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Viterbo - Asfaltata via del Pilastro - A breve la riapertura - E' stata chiusa per venti settimane colpendo gli incassi dei commercianti in un quartiere in continua trasformazione

“Alla fine ce l’hanno cavata!”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “Alla fine ce l’hanno cavata…”. Tradotto. “Finalmente ci sono riusciti!”. Il commento è più che mai appropriato. Quello che si sono lasciati uscire via tutti dalla bocca. Al Pilastro, dove la principale via di accesso allo storico quartiere popolare di Viterbo è rimasta chiusa per venti settimane.

Ieri, finalmente, la via è stata asfaltata. Il consigliere comunale Matteo Achilli c’è andato addirittura a stappare una bottiglia di spuntante assieme a un suo amico. Tuttavia, in questi giorni, la chiusura di entrambi i sensi di marcia di via del Pilastro, ha causato ulteriori disagi.

Al traffico. Poveraccio chi è arrivato verso l’incrocio con viale Bruno Buozzi accorgendosi che doveva di fatto ritornare indietro rifacendo un po’ tutto il giro di Viterbo.


Viterbo - Via Pilastro asfaltata

Viterbo – Via Pilastro asfaltata


Ai commercianti che, già nelle scorse settimane, avevano lamentato perdite economiche dovute proprio alla chiusura della via a ridosso della torre del Signorino. Una via che dopo l’ultima nevicata è riemersa alla luce come se fosse stata da poco bombardata. Le buche erano letteralmente dappertutto. Prima di metterci mano però, il comune, ha aspettato venti settimane. Nel frattempo i negozi, che campano del via vai di gente lungo viale Buozzi, hanno vissuto una contrazione reale della clientela. “Con il pane e la pizza – come raccontava un commerciante all’inizio del mese scorso – che li diamo alle galline. Perché avanza”.


Viterbo - Viale Bruno Buozzi

Viterbo – Viale Bruno Buozzi


Col fatto che da via del Pilastro si potesse soltanto uscire dal quartiere e non più entrare, la zona di viale uno Buozzi ha visto diminuire clienti e persone.


Multimedia – Fotogallery: Il quartiere Pilastro – La chiusura di una corsia in via del Pilastro – Video: Le testimonianze dei commercianti


Il Pilastro è un quartiere cresciuto attorno all’edilizia popolare degli anni 30-60 del novecento, con la formazione delle relative solidarietà che un tempo venivano tenute e cucite insieme da partiti come quelli socialista e comunista. Con relative strutture associative a supporto. Al Pilastro c’è un circolo Arci che ha gli stessi anni della Costituzione. Settantuno. E non ha mai chiuso. Ed è completamente diverso rispetto a qualsiasi altro circolo Arci uno abbia mai visto in vita sua.


Viterbo - L'incrocio tra via Pilastro e viale Buozzi

Viterbo – L’incrocio tra via Pilastro e viale Buozzi


Un quartiere che fino a venti, trent’anni fa si affacciava sulla campagna. Ed era di diretta derivazione del vicino centro storico. Accanto al Pilastro, il quartiere San Faustino, un’altra zona popolare che a sua volta guarda su via Marconi, dove un tempo passava il fiume Urcionio. Tra Pilastro e San Faustino le abitazioni dei militari che arrivano fino a piazza della rocca. Un tempo c’erano appunto i militari. Adesso le abitazioni sono quasi tutte vuote. Come se un quartiere nel quartiere fosse scomparso nel nulla.


Viterbo - La chiesa del Sacro Cuore

Viterbo – La chiesa del Sacro Cuore


Oggi il Pilastro fa invece da raccordo con mezza periferia viterbese che, sempre più, mostra comportamenti e contraddizioni tali, simili a quelle di una periferia metropolitana. E il quartiere Pilastro le rispecchia tutte. Una città che ha cambiato profondamente i connotati.


Viterbo - Il parco tra il Pilastro e il Riello

Viterbo – Il parco tra il Pilastro e il Riello


Da una parte il mondo delle solidarietà proprie di un quartiere popolare storico e inquadrato all’interno delle organizzazioni politiche cattoliche e di sinistra per tutto il novecento e che oggi vedono ancora la parrocchia di Don Flavio al centro di una rete di solidarietà cittadina silenziosa ma presente. Tante volte anche decisiva per garantire i bisogni di prima necessità e anche un po’ di speranza.

Dall’altra le occupazioni delle case popolari e le tensioni con le istituzioni che queste di volta in volta generano. Il comune di Viterbo ha in mano la sorte di una famiglia di origine dominicana con nazionalità italiana e quattro figli che occupa un appartamento da nove anni. E a luglio dovrà prendere una decisione.


