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Tribunale - Lite finita nel sangue - Aveva appena accoltellato la compagna, in una casa di San Pellegrino, alla vigilia di Santa Rosa

Si scaglia contro i poliziotti con un coltello da sub, condannato

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Sfodera un grosso coltello da subacqueo e lo punta verso i poliziotti che cercano di calmarlo al culmine di un litigio domestico sfociato nel sangue.

“Non vi temo”, avrebbe urlato agli agenti intervenuti il 2 settembre 2014, sotto Santa Rosa, in un appartamento di via delle Piaggiarelle, a San Pellegrino, di supporto alla polizia municipale.

In casa aveva anche una pistola Glock, regolarmente detenuta, avendo l’uomo, un ex militare 51enne, il porto d’armi da 35 anni.

Subito disarmato, il 51enne, è stato arrestato e condannato ieri a 6 mesi per minacce e resistenza a pubblico ufficiale dal giudice Silvia Mattei. L’accusa aveva chiesto quattro mesi.

Dietro il violento episodio una brutta vicenda di droga. La coppia, in cura al Sert, sarebbe stata nel pieno di una crisi di astinenza. E la donna, nel frattempo deceduta per altra causa, avrebbe tirato dell’acqua bollente al compagno.

È finita a coltellate, con entrambi i contendenti medicati al pronto soccorso di Belcolle. Unica testimone la madre ultraottantenne dell’imputato, troppo anziana e fragile per essere citata in aula.

“Alla fine anche noi operanti eravamo tutti imbrattati di sangue, ci siamo dovuti sottoporre a esami e controlli per un anno prima di poter dire di avere scongiurato contagi”, ha spiegato al giudice uno dei poliziotti intervenuti.

Prima della sentenza, l’imputato, detenuto e venuto scortato dalla penitenziaria, si è difeso: “Temevo per mia madre, ma anche per la vita stessa della mia compagna. Lei era in preda a una furia incontrollabile, volevo soltanto fermarla. Il metadone non spegne la cocaina… “.


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13 aprile, 2019

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