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Civita Castellana - Nozze di convenienza per la permanenza regolare in Italia - Otto mesi di indagine dei poliziotti della Digos, che durante un pedinamento hanno visto due neosposi uscire dalla questura e salutarsi invece che andare a casa insieme - Nove indagati: tre sono italiane e sei stranieri

Il matrimonio, la carta di soggiorno e poi ognuno per la sua strada…

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Civita Castellana – Tre richieste di carta di soggiorno nell’arco di poche settimane. L’utilizzo della stessa persona come testimone di nozze in due matrimoni su tre. L’aver visto due coniugi uscire dalla questura, salutarsi e andare ognuno per la sua strada invece che a casa insieme. È partita da qui l’indagine, coordinata dalla procura di Viterbo, dei poliziotti della Digos diretti dal vicequestore Fabio Zampaglione. La segnalazione è stata dell’ufficio immigrazione di via Maresciallo Mariano Romiti, che ha poi coinvolto gli agenti della divisione investigazioni generali e operazioni speciali. È la Digos, infatti, a occuparsi della prevenzione e del monitoraggio dei fenomeni migratori sotto il profilo della sicurezza.

Civita Castellana - Digos - Matrimoni di convenienza per la carta di soggiorno

L’inchiesta, scattata tra settembre e ottobre, è terminata con l’emissione di nove avvisi di conclusione delle indagini e altrettante richieste di rinvio a giudizio da parte del pm. Gli indagati, accusati di aver organizzato matrimoni di convenienza tra europei ed extracomunitari affinché questi ultimi potessero richiedere la carta di soggiorno, sono quattro pachistani, tre italiane residenti a Civita Castellana, un algerino e una polacca. “Si presentavano – spiegano gli investigatori – all’ufficio immigrazione per chiedere la carta di soggiorno dopo essersi sposati con cittadini italiani o europei, ma i matrimoni si sono rilevati unicamente un espediente per far ottenere ai coniugi extracomunitari una carta di soggiorno della durata di cinque anni”. Con la carta di soggiorno è possibile girare liberamente per l’Italia e l’Europa, e in seguito ottenere la cittadinanza. “Una modalità illecita – l’hanno definita gli investigatori – per regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale”.



Nel mirino dei poliziotti della Digos tre matrimoni celebrati nel comune di Civita Castellana davanti al funzionario di stato civile. Matrimoni regolari, ma di convenienza. A sposarsi due pachistani e un algerino. Dei nove indagati al vertice ci sarebbero stati due pachistani di 42 e 52 anni residenti tra Civita Castellana e Fabrica di Roma. “Erano organizzatori e facilitatori – sottolineano gli investigatori – dei matrimoni di comodo. In pratica, fornivano tutta l’assistenza logistica e documentale necessaria a perfezionare le unioni coniugali per le quali le italiane compiacenti avrebbero ricevuto compensi in denaro variabili tra i mille e i 2mila euro”. Il 42enne, in particolare, che lavorava in degli autolavaggi del Viterbese, “si è evidenziato come l’ideatore e l’organizzatore di due matrimoni, è risultato essere testimone di nozze nell’atto dello stato civile e costante punto di riferimento territoriale per i connazionali coinvolti”. Il 52enne, invece, impiegato in un’attività di import ed export, “si è rivelato come datore di ospitalità e di impiego fittizio nei confronti di una cittadina polacca, moglie di uno dei due extracomunitari”. Quest’ultimo nel 2014 era già finito al centro dell’indagine “Easy to place” per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Operazione sempre della Digos di Viterbo, all’epoca guidata da Monia Morelli.

Civita Castellana - Digos - Matrimoni di convenienza per la carta di soggiorno

L’inchiesta è stata complessa. Durante le indagini sono state ascoltate diverse persone informate sui fatti, sequestrati ed esaminati numerosi documenti, svolti appostamenti, pedinamenti e perquisizioni. Da questi sarebbe emerso che i coniugi non dividevano il tetto: una delle tre mogli denunciate aveva addirittura un altro uomo. In due matrimoni su tre, inoltre, il testimone sarebbe stato sempre lo stesso: il pachistano di 42 anni indagato. I poliziotti, infine, avrebbero anche visto due neosposini uscire dalla questura dopo aver ottenuto la carta di soggiorno, salutarsi e andare ognuno per la sua strada invece che a casa insieme.

Civita Castellana - Digos - Matrimoni di convenienza per la carta di soggiorno

Secondo gli investigatori, le tre mogli compiacenti (due italiane residenti a Civita Castellana e una polacca) avrebbero incassato dai mille ai 2mila euro. Gli agenti, però, non escludono che anche le presunti menti si facessero pagare. Ma il giro d’affari è ancora da quantificare. I nove indagati, coinvolti a vario titolo nella pianificazione e nella realizzazione dei tre matrimoni di convenienza tra europei ed extracomunitari, sono accusati di indotta falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici perché, con più azioni e con ruoli diversi, organizzavano e realizzavano una serie concatenate di condotte volte a consentire al cittadino extracomunitario beneficiario l’ottenimento di una carta di soggiorno falsa. Inducendo in errore e traendo in inganno il pubblico ufficiale responsabile del procedimento amministrativo.


Video: Matrimoni falsi, nove denunciati

Articoli: Matteo Salvini, ministro dell’Interno: “Immigrazione è un business per troppi, orgoglioso di aver chiuso porti” – Matrimoni falsi tra europei ed extracomunitari, nove denunciati – Il precedente: Mille euro per entrare o restare in Italia – Favorivano l’immigrazione clandestina, due arresti


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19 maggio, 2019

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