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Viterbo - Lo ha detto il rappresentante regionale della Cisl Andrea Fiorini questa mattina in piazza con tutti gli altri sindacati per protestare contro la campagna mediatica nei confronti della polizia penitenziaria di Mammagialla

“Non siamo aguzzini, basta con la caccia alle streghe”

di Daniele Camilli
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Viterbo - La protesta della polizia penitenziaria

Viterbo – La protesta della polizia penitenziaria

Viterbo - La protesta della polizia penitenziaria

Viterbo – La protesta della polizia penitenziaria

Viterbo - Andrea Fiorini

Viterbo – Andrea Fiorini

Viterbo - Mauro Rotelli

Viterbo – Mauro Rotelli

Viterbo - Danilo Primi

Viterbo – Danilo Primi

Viterbo – “Non siamo aguzzini”. Sindacati di polizia penitenziaria in piazza questa mattina per protestare contro quella che è stata definita né più né meno come una vera e propria “caccia alle streghe” nei confronti dei poliziotti che lavorano all’interno dell’istituto penitenziario Mammagialla di Viterbo. A riceverli, al termine della manifestazione e a porte chiuse, il prefetto Giovanni Bruno.

“Dopo l’episodio dell’uccisione del detenuto da parte del suo compagno di cella – ha detto Andrea Fiorini, rappresentante regionale aggiunto della Cisl – siamo entrati in un clima di caccia alle streghe dal punto di vista mediatico. Una criminalizzazione ingiusta che non rispetta l’operato della polizia penitenziaria. Siamo andati dal prefetto per far sentire la nostra protesta. Come polizia penitenziaria ci aspettavamo da parte del dipartimento una forma di tutela e invece, dopo l’episodio del 29 marzo, c’è stata una ricerca di responsabilità. In più l’opinione pubblica ci sta dipingendo come degli aguzzini. La polizia penitenziaria è un corpo sano che fa il proprio dovere. Non si può ghettizzare o sparare indistintamente”.

L’episodio cui fa riferimento Fiorini è l’uccisione di Giovanni Delfino, 61 anni, da parte del suo compagno di cella Sing Khajan, 34enne indiano. Entrambi reclusi nel carcere di Mammagialla. Il primo per tentato omicidio e l’altro per lesioni personali.

“Al prefetto – ha aggiunto Fiorini – abbiamo manifestato le nostre paure e portato le ragioni della nostra protesta. Anche perché il 18 aprile è prevista una manifestazione, di tutt’altro avviso, davanti al tribunale di Viterbo contro il magistrato di sorveglianza. La risposta del prefetto è stata di appoggio a tutte le nostre richieste”.

In piazza del comune questa mattina c’erano tutte le sigle sindacali. Sappe, Osapp, UilPa, Fns Cisl, Sinappe, Uspp e Cigl Funzione pubblica. Assieme a loro anche il deputato Mauro Rotelli. A portare la loro solidarietà, prima che iniziasse il consiglio comunale, la consigliera Chiara Fronti, l’assessore Marco De Carolis e i consiglieri Gianluca Grancini e Luigi Buzzi.

“Le problematiche del carcere di Mammagialla – ha commentato Rotelli – sono diventate di carattere nazionale. Come Fratelli d’Italia abbiamo già presentato un question time e anche questa settimana sottolineeremo in un intervento alla Camera quelle che sono le necessità di personale, di forze e di strumenti tecnologici”.

“Siamo scesi in piazza per contestare tutto quello che ci viene buttato addosso e tutti gli articoli che stanno uscendo colpevolizzando la polizia penitenziaria senza avere prove – ha dichiarato infine Danilo Primi dell’Uspp – Per quanto riguarda poi le lettere dei detenuti uscite sui giornali nei giorni scorsi, queste devono avere dei fondamenti, delle prove. Portassero le prove e le autorità che stanno indagando su questi presunti fatti faranno le loro valutazioni. La situazione in carcere è drammatica. Siamo carenti di personale. Un personale fa turni anche si 16 ore”.

Se non ci saranno risposte cosa succederà? “La protesta non finirà qui – ha risposto Primi – piazzeremo un gazebo davanti al carcere e da lì non lo toglieremo più. Valuteremo inoltre anche altre forme di protesta più incisive, come l’autoconsegna o l’astensione dalla mensa di servizio”.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: La protesta della polizia penitenziaria – Video: L’intervento dei sindacati e del deputato Mauro Rotelli


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15 aprile, 2019

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