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Viterbo - Vincenzo Peparello e i dati dell'indagine Confesercenti per le festività - Aumenta il consumo di dolci tipici del periodo

“Pasqua, turisti in aumento nella Tuscia!”

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Viterbo - La conferenza Confesercenti - Vincenzo Peparello

Viterbo – Vincenzo Peparello

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Una Pasqua primaverile che offre i primi sentori dell’estate, all’insegna del bel tempo, invoglierà gli italiani alla prima gita al mare dell’anno; ma anche a spostarsi di più visti i tanti consumi, si calcola un giorno in più di permanenza nelle varie località turistiche. Questo comporterà un modesto rallentamento della spesa domestica a favore dei consumi fuori casa e della ristorazione.

I primi segnali dei consumi e delle aspettative degli esercenti specializzati dell’alimentazione (macellerie, pescherie, panetterie, frutterie…) non lasciano spazi a dubbi. In presenza di una Pasqua, che giunge in un fine settimana all’insegna del bel tempo e dei successivi “ponti” della Liberazione e del Primo Maggio, fa presagire consumi concentrati negli ultimi giorni e tutti rivolti all’organizzazione degli eventi.

Si prevede un pranzo pasquale più leggero, primaverile, con maggiori varietà: asparagi, carciofi, patate novelle, oltre alle insalate a far da contorno a piatti a base di carni o pesce, a seconda delle destinazioni, con un vero e proprio trionfo delle fragole.

Appare in leggera flessione il consumo di agnello (sia per l’aumentata sensibilizzazione animalista, sia per la diversificazione della tradizione negli ultimi anni…). Sull’agnello pesa una politica scellerata della GD, che usa il prodotto come prezzo civetta e banalizza, svuotandola, la tradizione con produzioni che arrivano dai paesi dell’Est Europa.

Complessivamente i consumi ovini, che appaiono concentrati durante l’arco dell’anno nel periodo pasquale per il 40%, appaiono in leggera flessione rispetto a maggio dell’anno scorso. I consumi sono compensati da una crescita di altre carni bianche come arrotolato di tacchino e polli disossati, conigli farciti e roast beff. Non mancherà la tradizione della corallina, il salume pasquale mantiene il suo appeal e il suo trend di consumo, ma anche capocollo e lombetto, accompagnati da formaggi pecorini.

Sul fronte di consumi di dolci della ricorrenza si prevede una buona tenuta di colombe e uova pasquali, che dopo un iniziale fase a rilento spingono gli acquisti, insieme ai prodotti della tradizione regionale. Si rileva anche per i prodotti da forno che da un po’ di anni la domanda si concentra negli ultimi gironi, per cui stiamo entrando nella fase decisiva dell’allestimento della tavola. A favorire gli acquisti i prezzi fermi e stabili da 3-4 anni. Non mancheranno la tradizionale pizza pasquale, la pizza al formaggio, e diversi dolci di Pasqua, pulcini e coniglietti ricoperti di cioccolato, decorati a seconda del prodotto.

Un dato confortante è la crescita dei dati della Tuscia. La produzione si annuncia ancora più in crescita nelle zone di mare. Alcune produzioni, come le pizze al formaggio, vanno meglio nell’entroterra.
Bene i consumi di pesce, il settore ittico è in crescita in questo periodo che si annuncia come un anticipo di estate. Consumi in aumento stimati rispetto all’anno scorso, e prezzi stabili per antipastini di mare, in sostituzione dei primi, e pesce al forno come branzino, spigola e rombi.

Questa in sintesi l’indagine di Fiesa Confesercenti a livello territoriale che secondo Vincenzo Peparello di Confesercenti Viterbo rispecchia molto anche l’analisi sulla provincia viterbese senza trascurare i consumi degli oli extra-vergine di oliva ,dei formaggi, dei salumi,di tutte le produzioni Doc, Dop e IGT e delle eccellenze enologiche locali utilizzati per gli abbinamenti di pranzi e cene.

“Un invito propositivo – conclude Peparello- a consumatori, turisti e residenti ad orientare la propria spesa sui prodotti di eccellenza del nostro territorio anche per una difesa del made in italy ancora poco tutelato sia a livello nazionale che internazionale e soprattutto per sollecitare ulteriormente una ripresa economica sempre più legata anche alle nostre tradizioni e produzioni agroalimentari di qualità, con una ricaduta positiva sull’attuale forza lavorativa ma soprattutto per un ricambio generazionale in termini di occupazione giovanile”.

Confesercenti Viterbo


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19 aprile, 2019

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