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Tribunale - Per un ordigno esplosivo trovatogli a casa è già stato condannato a 9 mesi

Ammette la guida sotto metadone ma non fa analisi, 34enne a processo

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Ammette la guida sotto metadone ma non fa le analisi, 34enne a processo.

Una giornata no il 31 luglio 2014 per un 34enne di Capranica con importanti precedenti per spaccio fermato verso mezzogiorno dai carabinieri mentre viaggiava a bordo della sua moto Ducati.  

I militari, che lo hanno fermato a Capranica, gli hanno sospeso la patente dopo che lui stesso ha ammesso di essere un terapia con il metadone. Poi gli hanno trovato a casa, a Monterosi, un pericoloso ordigno esplosivo modificato e riempito di viti e bulloni per farlo diventare più micidiale. La sera, infine, hanno messo a verbale che si era rifiutato di sottoporsi agli esami in ospedale per chiarire se fosse alla guida sotto l’effetto di stupefacenti. 

Per l’ordigno esplosivo è stato condannato a 9 mesi di reclusione e 200 euro di multa, il 9 aprile 2018, dal giudice Elisabetta Massini. Ieri era di nuovo davanti allo stesso magistrato per il rifiuto di sottoporsi alle analisi per i narcotici dopo il fermo di cinque anni fa. 

“Non è vero che mi sono rifiutato, è che dopo che hanno trovato a casa il candelotto, che era fatto di due vecchi fuochi d’artificio uniti insieme, i carabinieri si sono concentrati su quello, sono anche venuti gli artificieri, e sono passate delle ore. La sera, nel verbale hanno scritto che io mi sono rifiutato, ma non era vero, quindi ci ho scritto sotto che io avevo detto che tanto sarei stato positivo, per via del metadone. Pure i carabinieri avevano convenuto, Glielo avevo detto io del metadone”, ha spiegato il 34enne al giudice.

Una versione confermata in aula dalla madre dell’imputato, sentita come testimone. La donna il 31 luglio 2014 è andata a recuperare il figlio, rimasto a piedi. 

L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Russo, nel frattempo, dopo una vita funestata dalla droga, starebbe cercando di ricominciare. Il 2 novembre 2015 è stato uno dei ventuno arrestati per droga dell’operazione Tsunami. 

“Sono tuttora in terapia metadonica al Sert di Viterbo. Anche lo scorso 21 settembre mi hanno fermato mentre ero alla guida, ma il pm ha chiesto l’archiviazione, perché con il metadone si può guidare. Mi hanno nuovamente rinnovato la patente tre mesi fa, dopo tutti i controlli”, ha spiegato lo stesso 34enne, finito ai domiciliari per una condanna per lesioni, risalenti a una decina di anni fa.

“Oltre a proseguire il percorso al Sert, sto facendo i lavori di pubblica utilità una volta alla settimana per il comune di Ronciglione per saldare i debiti con la giustizia e intanto lavoro come pizzaiolo a Roma con un regolare contratto”, ha sottolineato.

L’avvocato Russo ha depositato una memoria. “Sono tutti fatti di lieve entità, per i quali il mio assistito ha accumulato diverse centinaia di ore da scontare tramite i lavori di pubblica utilità. Dopo una vita veramente difficile e complicata, speriamo sia rientrato nei ranghi”, ha detto. 

Il processo riprenderà il 27 gennaio. 


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11 giugno, 2019

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