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“C’è il pericolo che la vittima venga avvicinata per farle cambiare versione”

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Viterbo - L'arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di CasaPound [3]

Viterbo – L’arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di CasaPound

Viterbo - L'arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di Casapound [4]

Viterbo – L’arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di Casapound

Viterbo – Stupro nel pub di CasaPound, la vittima ha paura. Anche ora, nonostante i suoi presunti aguzzini per ora resteranno in cella, nel carcere di Mammagialla, dove si trovano da cinque giorni. Il gip ha detto no ieri agli arresti domiciliari. Ma per la donna poco cambia, il percorso per tornare alla normalità per lei è tutto in salita e nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore, sarà probabilmente ascoltata in procura, dal pubblico ministero Michele Adragna, titolare delle indagini. 

“E’ sotto shock, non esce più di casa, è terrorizzata in seguito a quello che è successo. Ha paura di tutto e di tutti. Non sta bene, fisicamente e psicologicamente. Ci vorrà tempo, sperando che riesca a riprendersi e uscire dall’incubo in cui è precipitata. Ha paura che qualcuno la possa avvicinare, che qualcuno la minacci per farle rimangiare la sua versione”, ribadisce l’avvocato Franco Taurchini, legale della donna 36enne brutalmente violentata da due ventenni di estrema destra incontarti per caso la sera dell’11 aprile al Toto’s Pub di via Genova dove era andata da sola con l’idea di mangiare una pizza e tornare a casa. 


“Sussiste il pericolo che la vittima venga avvicinata per farle cambiare versione”

Il gip lo aveva già scritto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. 

“Sussiste il pericolo che la vittima, la cui testimonianza dovrà essere nel proseguo assunta, possa essere avvicinata o contattata dagli indagati al fine di rendere dichiarazioni a loro favorevoli per ridimensionare l’effettiva gravità dei fatti, soprattutto in relazione allo svolgimento dei fatti prodromici e ulteriori rispetto alle parziali condotte stigmatizzate nei filmati e nelle immagini di cui si è dato riferimento all’avvenuta cancellazione dell’applicazione whatsapp dal teelfono cellulare di Chiricozzi, al pari dell’hard disk del sistema di videosorveglianza esterna del pub Old manners”, scrive il giudice Rita Cialoni, che ieri ha rigettato la richiesta di domiciliari per i due militanti di CasaPound arrestati il 29 aprile per violenza sessuale di gruppo e lesioni personali aggravate dalla minorata difesa della vittima. 

Nulla è cambiato, per il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Viterbo, in seguito agli interrogatori di garanzia del 30 aprile, nel corso dei quali Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, il viterbese 21enne e il 19enne di Vallerano, hanno detto che la 36enne agganciata al pub di via Genova e portata nel locale di piazza Sallupara del movimento neofascista, era consenziente. 


“Capacità intimidatoria e di condizionamento di Chiricozzi e dei suoi sodali”

Il gip, inoltre, torna a menzionare l’aggressione a cinghiate allo studente 24enne di Vignanello messa in atto l’11 febbraio 2017, cui ha preso parte, ancora minorenne, Chiricozzi, in attesa di giudizio davanti al tribunale per i minori di Roma. “La polizia giudiziaria – ricorda il magistrato – ebbe difficoltà nel ricostruire la vicenda per la reticenza palesata dai numerosi testimoni oculari, in ragione della capacità intimidatoria e di condizionamento di Chiricozzi e dei suoi sodali“. 

Nell’ordinanza veniva già esclusa la misura meno afflittiva dei domiciliari, anche eventualmente rinforzati col braccialetto elettronico.

“Non sarebbe idonea, considerata l’assoluta incapacità di autocontrollo dimostrata dagli indagati, nonché la totale indifferenza palesata nel divulgare le immagini relative alle condotte abusanti rispetto alle conseguenze penali connessa alla condotta delittuosa”, viene sottolineato dalla dottoressa Rita Cialoni.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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