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Violenza a Viterbo - È questa l'alternativa se c'è chi scrive “ammazzate Pang insieme al suo avvocato” - E allora, va ribadito, nessuno tocchi i legali che fanno il loro lavoro e garantiscono il funzionamento del sistema giustizia

Stato di diritto o barbarie…

di Carlo Galeotti

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Michael Aaron Pang

Michael Aaron Pang

Viterbo - L'arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di CasaPound

Viterbo – L’arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di CasaPound

Viterbo - L'arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di Casapound

Viterbo – L’arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di Casapound

Il post del video del fermo di Michael Aaron Pang

Il post del video del fermo di Michael Aaron Pang

Il post del video del fermo di Michael Aaron Pang - il commento "Ammazzatelo insieme al suo avvocato”commento"

Il post del video del fermo di Michael Aaron Pang – Il commento “Ammazzatelo insieme al suo avvocato”commento”

Viterbo – “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari”. È l’articolo 24 della costituzione. La costituzione, è bene spiegarlo, è l’insieme di regole che guida il vivere civile in questa nazione. In Italia è la legge fondamentale dello stato italiano ed è il punto più alto dell’ordinamento giuridico.

Non è certamente la migliore del mondo, ma certamente è una discreta costituzione la nostra. Frutto del compromesso raggiunto da almeno quattro grandi filoni di pensiero quello cattolico, quello comunista, quello liberale e quello più genericamente laico.

Ebbene la costituzione dice che: “La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”.

In questi giorni in cui si sono susseguiti a Viterbo due episodi di violenza inaudita, tanto da diventare centrali nel mondo mediatico italiano, su Facebook, e anche sulla pagina di Tusciaweb, continuano a comparire commenti alle notizie piene di odio e alcune volte il sospetto è che vengano commessi dei reati. In particolare sono sconvolgenti i commenti di odio che vorrebbero colpire gli avvocati difensori sia dei due esponenti di CasaPound indagati per lo stupro nel pub del movimento, sia del cittadino statunitense che è indagato per il terribile omicidio avvenuto in pieno centro.

E allora dei paletti vanno fissati. Gli avvocati che difendono il cittadino americano Michael Aaron Pang, e quelli che rappresentano Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci non fanno altro che rendere concreto un diritto. Sono moralmente e deontologicamente da rispettare, anzi da apprezzare. Perché ogni cittadino ha il diritto alla difesa. Se ciò non fosse, vorrebbe dire che siamo fuoriusciti dallo stato di diritto.

Sì avete ragione, trattasi di mere banalità. Di tautologie direbbe un logico.
Ma evidentemente, quando, chi governa intacca ogni giorno le fondamenta dello stato di diritto, è tempo di dire banalità che non appaiono più tali a molti.

Quindi gli avvocati, che difendono questi “signori”, con nessuno dei quali prenderei nemmeno un caffè, fanno benissimo. Fanno il loro dovere. O comunque fanno una scelta prevista dalla costituzione. Dalla legge suprema di questo stato.
Legge che tutela tutti i cittadini. Qui e ora. Che tenta di impedire per esempio gli errori giudiziari, che sono molti. Un migliaio all’anno. 

Il caso Tortora sembra che non abbia significato nulla per una parte di italiani. Ma è stato ed è un caso paradigmatico.
Inoltre, va detto, non è possibile nessuna identificazione tra l’indagato e il suo avvocato. Anche questa una banalità, ma forse non per tutti.
Ma andiamo avanti.

In Italia si è innocenti fino al terzo grado di giudizio. Ed aggiungerei: per quanto certi comportamenti possano essere disprezzabili.
“La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte”. È l’articolo 27 della costituzione. Mi dispiace per gli odiatori professionali. Mi dispiace per i giustizialisti da tastiera. Mi spiace per chi: “Ammazziamoli tutti”. Mi spiace per chi: “Facciamoli marcire in galera!”. Fosse anche il ministro degli Interni che dovrebbe salvaguardare lo stato di diritto e non aumentare l’insicurezza della nazione. Ma questo dice la nostra carta fondamentale.

Innocenti, quindi, fino al terzo grado di giudizio. E le pene non possono essere contrarie al senso di umanità.

La pena di morte, semplicemente, non c’è.

Ora si può essere sconvolti. Si può essere “arrabbiati”. Ma la costituzione e le leggi vanno rispettate. 

È grave quindi scrivere pseudocommenti come fa l’account Facebook Chiara Cioccoloni sotto al post del video del fermo di Michael Aaron Pang, riferendosi alla persona indagata per il terribile omicidio di via San Luca: “Ammazzatelo insieme al suo avvocato”. Un “commento” incredibile. 

Parole che possono mettere a repentaglio l’incolumità degli avvocati che semplicemente, e doverosamente, applicano la costituzione e rispettano le leggi.

Ancora una volta ci si deve domandare se Facebook è territorio dello stato italiano o ha una giurisdizione a parte. Se vale anche sulla rete lo stato di diritto.

In questi giorni, hanno ragione gli avvocati, sono state dette contro di loro cose inaudibili e illegibili. Ma il “commento” che abbiamo riportato ci sembra aver superato il segno. E siccome siamo tutti adulti, è bene che ognuno si assuma la sue responsabiltà.

Nella convinzione che dove finisce lo stato di diritto, emerge solitaria la barbarie…

E di altra barbarie non ne abbiamo proprio bisogno.

Carlo Galeotti 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 maggio, 2019

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