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Tribunale - Civita Castellana - L'imputato è stato arrestato in Romania con l'accusa di avere preso parte a una spedizione punitiva in Italia - Vittime due connazionali, aggrediti in un'area di servizio

Tre anni di carcere per tentato omicidio ma lui afferma: “Sono innocente”

di Silvana Cortignani
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Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Civita Castellana – Accusato di tentato omicidio aggravato e lesioni personali aggravate in concorso in Italia, viene arrestato in Romania, dove resta per tre anni e due mesi detenuto nel carcere di Timisoara in attesa del processo.

Un processo in Italia, che a distanza di sette anni dai fatti è ancora in corso, davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, per le difficoltà a reperire i testimoni, tutti cittadini romeni, la gran parte dei quali nel frattempo si sarebbero trasferiti in Germania o avrebbero fatto ritorno in patria.

Come l’imputato, oggi 35enne, venuto apposta ieri con un volo Bucarest-Roma per farsi interrogare e spiegare perché ha scontato oltre tre anni di carcere secondo lui da innocente. 

I fatti, che suscitarono grande allarme sociale a Civita Castellana, risalgono al 4 maggio 2012. Un venerdì come tanti altri, fino all’ora di pranzo, quando la città fu scossa dalle sirene delle ambulanze e dei carabinieri. In pieno giorno una coppia di romeni furono trovati in una pozza di sangue presso un’area di servizio. Cinque gli aggressori, due dei quali mai identificati. Dei tre rinviati a giudizio, uno nel frattempo è morto.

“Non posso essere stato io, perché non ero in Italia. Non sono scappato. Il 4 maggio 2012 ero via già da un mese. Ad aprile ero tornato in Romania perché mia moglie stava per partorire il nostro primogenito e volevo essere presente. Il bambino è poi nato il 23 maggio 2012”, ha detto, spiegando di non essere più tornato in Italia dopo il carcere. In manette è finito subito dopo la nascita del figlio, quando è stato rintracciato nel suo paese, in seguito a un mandato d’arresto internazionale.

“Ho ripreso a occuparmi di compravendita di auto usate, come facevo a Rignano Flaminio, ma restando in patria con la famiglia. Con mia moglie ci eravamo conosciuti in Italia. Lei stava a Tarquinia, quando ci siamo fidanzati. E quando è rimasta incinta abbiamo deciso che volevamo che il bimbo nascesse in Romania. Lei è partita e io l’ho raggiunta in tempo per il parto”, ha proseguito, incalzato dalle domande della pm Eliana Dolce. 

Secondo l’accusa avrebbero fatto parte di una batteria di cinque banditi romeni che il 4 maggio 2012, viaggiando a bordo di una Ford, misero a segno un agguato presso un’area di servizio di Civita Castellana contro due connazionali. Si sarebbe trattato di un regolamento di conti per uno sgarbo legato a un giro di sfruttamento della prostituzione. Una vera e propria spedizione punitiva, per vendicare vecchi rancori.

Il quintetto avrebbe tamponato la Hyunday delle vittime, costringendoli a fermarsi in un’area di servizio. Inutile barricarsi nell’abitacolo per sfuggire all’agguato.

L’imputato e i complici, secondo l’accusa, accerchiarono la macchina, ruppero con una sassata il finestrino di guida, spalancarono la portiera e si catapultarono dentro, aggredendo a mano armata e con una ferocia straordinaria entrambi gli occupanti. Il passeggero fu colpito alla testa con un cacciavite, lo straniero che era alla guida, invece, fu colpito alla schiena, tra le scapole, con un grosso coltello da cucina. Contro di lui si sarebbe avventato proprio il 35enne.

Le vittime furono ricoverate in ospedale con prognosi superiori ai 20 giorni. Nessun dubbio sulla volontà di uccidere: solo per caso, in base ai referti medici, non furono lesi organi e arterie vitali. “Gli indagati compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte, non riuscendovi solo per la resistenza delle vittime”, scrisse il pm Massimiliano Siddi nella richiesta di rinvio a giudizio, accolta due anni fa dal gup Francesco Rigato.

Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato al 20 novembre.

Silvana Cortignani


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23 maggio, 2019

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