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Vignanello - Lo stendardo è stato risistemato dalla confraternita dei Sacconi e delle Dame

Restaurato il gonfalone di Santa Giacinta Marescotti

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Il Gonfalone della confraternita dei Sacconi e delle Dame di santa Giacinta Marescotti

Il Gonfalone della confraternita dei Sacconi e delle Dame di santa Giacinta Marescotti

Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – La sera del Venerdì santo, nella processione che ha accompagnato il Cristo morto lungo le vie di Vignanello, la confraternita dei Sacconi e delle Dame di santa Giacinta Marescotti è uscita con i segni della passione e il suo stendardo datato 1943, quale gonfalone costituito dal drappo dipinto, fresco di restauro.

Il restauro si è reso necessario per via delle pessime condizioni del tessuto e del tratteggio figurato e cromatico dovute alla vetustà e a un sistema di custodia non sempre appropriato.

Lo stendardo è stato restaurato in seguito alla decisione della confraternita dei Sacconi e delle Dame di Santa Giacinta Marescotti, che è stata riconosciuta con statuto approvato dalla chiesa con decreto vescovile della diocesi di Civita Castellana agli albori dell’anno solare 2019, quale segno di spiritualità essendo soprattutto realtà ecclesiale in comunione con il vescovo monsignor Romano Rossi e il parroco don Roberto Baglioni: al priore Sergio Figoli, ai confratelli, alle dame e ai suoi aspiranti, tra cui a donna Giada Ruspoli, dama ad honorem, la Confraternita propone una formazione e un operare nella carità verso i confratelli stessi, verso i bisognosi, i malati, gli emarginati in sintonia spirituale con la testimonianza di vita di Santa Giacinta Marescotti.

Promuove, quindi, e partecipa a opere di misericordia corporale e spirituale. La confraternita dei Sacconi e delle Dame di santa Giacinta Marescotti, di nuova istituzione, tra i suoi scopi ha anche quello di tutelare, custodire e conservare i beni artistici eventualmente in suo possesso. Per questo ha sentito di restaurare il suo stendardo.

Il lavoro è stato affidato all’artista Maria Rita Innocenti facente parte dell’associazione artistica Ivna, che opera ormai da più un decennio sul territorio. Lo stendardo, confezionato con varie fibre tessili, è per lo più in tessuto di seta a superficie irregolare, conosciuto con il nome di shantung, prendendo il nome dalla regione di origine. L’intervento è  stato effettuato al fine di risanare i tagli della stoffa e riportare alla luce i colori che  danno forma alle splendide icone su di esso rappresentate, scoprendo un volto di Santa Giacinta estremamente dolce e misericordioso, da un lato e il fiore Giacinto di un azzurro brillante, dall’altro.

L’olio su vasta estensione e l’acrilico, per alcuni particolari, attribuiscono al composto dell’opera un tocco concertato tra originalità e antico candore, guarendolo dalle lesioni e dai danneggiamenti dei tratti fisionomici e cromatici. Il restauro rappresenta un’eccellente opposizione alle offese del tempo che inesorabile trascorre!

Associazione artistica Ivna


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22 aprile, 2019

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