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“Non vogliamo un altro lago di Vico…”

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Marta - Il lago di Bolsena [4]

Marta – Il lago di Bolsena

Bolsena - I sindaci contro la produzione intensiva di nocciole [5]

Bolsena – I sindaci contro la produzione intensiva di nocciole

Capodimonte - Il sindaco Mario Fanelli [6]

Capodimonte – Il sindaco Mario Fanelli

Il sindaco di Gradoli Luigi Buzi [7]

Il sindaco di Gradoli Luigi Buzi

Marta – Il sindaco Maurizio Lacchini [8]

Marta – Il sindaco Maurizio Lacchini

Stefano Bigiotti [9]

Stefano Bigiotti

Il sindaco di Montefiascone Massimo Paolini [10]

Il sindaco di Montefiascone Massimo Paolini

Piero Camilli [11]

Il sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli

Paolo Equitani [12]

Paolo Equitani

Viterbo – Nessun passo indietro. Anzi, l’obiettivo è coinvolgere anche la Regione Lazio del governatore Nicola Zingaretti. I sindaci che si sono schierati contro la coltivazione intensiva delle nocciole attorno al lago di Bolsena restano fermi sulle loro posizioni. [13] Si aspetta solo il risultato delle nuove elezioni amministrative previste per il 26 maggio e che vedranno andare al voto i comuni di Gradoli e Capodimonte. “Per una questione di rispetto – fanno sapere soprattutto i sindaci di Capodimonte e Gradoli, rispettivamente Mario Fanelli e Luigi Buzi – nei confronti dei nuovi consigli e delle nuove giunte che verranno fuori dalle consultazioni”.

Nel frattempo i comuni di Grotte di Castro, del sindaco Piero Camilli, e di Bolsena, del primo cittadino Paolo Equitani, hanno già approvato le ordinanze di divieto. Così come promesso nel corso della riunione in prefettura di qualche settimana fa che aveva visto come protagonisti le amministrazioni di sette territori. Bolsena, Grotte, Capodimonte, Gradoli, Valentano, Marta e Montefiascone. Tutti contro i propositi della multinazionale Ferrero che ha come obiettivo di aumentare la produzione delle nocciole, quindi delle coltivazioni. Cinquemila ettari in più rispetto alle attuali. ventimila in più in tutta Italia. Cosa che rischierebbe di trasformare il lago di Bolsena, il più grande bacino vulcanico d’Europa, in un grande noccioleto. Secondo i sindaci dei comuni che si affacciano sulla costa. Così come non lo si era mai visto in passato. 

“Abbiamo avuto un lago di Vico – ha detto il sindaco Fanelli di Capodimonte – e non vogliamo farne un altro. Siamo tutti contro la coltivazione intensiva delle nocciole e la nostra posizione non cambia”.

Nell’ordinanza del comune di Grotte di Castro, visibile sull’home page del sito interne dell’amministrazione, il “divieto di realizzare impianti di noccioleti intensivi in tutto il territorio comunale” è chiaro. Questo per “evitare un elevato consumo di acqua, di fitofarmaci, di antiparassitari, di insetticidi, di diserbanti e di concimi necessari alla coltivazione degli stessi, in quanto l’uso continuativo e massiccio di dette sostanze potrebbe determinare il degrado globale ed irreversibile dell’ecosistema terrestre ed acquatico con distruzione di habitat e biodiversità e con gravissime ricadute sulla salute pubblica”. La mancata osservanza dell’ordinanza, si legge sul sito del comune di Piero Camilli, “sarà punita ai sensi dell’art. 38 della L.R. n.29 /97, come modificato dalla L.R. n. 7/2018, che prevede oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, le sanzioni amministrative accessorie del ripristino dello stato dei luoghi e del risarcimento dei danni ambientali causati”.

Si aspetta dunque il voto. A Capodimonte e Gradoli.  “Non è una questione di ordinanza come ho già ribadito – ha detto fanelli -. Un’ordinanza, però, può essere revocata. E’ inoltre fondamentale coinvolgere la Regione Lazio, spingendola ad approvare norme più restrittive. Un’ordinanza che è facile revocarla. Restiamo comunque contro la coltura intensiva delle nocciole. Abbiamo avuto un lago di Vico e non vogliamo farne un altro. Siamo tutti contro e la nostra posizione non cambia”. 

“Ho parlato con Marta e Capodimonte – ha aggiunto Buzi di Gradoli -. Procederemo in un altro modo, cercando di coinvolgere la Regione, il ministero dell’ambiente e quello della salute. Aspettiamo comunque le elezioni del 26 maggio per vedere quale è la posizione della nuova amministrazione. La bozza comunque è pronta e l’impegno resta quello che è stato preso. Contro la coltivazione intensiva delle nocciole. Deciderà comunque la nuova amministrazione. Anche per una questione di rispetto”. 

Sulla stessa linea il sindaco di Marta Maurizio Lacchini. “Non abbiamo ancora approvato niente – ha esordito Lacchini -. Aspettiamo il voto a Capodimonte e Gradoli. Una volta la consultazione la approviamo di sicuro e tutti quanti insieme”. Il sindaco di Marta precisa anche che “non vieteremo le coltivazioni, perché non crediamo che un divieto sia legittimo. Un ricorso al Tar può buttarcelo giù. Punteremo soprattutto sul divieto dei fitofarmaci”. 

Discorso diverso per il sindaco di Valentano Stefano Bigiotti. “Stiamo lavorando all’ordinanza – ha sottolineato Bigiotti – per renderla operativa il prima possibile. L’unica difficoltà è quella tipica degli enti locali. Abbiamo poco personale. Solo quattro unità. Cosa che rallenta un po’, ma senza nessuna difficoltà. Prima c’è stato il bilancio di previsione, poi quello consuntivo, infine le ordinanze per il giro d’Italia. Siamo in pochi, ma l’approveremo di sicuro”.

Infine Massimo Paolini di Montefiascone. “L’ordinanza e in questi giorni la firmo – ha dichiarato Paolini -. L’avevo semplicemente mandata all’avvocato per verificare se fosse tutto regolare”.

Daniele Camilli 


Articoli: Produzione intensiva di nocciole, sette sindaci sul piede di guerra [13]


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