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Supercar dall’estero col trucco, indagato anche il fornitore tedesco di Marchetti

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Elio Marchetti [3]

Elio Marchetti

Viterbo – Supercar dall’estero col trucco, tutti vogliono sentire il supertestimone. Anche lui indagato. 

E’ il fornitore tedesco di vetture di lusso di Elio Marchetti, che le importava tramite società cartiere, servendosi di un’agenzia di pratiche auto di Foggia per le immatricolazioni, tramite l’agenzia delle entrate del capoluogo pugliese. Secondo la difesa per fare prima, secondo l’accusa per eludere il fisco.

Ad Adrian Glowats, gestore della First Trade e referente di Marchetti per la Germania, è stato recapitato l’avviso di fine indagine, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.  La sua posizione è stata stralciata dal filone principale e ora è in attesa dell’udienza preliminare. 

E’ emerso al termine dell’udienza di ieri del processo al noto imprenditore viterbese del settore auto, arrestato il 3 maggio 2017, nell’ambito della maxinchiesta Deja Vu, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale sulle vetture di grossa cilindrata importate dall’estero. 

Sia i difensori Marco Valerio Mazzatosta, Francesco e Roberto Massatani, sia il pubblico ministero Stefano D’Arma hanno detto di voler sentire Adrian Glowats, il quale, essendo indagato, ammesso che venga rintracciato in Germania e che si presenti in tribunale, potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere. In alternativa, come sottolineato dalla presidente del collegio Silvia Mattei, potrebbe essere sentito per rogatoria internazionale. Se ne saprà di più nell’udienza del 17 settembre, in vista della quale sarò citato il supertestimone. 

In aula si tornerà anche il 21 maggio e il 15 ottobre. Ieri, intanto, sono stati sentiti due venditori, uno dei quali accompagnò Elio Marchetti a Foggia, il 19 marzo 2015, presso l’agenzia di pratiche auto gestita dal coimputato Domenico Sordo, ma non avrebbe ascoltato la loro conversazione, né avrebbe conosciuto Giuseppe De Lucia, il pregiudicato pugliese che si sarebbe occupato di sbrigare la documentazione presso le Entrate, anche lui indagato ma ricorso a riti alternativi. 

Marchetti, secondo i testi, avrebbe stipulato personalmente i contratti con i clienti e preso accordi col rivenditore tedesco. Entrambi hanno concordato che “il 99 per cento delle vetture erano auto usate”, dato importante per il regime dell’Iva secondo le difese. “Solo una ragioniera contabile”, la dipendente Carla Corbucci, imputata in questo processo. Niente a che fare con le auto l’altra dipendente coinvolta nell’inchiesta, Emilia Tiveddu, la cui posizione è stata stralciata: “Si occupa esclusivamente del team Marchetti per le corse con le moto da cross”. Nel processo è imputato anche Simone Girolami, uno dei due fratelli di Latina titolari di altrettante presunte società cartiera.

Si torna in aula il 21 maggio. 

Silvana Cortignani


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