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Montefiascone - Il capogruppo della Città Nuova Luciano Cimarello e il segretario del Partito Democratico Renato Trapè contro l’amministrazione Paolini sull’incremento dell’addizionale comunale

“Tari pregressa, 40mila euro da pagare in più all’anno a fronte di un aumento dell’Irpef di 300mila”

di Michele Mari

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Montefiascone - Luciano Cimarello e Renato Trapè

Montefiascone – Luciano Cimarello e Renato Trapè

Montefiascone – “Tari pregressa, 40mila euro da pagare in più all’anno a fronte di un aumento dell’Irpef di 300mila annui”. Il capogruppo della Città Nuova Luciano Cimarello e il segretario del Partito democratico Renato Trapè rispediscono al mittente, nello specifico al consigliere Sandro Leonardi, le accuse di aver lasciato debiti nella precedente amministrazione e criticano duramente l’aumento dell’Irpef stabilito dalla maggioranza.

“Nell’ultimo consiglio comunale – spiegano Cimarello e Trapè – l’amministrazione guidata da Massimo Paolini per bocca del suo capogruppo Leonardi ha cercato di giustificare l’aumento delle varie tasse (Irpef e Tari) scaricando la colpa sulla passata amministrazione che, a suo dire, aveva consapevolmente accumulato una serie di debiti per l’ammontare di circa un milione e mezzo di euro. Ciò è completamente falso”.

Il consigliere comunale e il segretario del Pd rimarcano in particolare la vicenda della Tari pregressa e l’aumento dell’Irpef stabilito dalla maggioranza nell’ultimo consiglio comunale.

“La vicenda della Tari – spiegano Cimarello e Trapè – inizia nel 2009, quando Leonardi era vicesindaco e Paolini assessore nella giunta Fumagalli, e termina nell’ottobre 2016 in cui viene comunicata a circa sessanta comuni della provincia l’importo dovuto, stabilito dalla Regione Lazio. E’ solo il caso di ricordare che l’attuale amministrazione si è insediata il 5 giugno 2016. Il comune dovrà pagare la somma di circa 800mila euro; ma questa sarà dilazionata in venti anni, circa 40mila euro all’anno. Con il quasi raddoppio dell’addizionale Irpef, dallo 0,4% allo 0,7%, l’incasso del comune passerà dagli attuali 600mila l’anno a oltre 900mila. E’ evidente che a fronte di una pagamento di 40mila euro annui la popolazione ne dovrà sborsare 300mila. Quindi l’aumento dell’Irpef non è finalizzato al pagamento dell’aumento della Tari ma per altri scopi. Ciascun contribuente potrà fare i conti e potrà calcolare quanto gli costerà questo aumento non giustificato del quale la passata amministrazione non è certamente responsabile”.

Tra gli altri pagamenti arretrati, secondo il capogruppo di maggioranza Sandro Leonardi figurerebbero anche debiti con Villa Margherita.

“Rispetto ai presunti pagamenti dovuti a Villa Margherita – proseguono Cimarello e Trapè – è tutt’ora in corso un’istruttoria da parte degli uffici comunali per cui non c’è nessuna certezza sugli importi dovuti. Inoltre verranno fatte le opportune verifiche con la richiesta di accesso agli atti che peraltro sembrano di difficile reperimento visto che la responsabile del servizio ha fatto una denuncia di smarrimento dei documenti”.

Cimarello e Trapè ripercorrono anche la vicenda dell’Iva del trasporto pubblico locale.

“Per quanto riguarda l’Iva dovuta alla ditta che svolge il servizio di trasporto pubblico – spiegano – è già stata definita come debito fuori bilancio già dal 2018 quando si è avuto la certezza di quanto dovuto dal comune”.

Infine il consigliere e il segretario del Pd criticano l’amministrazione Paolini per quanto riguarda l’aumento delle tasse e i compensi degli amministratori.

“Ricordiamo – concludono – che la precedente amministrazione guidata da Luciano Cimarello alla guida di una lista civica (La città nuova) sostenuta dal Partito Democratico non abbia aumentato di un centesimo le tasse pur trovando una situazione finanziaria certificata dalla gestione commissariale per circa 800mila euro. Il primo atto amministrativo della giunta Cimarello fu quello di diminuire i compensi di sindaco e assessori e quelli del consiglio d’amministrazione di Villa Serena facendo risparmiare alla cittadinanza 120mila euro all’anno per un totale alla fine del mandato di 600mila euro. Il primo atto invece dell’amministrazione Paolini è stato quello di revocare il taglio degli stipendi del sindaco e degli assessori”.

Michele Mari


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5 aprile, 2019

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