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Cultura - Sabato 18 maggio alle 17 la partenza sotto la Torre dell’orologio dell’inedita passeggiata/racconto, voluta da Uic

“Apri gli occhi: c’è Barbarano Romano”

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Banda del racconto - Antonello Ricci con Pietro Benedetti

Banda del racconto – Antonello Ricci con Pietro Benedetti

Barbarano Romano – “Apri gli occhi: c’è Barbarano Romano”. Appuntamento sabato 18 maggio alle 17 sotto la Torre dell’orologio.

L’inedita passeggiata/racconto, voluta da Uic (Unione italiana ciechi e ipovedenti sezione territoriale di Viterbo) e da “Barbarano cultura”, vedrà in scena i narratori Antonello Ricci e Giovanna Rossiello.

Letture e improvvisazioni poetiche saranno affidate all’attore e regista Pietro Benedetti

APRI GLI OCCHI: C’E’ BARBARANO ROMANO!

Comunità narranti. “Apri gli occhi: c’è Barbarano Romano”. Un’inedita passeggiata/racconto per strade, piazze e monumenti del pittoresco borgo alto-laziale. L’invito è per sabato 18 maggio alle ore 17 sotto la Torre dell’Orologio. Invito tutt’altro che “banale”: visto che a organizzare l’iniziativa, in feconda sinergia con l’associazione “Barbarano cultura”, è l’Uic (Unione italiana ciechi e ipovedenti sezione territoriale di Viterbo)!

Condurranno la narrazione itinerante il sottoscritto e la giornalista Giovanna Rossiello (romana all’anagrafe ma ormai da una vita barbaranese doc). Letture e improvvisazioni poetiche saranno a carico dell’attore e regista Pietro Benedetti. Madrina d’eccezione della manifestazione l’infaticabile Eufemia Bombara (appassionato trait d’union tra “Barbarano cultura” e UIC).

L’iniziativa – gratuita – è patrocinata e sostenuta da: Comune di Barbarano Romano; parco regionale “Marturanum”; Banca Lazio Nord credito cooperativo; dalle associazioni: “Amici del cavallo maremmano”, “Cacciatori Barbarano Romano”, Proloco e “Compagnia epica” di Roma.

L’evento sarà cadenzato da letture di poesie (metricate e non) nonché di vecchie pagine degli scrittori di storia locale; sono previsti: un brindisi alla poesia a braccio in ottava rima (tradizione per la quale Barbarano si caratterizzò per generazioni); una rievocazione del gemellaggio “morale” tra Barbarano e Civitavecchia (si parlerà della “Sacrestana” e della “acquacotta degli sfollati” in tempo di guerra);

un elogio del silenzio; un omaggio, infine, alla strepitosa veduta di Barbarano disegnata, sul finire degli anni ’20 del XX secolo, dal grande illustratore olandese Escher (insieme con le perdute nidificazioni in situ del capovaccaio sui rostri di tufo a picco che sovrastano il Biedano).

Ma non finisce qui: sarà infatti il barbaranese Franco Menghini a intonare le strofe iniziali del contrasto in ottava rima tra il grande poeta a braccio Vittorio Fiaschetti di Barbarano Romano e Mario Di Ottasi di Civitavecchia, dedicato alla tromba d’aria che colpì Barbarano il 12 ottobre 1964, improvvisato all’osteria della “Pacchiona” nel primo incontro dopo il disastro. Di Angelo Fiaschetti invece l’invito a levare in alto i calici per uno speciale brindisi “presso la cantina di famiglia e qualcos’altro ancor che si bisbiglia..”.

Non mancheranno, a cospetto di certi poetici e dimenticati scorci del borgo alto-laziale, ricordi e testimonianze dei cittadini. Voglio insomma dire che Barbarano Romano si appresta – almeno per un sabato pomeriggio – a farsi vera comunità narrante.

L’evento culminerà nella ex chiesa di Sant’Angelo, con la proiezione di un corto a tema, opera di Giovanna Rossiello e coi saluti finali di Paola Lollobattista per l’Uic Viterbo accompagnati da quelli di Raimondo Fortuna, presidente di “Barbarano cultura”. Aperitivo a seguire.

Si ringraziano di cuore tutte le attività commerciali di Barbarano Romano per il loro contributo alla felice riuscita dell’evento.

N.B. In caso di condizioni meteo particolarmente avverse il racconto si terrà indoor nella suggestiva cornice della ex chiesa di Sant’Angelo.

Antonello Ricci


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16 maggio, 2019

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