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Tribunale - Vox Populi - Potranno essere usate nel processo - Secondo l'accusa inchioderebbero gli imputati - Alla sbarra due imprenditori e due dipendenti comunali di Acquapendente

Appalti truccati, ok alle intercettazioni telefoniche e ambientali

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Il professor Pierfrancesco Bruno (a sinistra) e l'avvocato Enrico Valentini

Il professor Pierfrancesco Bruno (a sinistra) e l’avvocato Enrico Valentini

L'avvocato Claudia Polacchi

L’avvocato Claudia Polacchi

Acquapendente – (sil.co.) – Appalti truccati, via libera alle intercettazioni che inchioderebbero i quattro imputati.

Si è chiuso così il lungo braccio di ferro tra accusa e difesa, con il pm Stefano d’Arma che chiedeva fin dall’inizio la nomina di un perito per trascrivere le conversazioni incriminanti secondo la procura e le difese che hanno cercato fino all’ultimo di estrometterle o almeno di ridurle.

E’ il processo scaturito dall’operazione Vox Populi dei carabinieri forestali del 17 ottobre 2016 nella quale furono arrestati Fabrizio Galli, Marco Bonamici, Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo. Ai due imprenditori e ai due funzionari comunali, che tre anni fa finirono ai domiciliari, sono contestati a vario titolo corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. Reati che si sarebbero consumati ad Acquapendente tra il 2012 e il 2014. Il provvedimento fu poi annullato dal tribunale del riesame e anche dalla cassazione. 

Ieri l’ultimo colpo di coda delle difese quando, dopo lo scioglimento della riserva a favore del pubblico ministero, l’avvocato Pierfrancesco Bruno ha rilanciato, tirando fuori una sentenza della Cassazione del 2018 e chiedendo la copia integrale di tutti i file audio delle intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate nel corso delle indagini per poter scegliere (non solo tra quelle usate in fase cautelare) quelle favorevoli agli imputati e chiederne la trascrizione. 

Una richiesta, quella del professor Bruno, sostenuta anche dai colleghi Enrico Valentini, Gianluca Luongo, Claudia Polacchi e Federica Friggi. Ma alla fine il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone ha dato ragione nuovamente al pm, che naturalmente si è opposto con tutte le sue forze.

Il processo, a questo punto, entrerà nel vivo il prossimo 10 luglio, quando,oltre alla nomina del perito trascrittore, saranno sentiti i primi testimoni dell’accusa.

Le difese, nel frattempo, hanno fatto sapere che sono una trentina le intercettazioni di cui chiederanno la trascrizione.

Il pm D’Arma, invece, ha anticipato che nell’udienza successiva, che sarà fissata presumibilmente tra settembre e ottobre, vuole sentire il grande accusatore, l’imprenditore Mauro Gioacchini che, con la sua denuncia, ha scoperchiato il presunto giro di appalti truccati e corruzione nell’Alta Tuscia da cui si sono sviluppati diversi filoni d’indagine legati dallo stesso comune denominatore. 


Incastrati da un imprenditore e da un comitato civico

Al centro dell’inchiesta degli investigatori del Nipaf della forestale, coordinati dai pm Stefano d’Arma e Fabrizio Tucci, l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, l’asfaltatura delle strade dopo il nubifragio del novembre 2012, i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico e le autorizzazioni per la realizzazione del centro commerciale in località Cufaro.

A far finire gli imputati nei guai, la denuncia dell’imprenditore Mauro Gioacchini, contattato nella primavera del 2015 per la spartizione di due appalti per la bitumatura delle strade in cambio di 5mila euro al sindaco per un’apparecchiatura per l’ospedale. Ma anche l’esposto di un comitato di cittadini, presieduto da Alessandro Nardini, che nel 2014 si è occupato di acquisire informazioni in merito alla gestione di alcune procedure di evidenza pubblica. Abbastanza per dar un primo importante input alle indagini.


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16 maggio, 2019

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