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Cronaca - Casa circondariale - Sostegno alla genitorialità, il carcere di Viterbo esempio di "buone prassi" - Saranno invece inaugurate fra pochi giorni due stanze per reclusi disabili

Padri dietro le sbarre, c’è spazio per i bambini a Mammagialla

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Viterbo - Il carcere Mammagialla

Viterbo – Il carcere Mammagialla

Viterbo – (sil.co.) – Padri dietro le sbarre, c’è spazio per i bambini a Mammagialla.

Mammagialla esempio di buone prassi. Lo scorso gennaio la casa circondariale di Viterbo è stata invitata a portare la sua testimonianza durante un convegno nazionale sulla genitorialità in carcere, nel workshop dedicato alla pubblicizzazione delle “buone prassi”.

Fra pochi giorni saranno occupate le due stanze realizzate appositamente per ospitare i detenuti disabili. L’8 marzo, invece, la casa circondariale sulla Teverina ha aderito al progetto “Cambiare Dentro”, finanziato dalla Regione Lazio, indirizzato alla responsabilizzazione e riabilitazione dei detenuti autori dei reati di maltrattamento contro familiari o conviventi e dei reati di stalkeraggio. 

Il sostegno alla genitorialità in carcere è uno dei fiori all’occhiello della casa circondariale sulla Teverina dove c’è, letteralmente, spazio per i bambini.

Nella seconda metà del 2018, a seguito di intese fra la direzione e la cooperativa “Cecilia” , è stato riattivato il progetto “Ludoteca Le farfalle”. Nel settembre 2018, attraverso il contributo di un’altra associazione privata, è stata realizzata un’area giochi per bambini nella zona antistante il block-house per l’intrattenimento dei bambini nelle fasi di rilascio dei colloqui. Nel corso del 2018/2019, è stato realizzato il progetto “Comunque… padri a piede libero”, indirizzato a un gruppo di detenuti padri per migliorare la consapevolezza del ruolo paterno e superare i problemi legati allo stato detentivo. Sempre nel corso del 2018 sono stati acquistati giochi per bambini (altalene, scivoli, ecc.) che andranno a migliorare le attrezzature ludiche dell’apposito spazio sito nell’area verde per i colloqui famiglia.

Tempo di bilanci per il carcere sulla Teverina al termine del primo trimestre 2019. 

Il 25 gennaio c’è stata l’attuazione dell’accordo in conferenza unificata Stato-Regioni del 27 luglio 2017, mediante la sottoscrizione del protocollo, a firma del direttore generale della Asl di Viterbo Daniela Donetti e del direttore di istituto Pierpaolo D’Andria, sul piano locale per la prevenzione del rischio suicidario nella casa circondariale di Viterbo e nel reparto di medicina protetta di Belcolle. La casa circondariale di Viterbo ha inoltre partecipato, quest’anno, al progetto internazionale Protect (da attuare in sinergia con il personale sanitario), che, anche attraverso la formazione congiunta di operatori penitenziari, medici e infermieristici, è indirizzato alla responsabilizzazione e riabilitazione dei detenuti cosiddetti “sex offenders” (nell’istituto, infatti, è presente un circuito ordinario protetti).

Poi ci sono i progetti di valorizzazione del Tenimento Agricolo dotato di una serra grande (utilizzata da un’associazione che dal 2017 attua un progetto per la produzione di germogli per uso alimentare, con occupazione di 4 detenuti), di una serra più piccola (utilizzata, nel 2018/2019, per un progetto di formazione professionale denominato “Clorofilla”), di un uliveto (nel 2018 ha prodotto quasi 300 litri di olio) e di un apiario (nel 2018 l’istituto ha presentato il proprio miele millefiori in un evento nazionale, ricevendo il premio qualità “Due gocce d’oro”).

 

Non ultimo, l’impiego di due detenuti in lavori di pubblica utilità esternamente al carcere. Sono i detenuti che hanno seguito un apposito corso di giardinaggio in modo da potere essere impiegati nella manutenzione e cura del verde pubblico al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino. La convenzione, promossa dall’Ordine degli avvocati della provincia di Viterbo, è stata siglata a gennaio e presentata il 25 marzo presso l’aula di corte d’assise del tribunale. 


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8 aprile, 2019

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