia Meloni giovedì era uscita per una passeggiata con Mia, il suo pastore tedesco di nemmeno due anni, un cane dallo sguardo intelligente e buono.

Erano fuori, come sempre, non sapendo che da quel pomeriggio non l’avrebbe più potuta accarezzare.

“Siamo uscite con Mia a fare una passeggiata sul lungolago – racconta Alessia – nella zona del ristorante il Pirata. Siamo state un po’ a giocare sulla spiaggetta, poi siamo rientrate facendo il percorso dentro al paese.

In tutto saremo state fuori circa un’oretta. A casa, ho fatto mangiare il cane che, poco dopo, si è sentito male. Mia infatti è svenuta a terra con delle convulsioni e ha iniziato a defecare in casa, cosa che non ha mai fatto.

Di corsa, l’ho portata alla clinica veterinaria a Montefiascone e, poco dopo che siamo, arrivate è morta”.

Nelle orecchie di Alessia riecheggia ancora una parola: “Avvelenamento, è stata questa la causa e ciò vuol dire che Mia ha mangiato veleno da fuori, anche perché il dottore mi ha spiegato che i primi sintomi compaiono dopo mezz’ora da quando è stato ingerito.

Così… il cane mi è morto tra le braccia in venti minuti e Mia non me la ridà più nessuno”.

Alessia ha presentato denuncia ai carabinieri. Il suo non sarebbe un caso isolato visto che altri due cani sarebbero morti sempre nella stessa zona. “Se c’è qualche pazzo che lo sta facendo, perché odia gli animali, magari perché non li vuole sul lungolago, ma in un’area riservata, deve smetterla e prendersela piuttosto col padrone. Ne parli, ma senza arrivare a certi livelli, visto che così si mette a rischio la sicurezza pubblica dato che è avvenuto in un luogo pubblico frequentato da tanta gente. E se fosse accaduto a qualche bambino piccolo?

Il dottore inoltre mi ha anche detto che non sarebbe nemmeno servito averlo lì accanto a me, perché non era questione di tempo in quanto – conclude – il veleno avrebbe comunque ucciso l’animale, così come una persona”.


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13 aprile, 2019

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