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“Butta il video che ci so’ le guardie”, indagato per favoreggiamento Daniele de Bracciano

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Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi [3]

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Stupro al pub di Casapound - Il caso a "Chi l'ha visto?" [4]

Stupro al pub di Casapound – Il caso a “Chi l’ha visto?”

Stupro al pub di Casapound - Il caso a "Chi l'ha visto?" [5]

Stupro al pub di Casapound – Il caso a “Chi l’ha visto?”

Stupro al pub di Casapound - Il caso a "Chi l'ha visto?" [6]

Stupro al pub di Casapound – Il caso a “Chi l’ha visto?”

Viterbo – (sil.co.) – Stupro al pub di CasaPound, indagato per favoreggiamento “Daniele de Bracciano”. 

Sarebbe questa l’ipotesi di reato al vaglio della procura nei confronti della persona, la cui identità è celata sotto il nickname, che la sera del 12 aprile ha avvisato tramite chat Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi delle perquisizioni in atto da parte della polizia, dicendo di cancellare i video e fare il reset dei cellulari.

Anche il padre e il fratello hanno inviato analoghi messaggi a Riccardo Licci, rintracciato quando era ormai troppo tardi, ma trattandosi di familiari non sono imputabili per favoreggiamento. 

In carcere dal 29 aprile con l’accusa di lesioni aggravate e stupro di gruppo, come è noto, sono finiti Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, 21 e 19 anni, il primo militante viterbese e l’altro consigliere comunale a Vallerano per Caspound, il movimento neofascista nel cui circolo di piazza Sallupara,  la notte tra l’11 e il 12 aprile, si sarebbe consumata la violenza ai danni di una donna di 36 anni, conosciuta poco prima in un altro locale.


“Riccà, leva i video e le foto di quella di ieri sera, ci so’ le guardie al pub”

Tre i messaggi giunti sul cellulare sequestrato a Licci la sera del 12 aprile, mentre la polizia stava facendo le prime perquisizioni. I primi due sono per dire al 21enne di cancellare foto e video dello stupro e fare l’hard reset del cellulare, uno dei quali inviato dal fratello. Il terzo messaggio, quello più esplicito, è invece del padre, che gli dice di buttarlo.

“Riccà, leva tutti i video e tutte le foto di quella di ieri sera. Ci so’ le guardie al pub. Di corsa”, scrive “Dodo” al fratello Riccardo, il 21enne militante viterbese di CasaPound arrestato il 29 aprile con Francesco Chiricozzi. “Fai l’hard reset del telefono”, gli intima tal “Daniele de Bracciano”, la cui identità non è stata ancora resa nota. L’ultimo è quello ormai famoso del padre, il più spiccio: “Riccardo butta il cellulare subito”. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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