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Bolsena - Lo ha stabilito il sindaco Paolo Equitani con una ordinanza

“Vietato realizzare impianti di noccioleti intensivi…”

di Michele Mari

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Paolo Equitani

Paolo Equitani

 

Bolsena - L'area di divieto dell'ordinanza

Bolsena – L’area di divieto dell’ordinanza

Bolsena – “Vietato realizzare impianti di noccioleti intensivi sul territorio comunale”.                                                                                                                                    

È arrivata la prima ordinanza contro la produzione intensiva di nocciole intorno al lago di Bolsena.

Ieri il sindaco di Bolsena Paolo Equitani, come annunciato nell’incontro di venerdì con i primi cittadini di Capodimonte, Gradoli, Grotte di Castro, Marta, Montefiascone e Valentano ha firmato l’ordinanza.

“Ordino il divieto sul territorio comunale – si legge nell’atto firmato da Equitani – che cade dall’interno del bacino imbrifero del lago di Bolsena, di realizzare impianti di noccioleti intensivi, per evitare un elevato consumo di acqua, di fitofarmaci, di antiparassitari, di insetticidi, di diserbanti e di concimi necessari alla coltivazione degli stessi”.

L’obiettivo principale è la tutela dell’ecosistema del lago di Bolsena. 

Infatti l’utilizzo di queste sostanze “potrebbe determinare il degrado globale e irreversibile dell’ecosistema terrestre e acquatico con distruzione dell’habitat e della biodiversità con gravissime ricadute sulla salute pubblica”.

“Ai trasgressori – conclude l’ordinanza numero 18 del sindaco di Bolsena – sarà applicato quanto previsto dall’ articolo 38 della legge regionale n.29 /97 che prevede sanzioni, il ripristino dei luoghi e il risarcimento dei danni ambientali causati”.

Nei prossimi giorni seguiranno, come annunciato, gli altri documenti a firma dei sindaci di Capodimonte, Gradoli, Grotte di Castro, Marta, Montefiascone e Valentano nonostante i limiti giuridici espressi già venerdì nella riunione sostenendo però che si tratti di un atto politico per poi far intervenire la Regione Lazio. 

L’unico primo cittadino che ha manifestato la sua perplessità è Massimo Bambini di San Lorenzo Nuovo sostenendo dubbi “sull’utilità e sull’efficacia” dell’atto suggerendo l’adozione di “un disciplinare sul corretto utilizzo di fitofarmaci, antiparassitari, diserbanti, sullo sfruttamento controllato delle falde acquifere, su meccanismi incentivanti a una produzione biologica”.

La battaglia dei sindaci intorno al lago di Bolsena contro la produzione intensiva delle nocciole per evitare un “secondo lago di Vico” è appena iniziata.

Michele Mari


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7 aprile, 2019

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