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Tribunale - E' geloso e la costringe a fare sesso tutte le sere - Ripreso il processo a un cinquantenne, accusato di violenza sessuale sulla moglie

“Scopi con tutti, fallo pure con tuo marito”

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Vincenzo Petroni

Il difensore Vincenzo Petroni

L'avvocato Luigi Mancini

L’avvocato di parte civile Luigi Mancini

Capranica – Costringe la moglie a fare continuamente sesso, è ripreso il processo all’ex marito di una 45enne d’origine romena, emigrata in Italia con l’uomo e le due figlie nel 2008.

L’uomo, un cinquantenne, è sotto processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei per violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni in seguito alla denuncia della moglie che, dopo 19 presunti anni d’inferno, nel novembre 2013 lo ha denunciato per fatti a partire dal 2011.

“Lui aveva sempre voglia di fare sesso e se io mi rifiutavo mi dava della puttana, diceva che era perché avevo un altro, finché non cedevo”, ha detto in aula la donna, sentita in aula ad aprile dell’anno scorso, parte civile con l’avvocato Luigi Mancini. L’ex marito, invece, un connazionale sposato nel 1998, è difeso dall’avvocato Vincenzo Petroni. 

Ce l’avrebbe avuta a morte coi carabinieri della stazione di Capranica. “Sei una puttana, hai scopato coi carabinieri, ora scopi con me che sono tuo marito”, le avrebbe detto, fino a vincerne la resistenza e costringerla a rapporti sessuali

Un giorno che lei era scappata di casa con le figlie, dopo avere convinto la moglie a fare rientro, l’avrebbe percossa e minacciata da pomeriggio a sera, afferrandola per la gola, colpendola al volto con forza tale da farla rovinare a terra e minacciandola di morte. Poi, sempre secondo l’accusa, si sarebbe infilato nel letto dove si era coricata la donna, pretendendo da lei rapporti sessuali e rivolgendole i soliti insulti, “hai scopato con tutti, scopi pure con me”, accompagnando le frasi con il dito puntato al mento della vittima, promettendole ulteriori botte se non avesse esaudito le sue voglie. 


– “Lui aveva sempre voglia di fare sesso e se rifiutavo mi insultava”


La vittima si è decisa denunciare l’uomo quando la figlia più piccola, durante la festa del suo compleanno, a novembre di sei anni fa, sarebbe stata colpita violentemente dal padre a una mano con una forchetta, che le avrebbe lasciato il segno. “Perché voleva a tutti i costi che mangiasse anche il pane, le ha detto ‘senza pane non si mangia’ e poi le ha infilato la forchetta nella mano”, ha spiegato la madre, che sarebbe stata insultata e picchiata quotidianamente davanti a entrambe. 

Quando la donna e le figlie, una delle quali oggi 19enne, hanno chiamato i carabinieri, il marito e padre padrone, le avrebbe urlato: “Ti butto dal balcone”

Tutti i giorni, secondo l’accusa, l’imputato avrebbe trovato il modo di scatenare litigi che nascevano dal nulla e che finivano sempre in botte. La moglie non avrebbe potuto neanche rispondergli, altrimenti passava alle mani. Schiaffi, spinte, lividi. Secondo quanto emerso nel corso del processo, l’ex marito avrebbe picchiato la donna già in Romania, anche quando era incinta. Poi in Italia sarebbe peggiorato. Sempre per la gelosia. Costringendola a fare sesso tutte le sere.

Silvana Cortignani

 

 


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3 aprile, 2019

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