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Tribunale - L'accusa aveva chiesto soltanto otto mesi - Imputato un 43enne venuto apposta a Viterbo, secondo l'accusa, per il furto in ospedale

Ruba monete dal distributore di snack di Belcolle, condannato a due anni e tre mesi

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Viterbo - La polizia all'ospedale di Belcolle

Viterbo – La polizia all’ospedale di Belcolle

Viterbo – Ruba soldi da un distributore automatico dell’ospedale di Belcolle, condannato a due anni e tre mesi di reclusione e 1600 euro di multa, oltre che al pagamento delle spese processuali e di detenzione.

L’accusa aveva chiesto un pena di soli 8 mesi e 800 euro di multa.  

E’ la pena inflitta ieri dal giudice Roberto Colonnello a un pregiudicato 43enne di Magliano Sabina arrestato per furto aggravato lo scorso mese di settembre dai poliziotti della volante a Belcolle dove è stato sorpreso con 200 euro in monete nascosti un un grosso borsello a tracolla da uomo.

Duecento euro di soldi spicci, appena rubati da una macchinetta distributrice di bibite e snack dell’ospedale di Viterbo, scassinata per depredarne il cassetto portamonete. 

Il giudice, che ha letto contestualmente le motivazioni della sentenza, ha sottolineato il corposo casellario giudiziario dell’imputato, le numerose condanne per reati contro il patrimonio, la recidiva reiterata infraquinquennale, nonché la piena confessione del 43enne. Sia nell’immediatezza del fermo, sia rilasciando spontanee dichiarazioni in tribunale.

“C’è anche la premeditazione – ha spiegato – quel giorno, l’imputato è venuto apposta a Viterbo dalla provincia di Rieti per rubare a Belcolle. Non aveva motivo per recarsi in ospedale, nessuna visita, nessun paziente da andare a trovare. C’è andato con l’intento di mettere a segno il furto. Un’azione programmata”.

Ha sottolineato, inoltre, l’assenza di patologie psichiatriche: “Non è mai stato assolto per non punibilità ma è stato sempre condannato”. E non ha ritenuto un’attenuante il fatto che l’uomo sia in cura al Sert.

Piuttosto ha ritenuto una aggravante l’effrazione, anche se nessun testimone ha assistito allo scasso. “Gli indizi sono gravi, precisi e concordanti”, ha detto il giudice Colonnello, sottolineando i danni economici riportati dal gestore, dovuti sia alla necessità di riparare il distributore, sia ai mancati introiti nel tempo necessario. Impossibile quindi riconoscere al 43enne la lieve entità del fatto, nonostante la modestia del bottino, 200 euro, riconsegnati al proprietario. 

“L’imputato, inoltre, si è genericamente detto disponibile a risarcire le spese sostenute dalla persona offesa per il danno materiale, ammettendo di conseguenza l’effrazione. Ma poi, di fatto, la vittima non ha avuto alcun risarcimento”, ha concluso il magistrato. 

Silvana Cortignani

– Ruba soldi dai distributori automatici dell’ospedale

 


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25 aprile, 2019

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