Viterbo - Il circolo Arci del Pilastro

Viterbo – Il circolo Arci del Pilastro


Da una parte la zona dei lotti che si sviluppa dal viale principale dove, tra verde e giardini splendidi, sembra quasi di stare alla Garbatella. A Roma. Qui c’è una varietà di fiori e piante che sembra di stare nel bel mezzo di un orto botanico. Le persone che abitano questa parte del quartiere lamentano giustamente l’erba alta lungo i dialetti che portano da un lotto all’altro. Dall’altra la zona che dà verso il Riello e gli snodi che portano a Santa Barbara. Una zona del Pilastro molto simile a una periferia romana, con annesse contraddizioni. E un piccolo parco pubblico a far da confine con i quartieri metropolitani viterbesi che si sviluppano lungo la Teverina. Il piccolo parco si trova subito dopo il parco dedicato a Peppino Impastato. Doveva essere un parco pubblico. Secondo più di una voce sarebbe invece un luogo di spaccio. Attualmente ingoiato da vegetazione ed erbacce.

Su questo versante una volta c’era pure uno dei primi supermercati viterbesi. L’Okay center, appartenuto alla famiglia Sensi che da anni gestisce le terme dei Papi, simbolo di una grande distribuzione tutta viterbese capace anche di reggere la concorrenza degli altri marchi nazionali. Adesso il palazzo vede un’attività di ristorazione tra le più affermate in città e provincia. E diversi bar stanno man mano venendo su, sempre più attratti dalla zona amministrativa e universitaria del Riello, dove si trovano l’università e il palazzo di giustizia.


Viterbo - Le case popolari del Pilastro

Viterbo – Le case popolari del Pilastro


Il Pilastro organizza, ogni anno, tra agosto e settembre, il trasporto di una delle tre mini macchine di Santa Rosa, così come al Pilastro, alla fine di settembre, ormai da diversi anni, passa la processione dei Sikh. Nella maggior parte braccianti che lavorano nelle campagne viterbesi di Castel d’Asso. C’è poi un mondo cattolico, che ruota attorno alla chiesa del Sacro Cuore, entrato per la prima volta a contatto con ritualità cattoliche arrivate nel quartiere a seguito dell’immigrazione proveniente dal centro e sud America.


Viterbo - Studenti degli istituti superiori del Pilastro

Viterbo – Studenti degli istituti superiori del Pilastro


La disoccupazione non è ancora un dramma, ma sono molti quelli che hanno iniziato seriamente a stringere la cinghia. E la chiusura di via del Pilastro non ha di certo aiutato. Colpendo inoltre attività commerciali che rappresentano anch’esse un po’ il nerbo del quartiere. Così come la parrocchia, il centro anziani, le strutture sportive, con lo stadio della Viterbese lì vicino e le tensioni tra tifoserie che ogni tanto vengono a galla. E i tre istituti tecnici. Due storici, l’Orioli e il Da Vinci. Un terzo recente, l’istituto alberghiero. Scuole che, con impegno e tanta passione, stanno cercando di formare tecnici tra le nuove generazioni. Quelli che un tempo erano segretari d’azienda e periti tecnici. E che oggi devono essere formati per gestire relazioni complesse, macchinari e programmi avanzati.


Viterbo - Le case popolari del Pilastro

Viterbo – Le case popolari del Pilastro


Il 20% degli alunni sono studenti stranieri. E sono anche tra i più bravi. Le loro famiglie scelgono per loro una formazione tecnica piuttosto che umanistica. Volutamente. E la prospettiva universitaria è tutt’altro che esclusa. Seconde generazioni. Che il più delle volte vivono nel quartiere e lo fanno vivere. Figli di chi è scappato dalle guerre a cavallo tra i novanta e i primi del nuovo secolo che parlano benissimo almeno tre lingue e conoscono pure il dialetto della terra d’origine. Anche se non ci sono mai stati. E sulla loro educazione veglia sia la famiglia che la comunità di cui fanno parte organizzata a sua volta in strutture associative ben definite. Come, ad esempio, quelle islamica, ortodossa e sikh. Si informano e i legami con le rispettive culture di appartenenza sono fortissimi. Conoscono le regole e le rispettano. Se ne discute, ma non si trasgredisce.

Un tempo a far da nerbo c’erano anche le strutture partitiche. Letteralmente scomparse. A ricordare quella stagione solo i nomi delle vie, via della Liberazione, via Minzoni, via Emilia, la stessa via Galilei, e qualche scritta murale che inneggia alla Resistenza o se la prende con il governo Fanfani, leader democristiano di qualche decennio fa.


Viterbo - Il palazzo della grande distribuzione al Pilastro

Viterbo – Il palazzo della grande distribuzione al Pilastro


Via del Pilastro rimessa a nuovo permetterà finalmente alla città di riappropriarsi di questo importante spaccato di realtà viterbese. In continua trasformazione, come i fatti di cronaca di questi ultimi mesi evidenziano. Riaprirà, ‘sta volta pure asfaltata. Il tempo che s’asciuga.

Daniele Camilli


“Sono quattro mesi che siamo “carcerati”…”


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12 giugno, 2019

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