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Tribunale - L'imputato è caduto nella trappola dei carabinieri dopo la denuncia della madre e del patrigno della vittima

Cede droga a un sedicenne e poi lo ricatta, condannato a un anno e mezzo

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Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Sutri – (sil.co.) – Cede droga a un sedicenne e poi lo ricatta, condannato a un anno e mezzo.

Sul banco degli imputati un presunto spacciatore di Vejano che il 2 novembre 2013 è caduto nella trappola che gli hanno teso i carabinieri in seguito alla denuncia della madre e del patrigno di un adolescente di Sutri cui aveva ceduto della marijuana a credito, salvo ricattarlo con la minaccia di farlo picchiare a morte se non avesse saldato il debito con gli interessi. 

All’appuntamento si recò il patrigno scortato dai carabinieri che, subito dopo la consegna dei 120 euro richiesti, fecero scattare le manette ai polsi del pusher con l’accusa di estorsione. Ieri è stato condannato a un anno e mezzo dal collegio presieduto dal giudiceSilvia Mattei per detenzione ai fini di spaccio di stupefacente, aggravata dalla minore età dell’assuntore. Il pm Massimiliano Siddi aveva chiesto un condanna a tre anni e 8mila euro di multa. 

In aula la testimonianza del patrigno e della vittima, un giovane oggi 22enne. “Il figlio della mia compagna ha avuto paura delle minacce e chiesto aiuto alla madre. Allora siamo andati dai carabinieri e loro ci hanno detto come fare”, ha spiegato l’uomo. “All’epoca fumavo e lui era il mio spacciatore di marijuana. Mi aveva venduto 17 grammi per 170 euro e io gliene avevo dati 90, d’accordo che il resto lo avrebbe avuto successivamente. Invece già il giorno dopo ha cominciato a minacciarmi in modo esplicito, chiedendomi una somma molto superiore, col dire che erano gli interessi, sennò sarebbe venuto ad aspettarmi sotto casa con certi amici suoi”. ha spiegato il ragazzo.

“Mia madre prese in mano la situazione e per me è finita lì. Dopo questa vicenda ho cambiato vita, amicizie, tutto. Ho dovuto lasciare il paese e trasferirmi a Roma. Adesso faccio l’università”, ha spiegato il 22enne alla presidente Mattei, che lo sollecitava, data la giovane età, a ricordare e rispondere con maggiore puntualità alle domande sue e del pm. 

Per l’imputato è finita con la riqualificazione del reato secondo il quinto comma, lieve entità, e la sospensione della condanna a una pena di un anno e mezzo e 1800 euro di multa, contro i tre anni e 8mila euro di multa chiesti dall’accusa. 


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15 maggio, 2019

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