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Cultura - Racconta la storia di un'ausiliaria 16enne e del suo incontro con una bimba ebrea di 8 anni dopo la caduta di Mussolini - Sarà in scena a Castelfiorentino il 25 aprile

“Ma oggi è dopo la guerra, vero?”, nuovo debutto per il corto di Laura Allegrini

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Laura Allegrini - "Ma oggi è dopo la guerra, vero?"

 “Ma oggi è dopo la guerra, vero?”

Viterbo – Nuovo debutto, il 25 aprile al teatro comunale di Castelfiorentino, per il corto teatrale “Ma oggi è dopo la guerra, vero?” della viterbese Laura Allegrini.

La sua grande passione per i film di guerra, e soprattutto del II° conflitto mondiale, l’ha portata a fare una ricerca storica sulla donne nel Ventennio fascista, e in specifico sul loro apporto socio politico durante la guerra.

Sebbene la visione fascista di “moglie e madre esemplare” le voleva fattrici di tanti figli destinati alla patria, angeli del focolare al di fuori del mondo lavorativo, per contro, le donne proprio durante il fascismo effettuano un sostanziale cambiamento socio-politico che sfocerà, dopo il boom economico, nel femminismo più puro. Benché esonerate dal voto e da ruoli di rilievo, con l’attuazione della Repubblica sociale italiana, verrà data alle donne, anche giovanissime, l’opportunità di arruolarsi in qualità di ausiliaria, e non solo.

“Ma oggi è dopo la guerra, vero?” vince nel 2008 il Premio Campiglia per il Teatro; e per l’occasione viene messo in scena da una compagnia teatrale associata al premio.

Questa la motivazione del premio: “Un testo che nella sua semplicità e linearità riesce ad impostare un tema drammaturgico che assume notevole rilievo e che viene trattato con grande efficacia da un’autrice che mostra incisività e indiscutibile sicurezza di scrittura. Un nodo spinoso e in parte criticamente irrisolto della storia italiana è affrontato qui con equilibrio, senza pregiudizi, in maniera apprezzabile da tutti al di là delle differenze politiche, da una scrittura teatrale di insolita immediatezza che si muove con autentica e sincera sensibilità civile e umana. Una vicenda dai forti contenuti emotivi che, in poche pagine di testo – aderendo quindi anche allo spirito e alla logica migliore della forma teatrale dell’atto unico – dice qualcosa di vero e profondo, di attuale e al tempo stesso di ben inquadrato storicamente sui drammi e vicende dei singoli: vittime e carnefici; e carnefici che si tramutano – pagando duramente la loro colpa – in vittime”.

Nello stesso anno viene prodotto dal Festival del Teatro Contemporaneo-Quartieri dell’arte, regia ed effetti sonori di Laura Allegrini, insieme ad altri due corti teatrali sulla donna in guerra: “Too Easy: 19 luglio 1943” e “Il fabbro”, storia di giovani donne aderenti ai Gap romani (Gruppi di azione patriottica) ambientato a Roma nel 1944.

Da allora altre compagnie teatrali hanno messo in scena “Ma oggi è dopo la guerra, vero?”, presentandolo anche nelle matinée per le scuole, dove è stato oggetto di studio.

La realtà delle ausiliarie, nate e cresciute nel Ventennio, che hanno avuto il desiderio di servire la patria, ha destato molta curiosità fra i giovani studenti.

Nel 2016 la versione cinematografica di “Ma oggi è dopo la guerra, vero?” arriva finalista al Premio Amarcort Film Festival. 

Il 25 aprile debutterà nuovamente al Teatro Comunale di Castelfiorentino (Firenze), per la regia di Nicola Pannocchi, con Giulia Sapio e Stefania Capodarca. Musiche Ludovico Einaudi. 


La vicenda
Milano, 29 aprile 1945. Mussolini è stato ucciso e l’ausiliaria scelta Adele Marietti (16 anni), fascista convinta arruolata nel Saf (Servizio ausiliario femminile) della Repubblica Sociale, si ritrova allo sbando. Braccata dagli antifascisti si rifugia dentro un appartamento messo a soqquadro. Gli ultimi drammatici e struggenti momenti della sua vita, ritrovano attimi di dolcezza soltanto nell’inaspettato incontro con Rebecca, una bambina ebrea di 8 anni.

Silvana Cortignani


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14 aprile, 2019

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