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Comune - Primo cittadino contro Martina Salza - Prosegue il botta e risposta a distanza con l'ex coordinatrice di Forza Italia

Vittorio Sgarbi: “Da quando sono sindaco si parla di Sutri”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho sentito l’intervento dell’ex esponente e coordinatrice locale di Forza Italia Martina Salza, in un salottino di una accogliente casa di Sutri, e mi chiedevo di cosa stesse parlando.

Senza un solo riferimento a questioni reali, o a una cultura fatta di idee che devono circolare attraverso le persone che le hanno, la signora ha parlato di 100mila euro ottenuti da Rete impresa, e non si capisce bene dove finiti, e ha manifestato la sua insoddisfazione senza indicare un solo obiettivo, una sola cosa concreta, e parlando a ripetizione di “visione”, “ascolto”, ”condivisione”, ”progetto”, tutti concetti astratti e adatti a qualunque luogo del mondo, e certamente inutili a far conoscere Sutri fuori dei confini di quel rassicurante salottino.

Da ciò che ho sentito si ricava soltanto che la Salza ha le visioni, e uno strano uso dei pronomi e delle congiunzioni: “me sento”, “me viene”, “se disperdono”, intervallati da locuzioni straniere di grande soddisfazione: “marketing”, “step”, “leadership” e, naturalmente, “turismo”(stranamente in italiano).

Devo dire che, prima di essere sindaco di Sutri, avevo girato in lungo e in largo, come il resto d’Italia, la Tuscia, ma non mi ero mai accorto del richiamo turistico di Sutri, nonostante l’esibito marketing che lascia tracce anche nei brutti cartelli turistici, simili a fumetti, che la Salza ha, qui e là, distribuito.

Il nome di Sutri, per attività culturali, mostre, conferenze, incontri di personalità subito dopo celebrate a Parigi, come Mimmo Lucano (oggi prosciolto da ingiuste accuse), io non l’ho mai letto da nessuna parte; e, come me, Emmanuele  Emanuele.

Da quando sono sindaco, insieme alla presenza di personalità della cultura italiana di prima fila, come Furio Colombo, Pierangelo Buttafuoco, Nuccio Ordine, Luca Doninelli, Walter Siti, Pierluigi Odifreddi, Armando Spataro, Roberto D’agostino, Pasquale Chessa, Paolo Del debbio, Daria Galateria, che hanno portato parole nuove a Sutri e ne hanno parlato con gratitudine e soddisfazione, ne leggo molto spesso. Altro che marketing. Esiste un luogo di cui si parla. Ed esiste perché se ne porta altrove il ricordo.

Nei salottini, dove si magnifica la propria operosa inutilità, si respira aria stantia. Quello che conta, attraverso iniziative immateriali e mostre mai prima viste, da Pellizza da Volpedo ad Artemisia, in Palazzo Doebbing, è che di Sutri si parli, come in questa lettera che dice quello che la Salza e i suoi reggicoda non hanno saputo né pensare, né dire:

“Spettabile sindaco di Sutri, giovedì sera ho trascorso quattro ore ed una notte a Sutri. Dopo una visita al giardino all’italiana di Villa Savorelli (era sbarrata; credevo di trovarci qualcuno visto che avevo letto che ivi si era trasferita la sede comunale), sono salito al centro storico dove ho preso possesso di una stanza in un hotel a conduzione famigliare frequentato abitualmente dai pellegrini della via Francigena. Peccato per palazzo Doebbing, aperto solo dal venerdì alla domenica.

Bella Sutri. Belli i palazzi antichi, bella l’atmosfera ferma nel tempo, bello il porfido rinascimentale. Il Mitreo e l’Anfiteatro per fortuna non chiudono mai e sono due perle di rara bellezza italiana che si possono godere a qualunque ora. È un luogo fortunato, ancora di più considerata la scelta da parte dei sutrini di farlo amministrare da Vittorio Sgarbi.

Un commerciante mi ha detto che i dipendenti comunali preferirebbero un rapporto diverso con lei, più amichevole. Mi dicono che almeno la polizia municipale è riuscita a strapparle un selfie. Il palazzo del comune illuminato dai colori fluo non mi piace, mi ricorda una churrascaria di Due Carrare o di Molinella.

Ho visto ancora parecchi negozi storici ancora attivi e tanti fondi vuoti in vendita o in affitto, falcidiati dal cambio di mentalità dei loro clienti. Ma esiste un negozio che vende prodotti a basso contenuto di THC. Poi una bellissima cartoleria, credo di recente apertura, all’angolo della piazza. Avessi i soldi comprerei casa a Sutri, o magari mi piacerebbe anche poter avere due camere in affitto modesto in qualche palazzo con i soffitti di legno, a modica cifra per passarci qualche tempo a scrivere (se qualche amico della Montagnola golfista avesse uno spazio sarei interessato).

Non faccio lo scrittore ma lavoro per una industria chimica e l’aridità di questa professione poco qualificata mi porta, quando posso, a dormire nei centri storici della Tuscia, che trovo struggentemente affascinanti.
Dopo la cena italica alla Sfera d’Oro accanto al palazzo del comune ho camminato per le strade vuote alle nove della sera, nel silenzio dell’assenza di chiunque. L’antico lavatoio illuminato dai led in via dell’Anguillara è di una bellezza da togliere il fiato.

Peccato non averla incontrata egregio sindaco, mi hanno detto che giovedì era presente in città. Spero nella prossima occasione.

Voglia così gradire tutto il mio apprezzamento per quanto sta portando a latitudini che, diversamente, rischierebbero l’oblio come centinaia di bellissimi piccoli centri dell’Appennino Centro-meridionale.
Cordialità.

Andrea Reali-Casale Marittimo (PI)”

Queste semplici e oneste osservazioni sono la salsa che mi piace!

Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri


Articoli: “Allinearsi con l’opposizione è politicamente inaccettabile e insensato” – “Mi dimetto da coordinatrice comunale di Forza Italia”


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7 aprile, 2019

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