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Politica - La Lega di Acquapendente critica l'operato dell'amministrazione comunale

“Più che una tassa di soggiorno ci sembra un atto di presunzione”

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Acquapendente - Piazza del comune

Acquapendente – Piazza del comune

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Oltre alla Via Francigena abbiamo la via d’intenti.

In seguito alla pubblicazione degli ordini del giorno del consiglio comunale del 29 marzo, avevamo espresso a mezzo stampa le nostre perplessità riguardo l’introduzione di una tassa di soggiorno, a nostro avviso più dannosa che di beneficio per il paese di Acquapendente e avevamo ritenuto più opportuno che la discussione non fosse affrontata in questa sede.

Malgrado le nostre obiezioni, però, dal Verbale n° 12 della deliberazione del consiglio comunale del 29 marzo, notiamo che il comune di Acquapendente, rientrando ai fini dell’articolo 4, comma 1 del D.Lgs. 23/2011 nell’elenco regionale delle località turistiche, e quindi con la facoltà di introdurre tale imposta, ha deliberato di procedere in via d’intenti (della serie ci proviamo, poi quello che succede, succede), all’istituzione dell’imposta di soggiorno con decorrenza dal primo gennaio del 2020, previo percorso di verifica dell’articolazione, modularità ed equità dell’imposta con l’apporto degli operatori, delle associazioni di categoria e della commissione consiliare delle attività produttive.

Nella stessa delibera è presente anche il rinvio dell’approvazione del regolamento comunale per l’istituzione e la disciplina di tale imposta. La tassa di soggiorno, a detta del sindaco, sarebbe uno strumento per reperire le risorse adatte a garantire un adeguata comunicazione pubblicitaria, ma continuiamo a ribadire fermamente che la pubblicità abbia senso solamente in realtà turistiche ben avviate e organizzate, in grado di offrire gli opportuni servizi. In un contesto urbano come quello del comune di Acquapendente, segnato da un forte decremento demografico, dalla chiusura di un numero sempre più grande di attività commerciali, strade impercorribili, verde pubblico in condizioni di abbandono, problematiche sotto gli occhi di tutti i cittadini, anche degli amministratori comunali, non crediamo che questa sia la soluzione più logica.

Passeggiate nel bosco e maratone possono essere piacevoli e una risorsa in un paese vivace e con servizi da offrire, non di certo in un paese vuoto, di conseguenza la priorità rimane quella di trasformare il paese in un punto di interesse, cosa verso la quale l’amministrazione si sta rivelando inadeguata. Il rischio che si corre è quello di allontanare ancora di più i turisti.

Anche le modalità con le quali è stata approvata una decisione che potrebbe segnare definitivamente il turismo ci lasciano perplessi. Infatti, risulta che al consiglio comunale erano presenti 7 consiglieri su 13, e dei presenti 6 appartenenti alla maggioranza. Da un punto di vista legale tutto regolare, ma non sarebbe stato più corretto che la discussione su un argomento di questo genere fosse stata fatta alla presenza di tutti i consiglieri per un parere più obiettivo?

Più che una tassa di soggiorno, ci sembra un atto di presunzione da parte del consiglio comunale con il qualeriteniamo che si stia facendo l’ennesimo passo verso l’affondo finale.

Lega Salvini premier
Coordinamento comunale di Acquapendente


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15 aprile, 2019

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