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Viterbo - Intervista ad Angela Lanconelli che ha studiato l'uso dell'acqua nella città dei papi in epoca medievale

“Le fontane erano il simbolo del buon funzionamento del comune”

di Daniele Camilli

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Viterbo - La fontana di piazza del Comune

Viterbo – La fontana di piazza del Comune

Viterbo - La fontana di San Faustino

Viterbo – La fontana di San Faustino

Viterbo - Fontana Grande

Viterbo – Fontana Grande

Viterbo - La fontana di Pianoscarano

Viterbo – La fontana di Pianoscarano

Viterbo - La fontana di Pianoscarano

Viterbo – La fontana di Pianoscarano

Viterbo - La fontana della Crocetta

Viterbo – La fontana della Crocetta

Viterbo – “Le fontane di Viterbo erano il simbolo del buon funzionamento del comune”. Angela Lanconelli ha studiato e approfondito l’uso dell’acqua nella città dei papi in età medievale.  Dirigente dell’archivio di stato di Roma e docente Unitus, sull’argomento ha diverse pubblicazioni e conferenze al suo attivo.

Un’inchiesta di Tusciaweb, qualche settimana fa, ha evidenziato lo stato di degrado e abbandono di monumenti che, come ha sottolineato Lanconelli, rappresentavano invece “un elemento caratteristico e peculiare della città”.

Nonostante questo, e i propositi delle amministrazioni che si sono seguite, per le fontane non si riescono ancora a trovare e investire finanziamenti tali per poterle salvare trasformandole in un punto di riferimento per i turisti che ogni tanto vengono a visitare Viterbo.

Professoressa Lanconelli, cosa hanno rappresentato le fontane per Viterbo?
“Sono state un elemento caratteristico e peculiare della città. Tant’è vero che hanno colpito tutti coloro che nei secoli le hanno citate. Chi ha elogiato Viterbo ha esaltato anche acque e fontane. La città, già nel XIII secolo, aveva in funzione tutto un sistema ingegnoso di canalizzazione che catturava le acque dalle sorgenti sui Cimini, piccole ma molto numerose, portandole in ogni quartiere. E questo avveniva sia attraverso le fontane artisticamente più elaborate, come fontana grande e quella di Pianoscarano, sia mediante quelle formate da una semplice vasca rettangolare addossata al muro”.

Le fontane sono mai state restaurate?
“Molte fontane sono state risistemate nel corso dei secoli. Di originale dovrebbero essere rimaste solo San Tommaso, San Giovanni in Zoccoli, San Faustino, quella della Crocetta, Santa Maria in Poggio e Pianoscarano”.

Perché le fontane sono così importanti per Viterbo? 
“Perché fornivano l’acqua ai quartieri ma rappresentavano al tempo stesso il simbolo della solidità delle istituzioni e del loro buon funzionamento. Erano un po’ simbolo e un po’ celebrazione delle istituzioni comunali. Nel tredicesimo, e nei secoli successivi, erano l’orgoglio del comune di Viterbo. Nel duecento il comune aveva anche creato una magistratura che si occupava del decoro urbano e in particolare delle strade e delle fontane. Le fontane erano curate e oggetto di continui restauri. Il segnale di una organizzazione istituzionale solida ed efficiente”.

Come funzionava il sistema di circolazione delle acque?
“Durante il medioevo, il comune aveva escogitato un sistema di circolazione delle acque che avveniva a livello del suolo, del pavimento stradale. Tant’è vero che le persone che abitavano nei quartieri potevano sollevare le pietre, che chiudevano questi condotti, per attingere l’acqua direttamente. Tuttavia il luogo principale di approvvigionamento erano le fontane. Si vede ad esempio da quella di Pianoscarano. Lì le cannelle sono molto lunghe e arrivano a bordo vasca proprio perché la gente si poteva prendere l’acqua appoggiando i recipienti sulle pietre. I viterbesi erano infatti riusciti a costruire un sistema di canalizzazione che garantiva l’approvvigionamento idrico a ogni quartiere. E questa, per l’epoca, non era una cosa per niente scontata”.

Perché le fontane sono state abbandonate?
“Perché hanno perso il loro ruolo storico. Adesso non servono più. Sono soltanto un monumento. Contrariamente al passato dove hanno avuto un’importanza innanzitutto pratica. L’acqua ora arriva nelle case. Non si è però capito che le fontane potevano essere un elemento di richiamo turistico. Non c’è stata una politica di tutela. In una città, come Viterbo, che potrebbe offrire molto di più”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: I lavori nella fontana del Sacrario – Fontana Grande sta colando a picco – L’abbandono e lo sfascio delle fontane viterbesi – Video: Fontana Grande, anatomia di un cadavere


Le fontane di Viterbo abbandonate a se stesse

Fotogallery

Centro storico

– Piazza della Crocetta

– Pianoscarano

– Piazza Dante

– Piazza del Comune

– Piazza del Gesù

– Piazza della Morte

– Piazza della Rocca

– Piazza delle Erbe

– Piazza Fontana Grande

– Piazza San Lorenzo

– Palazzo dei papi

– Sacrario

– Piazza San Faustino 

Fuori le mura

– Fontana a sfera Murialdo

– Fontana Caduti del mare piazza Vittorio Veneto

Frazioni

– Bagnaia

– San Martino – La fontana a fuso

– San Martino – La fontana di via Cadorna

– San Martino – La fontana di piazza Mariano Buratti


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26 maggio, 2019

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