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Tribunale - Davanti al giudice altre tre vittime - A giugno gli ultimi testimoni - In aula i carabinieri del Nas che hanno indagato sulla presunta truffa

Parrucchiera si spaccia per medico e promette posti alla Asl…

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Montefiascone – (sil.co.) – Parrucchiera si spaccia per dottoressa e promette posti alla Asl.

Corsi fantasma per operatori sociosanitari, davanti al giudice Giovanni Pintimalli è ripresa la sfilata dei testi dell’accusa. Altre tre presunte vittime della falsa dottoressa di Montefiascone sono state sentite nei giorni scorsi in tribunale, dopo di che il processo per truffa aggravata alla 43enne è stato rinviato al 5 giugno per sentire ulteriori tre testimoni, i militari del Nas che hanno condotto le indagini e la discussione. 

Quattordici le vittime che si sono costituite parti civili. Avrebbero perso in media circa 2500 euro a testa nella speranza di un posto di lavoro alla Asl.

Il falso medico, in realtà, è una parrucchiera, che tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, spacciandosi per un medico del servizio di igiene pubblica della Asl di Viterbo, vantando influenze all’interno dell’azienda sanitaria, è riuscita a scucire dalle vittime migliaia di euro per un inesistente corso che avrebbe dovuto garantire loro l’ingresso lampo nel mondo del lavoro in ambito sanitario.

Quattordici le vittime che si sono costituite parte civile con l’avvocato Angelo Di Silvio, più altre che compaiono nel processo come semplici parti offese. 

I testi hanno raccontato di come la mattina del 15 gennaio 2015, alle 7,30, si siano trovati alla Cittadella della salute, per l’inizio di un corso per Operatori socio sanitari (Oss) per il quale, a quanto era stato loro detto, avrebbero potuto, alla fine, vedersi trasformare il contratto sottoscritto in un rapporto a tempo indeterminato. Invece niente. Volatilizzata la dottoressa, con cui avevano appuntamento, hanno scoperto in breve che né al quarto piano, né altrove erano in programma corsi e che la carta intestata della Asl era simile ma farlocca. 

La finta dottoressa, nel promettere posti di lavoro sicuri alla Asl, si sarebbe presentata con tanto di camice e di targhetta. “Ci penso io a farvi lavorare”, avrebbe detto l’imputata agganciando persone disoccupate. In otto si sarebbero perfino licenziati in prospettiva di una sistemazione migliore, lasciando anche posti a tempo indeterminato.

A carico della donna, e di due presunte complici, è in corso presso il tribunale di Viterbo, davanti al giudice Silvia Mattei, anche un altro processo, con l’accusa di falso e “vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione”. Anche in questo caso, al centro della vicenda ci sarebbero le solite  promesse di posti di lavoro inesistenti in seguito a un corso per Oss. 

“Mi ha detto di un corso per operatori sociosanitari, parlato di ore di tirocinio da fare presso l’ospedale di Viterbo e di due case di riposo, due strutture a Gradoli e a Bolsena dove tutto era pronto per l’apertura. Quando ho pagato, mi ha dato una specie di contratto in cui c’era scritto che l’attività lavorativa sarebbe iniziata entro e non oltre il 20 marzo 2013”, ha raccontato in aula lo scorso febbraio una delle presunte vittime. Il processo riprenderà il 16 ottobre. 

 

 


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7 aprile, 2019

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