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Viterbo - Firmata in provincia la convezione per creare nuove strutture a sostegno di soggetti fragili

Una rete di sportelli per tutelare le vittime di reati

di Daniele Camilli
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Viterbo - Firmata la convenzione a tutele delle vittime di reato

Viterbo – Firmata la convenzione a tutele delle vittime di reato

Viterbo - Maria Rosaria Covelli

Viterbo – Maria Rosaria Covelli

Viterbo - Firmata la convenzione a tutele delle vittime di reato

Viterbo – Firmata la convenzione a tutele delle vittime di reato

Viterbo - Firmata la convenzione a tutele delle vittime di reato

Viterbo – Firmata la convenzione a tutele delle vittime di reato

Viterbo - Antonella Sberna

Viterbo – Antonella Sberna

Viterbo - Pietro Nocchi

Viterbo – Pietro Nocchi

Viterbo - Paola Conti

Viterbo – Paola Conti

Viterbo – Firmata una convenzione per la tutela delle vittime di reato. Questa mattina in provincia, via Saffi, sala Benedetti. A Viterbo. In 19 a siglarla, tra enti, comandi armati e ordini professionali. “Con l’obiettivo – ha detto la presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli – di creare una rete di sportelli e iniziative al fine dell’assistenza e del supporto alle vittime di reati”.

All’incontro, assieme a Covelli, anche il presidente della provincia Pietro Nocchi, il sindaco e l’assessore alle politiche sociali del comune, rispettivamente Giovanni Arena e Antonella Sberna, la Regione Lazio, i comandanti delle forze armate, le amministrazioni di Montefiascone, Vetralla, Nepi e Tarquinia, Paola Conti della procura, la prefettura, la Asl, l’università degli studi della Tuscia, gli ordini degli avvocati e degli psicologi, la casa circondariale Mammagialla e l’ufficio distrettuale esecuzione penale esterna Viterbo e Rieti.

“Ognuno – ha proseguito Covelli – farà la sua parte. Ognuno avrà un ruolo preciso”. Scritto nero su bianco nella convenzione firmata questa mattina. Con il comune di Viterbo chiamato a scegliere gli operatori degli sportelli tramite bando pubblico. 

“L’obiettivo iniziale – ha spiegato Covelli – è stato innanzitutto quello di rendere concreta e attuale una parte della direttiva comunitaria del 2012 che sollecitava gli stati membri a creare strutture per i soggetti deboli. Con la convenzione mettiamo in campo una vera e propria task force interistituzionale, formata da tutti i soggetti firmatari”, presenti all’incontro di questa mattina.

“Il primo sportello – ha poi aggiunto la presidente del tribunale – sarà aperto presso la provincia, dove è stata messa a disposizione una sala. Saranno sportelli di tipo generalista, dove si riceveranno e ascolteranno non solo le vittime delle violenze di genere ma di qualunque altro reato. Reati da cui non soltanto scaturisce una lesione morale, fisica ed emotiva, ma anche patrimoniale. La vittima può essere infatti un familiare che, a causa della morte di una persona vittima di un fatto delittuoso, abbia avuto delle conseguenze di tipo patrimoniale”.

Per quanto riguarda i compiti di ciascun ente, “l’università – ha commentato Covelli – ci darà una mano sull’attività informativa riguardante le tipologie di reato. Mettendo a disposizione docenti per elaborare i dati che verranno raccolti attraverso le forze dell’ordine, la Asl e la prefettura. Verrà creata inoltre una rete di esperti. Tempestività nell’assistenza delle vittime e formazione saranno due aspetti fondamentali nel mettere in atto la convenzione. Per parte nostra, il tribunale, ci attrezzeremo per tutelare la vittima sia nelle fasi preliminari che nel dibattimento in sede di processo, dando priorità ai procedimenti relativi alla violenza di genere”.

Verrà istituito un tavolo permanente con tutti i rappresentanti dei soggetti firmatari. Una cabina di regia per monitorare l’attuazione e aprire gli sportelli anche in altri comuni, a partire da quello di Viterbo. 

“L’incontro di oggi – ha dichiarato Nocchi – parla di fragilità e di quanto sia importante l’ascolto. Una convenzione che darà una nuova opportunità al territorio”. “Uno strumento educativo – ha sottolineato Sberna – per dire che le anche le istituzioni possono fare il bene del singolo”.

Infine, Paola Conti della procura di Viterbo, “operaia del diritto”, come s’è definita nel suo intervento. “Quale è il problema che vivo tutti i giorni? – si domanda – Portare la vittima a denunciare fatti in cui si sente parte lesa – la risposta -. Quindi – la conclusione – ben venga la convenzione. Per informare la vittima dei suoi diritti e metterla a contatto con le istituzioni”.

Daniele Camilli


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21 maggio, 2019

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