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Viterbo - A proporla al vescovo è un comitato di associazioni dell'orvietano, della Tuscia e del lago di Bolsena dopo l'intervento di Fumagalli al convegno su ambiente e agricoltura organizzato la settimana scorsa al convento della Trinità

“Un’alleanza tra le associazioni e la chiesa contro la coltivazione intensiva delle nocciole”

di Daniele Camilli

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Viterbo - Lino Fumagalli

Viterbo – Lino Fumagalli

Fabrica di Roma - Le nocciole sulla strada

Nocciole

Capodimonte - Il lago di Bolsena

Capodimonte – Il lago di Bolsena

Viterbo – Le parole del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli contro la coltivazione intensiva dei nocciole nella Tuscia non cadono le vuoto. Quindici associazioni impegnate in questa battaglia, quelle del Coordinamento orvietano, Tuscia e lago di Bolsena, gli scrivono una lettera aperta proponendogli una vera e propria alleanza. Tra loro, ci sono il Wwf, Italia Nostra e il comitato di Castel Giorgio di Annalisa Rohrwacher, madre della regista Alice Rohrwacher.

Una settimana fa il vescovo, intervenendo al convegno “Ecologia globale: ambiente, agricoltura, globalizzazione”, al convento della Trinità degli agostiniani di Viterbo, aveva detto che  “tutti coloro che hanno piantato dei noccioleti intorno al lago di Bolsena e non solo, senza lasciarsi guidare da nessuno, solo dall’idea che adesso è la produzione che più risponde alla domanda, hanno rovinato l’ambiente, hanno perso il denaro e quindi hanno buttato via i soldi tradendo le attese e le speranze di tanti lavoratori”.

“Salutiamo con gratitudine la sua presa di posizione”, rispondono pubblicamente le associazioni del Comitato. “Sentirla vicina – prosegue la lettera – ci conforta e ci sprona a lavorare con maggior lena per questo territorio ricco di meraviglie e di storia, dove si dipanano le vite di tutti noi e crescono le nostre future generazioni. La posizione della Chiesa, che lei rappresenta, è di monito e di indirizzo per tutti i credenti e, non di meno, per chi non crede o segue altre fedi. Raccogliere e fare proprie le istanze accorate delle giovani generazioni, consapevoli di essere defraudate dell’ambiente sano del quale le vecchie hanno goduto, è la strada logica e naturale del cristiano, così come indicare la strada fraterna della condivisione”.

Infine l’invito. “Siamo naturalmente a sua disposizione – sta scritto nel documento delle associazioni – per un incontro, allo scopo di condividere il reciproco sapere, in questo percorso di civiltà ed amore, in cui l’obiettivo principale è sicuramente la rinnovata alleanza tra l’uomo e la natura, sin quì tristemente dimenticata”.

Ventimila ettari in più di nocciole lungo tutto lo stivale nei prossimi 5 anni. E’ il Progetto nocciola Italia che la multinazionale Ferrero sta portando avanti anche nella Tuscia. In Italia si passerà da 70 mila ettari coltivati a circa 90 mila. Un 30% in più rispetto alla situazione attuale con oltre 12 milioni di nuove piante. 

“Un progetto di filiera – ha già spiegato il gruppo Ferrero in un comunicato di qualche mese fa – che mira a sviluppare una produzione corilicola 100% italiana attraverso la creazione di un sistema di sviluppo territoriale”. Creando “le condizioni per una concreta opportunità di riconversione e valorizzazione di ampie superfici del nostro territorio”.

In provincia di Viterbo, soprattutto nella zona dei Cimini, i nuovi ettari previsti per il prossimo quinquennio si dovrebbero attestare attorno ai 1500 ettari. 

Daniele Camilli


La lettera al vescovo Lino Fumagalli delle associazioni del Comitato orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena

Eccellenza reverendissima,

salutiamo con gratitudine la sua presa di posizione intervenendo al convegno “Ecologia globale: ambiente, agricoltura, globalizzazione”.

Gli scriventi rappresentano la Rete dei comitati di cittadini che vivono tra Bolsena e l’altopiano dell’Alfina e lavorano incessantemente, da numerosi anni, a favore della salvaguardia della qualità del territorio, delle acque del lago di Bolsena e delle sorgive di acqua potabile che sgorgano numerose su di esso, ivi compresa la fonte oligominerale del Tione.

Sentirla vicina, Eccellenza, ci conforta e ci sprona a lavorare con maggior lena per questo territorio ricco di meraviglie e di storia, dove si dipanano le vite di tutti noi e crescono le nostre future generazioni.

La posizione della Chiesa, che lei rappresenta, è di monito e di indirizzo per tutti i credenti e, non di meno, per chi non crede o segue altre fedi.

Raccogliere e fare proprie le istanze accorate delle giovani generazioni, consapevoli di essere defraudate dell’ambiente sano del quale le vecchie hanno goduto, è la strada logica e naturale del cristiano, così come indicare la strada fraterna della condivisione, come da lei dichiarato: “E’ importante una cultura della collaborazione e della rete – ha spiegato Lino Fumagalli -. Finché non ci sarà questa cultura, ciascuno agirà per conto suo e spesso farà scempio dell’ambiente, non lo valorizzerà a fondo con grossi danni per il futuro”.

Pertanto condividiamo il suo giudizio – riportato dalla stampa – che “Tutti coloro che hanno piantato dei noccioleti intorno al lago di Bolsena e non solo…  hanno rovinato l’ambiente, hanno perso il denaro e quindi hanno buttato via i soldi tradendo le attese e le speranze di tanti lavoratori”.

E’ il percorso nel quale crediamo e desideriamo condividere con lei, facendo nostra la enciclica “Laudato Sì” del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune, il cui punto centrale è, la terra è ferita, serve una conversione ecologica.

Siamo naturalmente a sua disposizione per un incontro, allo scopo di condividere il reciproco sapere, in questo percorso di civiltà ed amore, in cui l’obiettivo principale è sicuramente la rinnovata alleanza tra l’uomo e la natura, sin quì tristemente dimenticata.

Speriamo che questa nostra le giunga gradita e che rappresenti l’inizio di un percorso comune che ci veda ancora nella medesima direzione a difesa del creato e delle creature, umane e non.

Sinceramente,

Coordinamento Associazioni Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena: Amelia Belli, Associazione Accademia Kronos-sezione di Orvieto, Orvieto; Filippo Belisario, Associazione Wwf – sezione di Orvieto, Orvieto; Lucio Riccetti, Associazione Italia Nostra- sezione di Orvieto, Orvieto; Rita Favero, Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina (Cisa), Orvieto; Mauro Corba, Associazione Altra Città, Orvieto; Anna Puglisi, Associazione La Renara per l’Eco sviluppo del territorio, Castel Giorgio; Fausto Carotenuto, Comitato Difesa Salute e Territorio di Castel Giorgio, C. Giorgio; Annalisa Rohrwacher, Comitato di Castel Giorgio in massa contro la biomassa, C. Giorgio; Donato Borri, Comitato garanzie per la centrale a biomasse a Castel Viscardo, C. Viscardo; Marco Carbonara, Associazione sviluppo sostenibile e salvaguardia Alfina, Acquapendente; Piero Bruni, Associazione lago di Bolsena, Bolsena; Stefano Ronci, Comitato tutela e valorizzazione Valli Chiani e Migliari, Ficulle; Massimo Luciani, Associazione Il Ginepro, Allerona; Riccardo Testa, Associazione il Riccio, Città della Pieve; Vittorio Fagioli, Rete Nazionale Nogesi.


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22 aprile, 2019

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