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Economia - Rapporto Upi - Nel 2017 nel capoluogo uno sgombero ogni 74 famiglie residenti - La media nazionale è di uno ogni 436

Viterbo, città record per gli sfratti

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Viterbo - Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo – Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo – (a.c.) – La Città dei papi al vertice alle classifiche del disagio abitativo.

Secondo il rapporto Upi sullo stato delle province del Lazio, nel 2017 a Viterbo si è registrato un numero record di sfratti: 416, uno ogni 74 famiglie residenti.

L’indice del disagio abitativo, cioè il rapporto tra famiglie residenti e numero di sfratti, del capoluogo della Tuscia è quattro volte e mezzo più grande di quello del Lazio (uno sfratto ogni 332 famiglie), e sei volte più grande di quello nazionale (uno ogni 436).

La quasi totalità dei provvedimenti è stata emessa per morosità degli affittuari. Solo 17, cioè il 4,2%, sono gli sfratti eseguiti per finita locazione, addirittura nessuno per necessità dei locatori.

La spropositata grandezza dell’indice di disagio abitativo viterbese è figlia soprattutto della crescita registrata tra il 2016 e il 2017, in cui gli sfratti sono aumentati del 34,2%. Nelle altre province la tendenza è stata sostanzialmente inversa, con la sola Latina che ha registrato un incremento degli sgomberi, sebbene inferiore a quello della Tuscia. Rieti è calata del 3,9%, Roma del 5,5% e Frosinone addirittura del 51,5%.

L’andamento della città di Viterbo cozza clamorosamente non solo coi dati degli altri capoluoghi, ma anche con quelli relativi ai comuni interni alla stessa provincia. Solo 39, infatti, sono gli sfratti eseguiti in totale nelle altre 59 amministrazioni comunali della Tuscia.

Con un indice di disagio abitativo di uno a 2858, il resto del Viterbese è nettamente la migliore zona del Lazio in questa speciale classifica. Ma il valore sproporzionato nell’altra direzione del capoluogo riequilibra la situazione e così, a conti fatti, la Tuscia si vede battuta da Roma nella classifica per province: 312 a 298.


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14 aprile, 2019

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