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Viterbo - Lunga chiacchierata di Corrado Formigli, conduttore di Piazza pulita, ospite a Caffeina, sui temi caldi del paese - In molti a seguire l'incontro moderato da Filippo Rossi

“C’è un ministro multifelpa che decide per tutti…”

di Paola Pierdomenico
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Corrado Formigli a Caffeina

Corrado Formigli a Caffeina

Corrado Formigli a Caffeina

Corrado Formigli a Caffeina

Corrado Formigli a Caffeina

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Corrado Formigli a Caffeina

Corrado Formigli a Caffeina

    Corrado Formigli a Caffeina

Corrado Formigli a Caffeina

Corrado Formigli a Caffeina

Corrado Formigli a Caffeina

Viterbo – “La questione delle competenze è saltata perché abbiamo il ministro multifelpa che decide per tutti”. “Sto con la comandante della Sea watch. Con lei tutta la vita”. “Taranto senza l’Ilva è una città perduta”. “Zingaretti è troppo prudente, mi sembra un re Travicello”. “Le radici di Salvini arrivano fino a Casapound e Forza nuova. C’è una saldatura tra governo ed estrema destra”. “Sono contrario all’idea che Casapound debba mettersi fuori legge, perché questa aurea di censura non fa che martirizzarli e renderli più interessanti “.

Corrado Formigli a 360 gradi sui temi del paese. Il giornalista e conduttore di Piazza pulita su La 7 ha parlato a Caffeina di cosa sta accadendo oggi in Italia. Da Salvini, all’immigrazione, fino ai 5 stelle e l’Ilva. Una lunga chiacchierata con Filippo Rossi per commentare il mondo.

Lo spunto per partire lo hanno preso aprendo il cellulare. Ilva e Sea watch gli argomenti che scaldano il dibattito politico di queste ore.
Formigli ha iniziato dalla nave ferma davanti al porto di Lampedusa. Ha detto di appoggiare la “mitica comandante 31enne tedesca Carola Racket che vuole entrare in porto, ma che è ferma perché la guardia costiera l’ha bloccata prima. La situazione è questa con la Meloni che vuole affondare la nave, Zingaretti che chiede un incontro urgente a Conte e il Pd che litiga sulla Libia.

Noi ci ridiamo, ma è una situazione spaventosa. Il sindaco di Lampedusa ci ha raccontato che ogni giorno sbarcano persone dai barchini, ma questi 42 devono rimanere lì, per sempre. Nessuno se li prende e devono rimanere al largo”.

Sul consenso di Matteo Salvini: “Quello dell’immigrazione continua a essere il grande jackpot elettorale della politica per cui metti un soldo e ti arrivano più voti ed è anche la via più facile. Sui migranti, però, Salvini può permettersi di mostrare agli italiani che ha le idee chiare. Ha una direzione precisa, magari anche non condivisa, ma gli altri non ce l’hanno. Questo decisionismo è un balsamo elettorale.

Poi c’è un vuoto, quello dell’Europa, per cui questi 42 migranti stanno lì anche perché la corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha detto che non devono scendere.

Come è possibile che una Corte possa mettere nero su bianco che il diritto di un uomo è realizzarsi sul ponte di 30 metri di una barca in cui sono in 42.

Non è detto che, una volta sceso, un migrante debba rimanere in suolo italiano o avere tutto quello che chiede. Ma perché deve rimanere in mezzo al mare come uno sfregio. Ecco, sono schifato da quei giudici della corte europea che se ne lavano le mani perché sentono il clima che c’è. E la loro è una scelta pilatesca.

Sono con questa giovane comandante donna che a 23 anni era ufficiale dei rompighiaccio nel Polo nord e che di fronte al rischio che questi dessero di matto sul ponte al caldo lei ha detto che li avrebbe fatti scendere, senza insultare nessuno. Sto con lei tutta la vita. In questo paese in cui nessuno si prende la responsabilità, lei lo ha fatto.

Salvini quando ha fatto il sequestro della Diciotti si è trincerato dietro l’immunità”.

C’è poi un altro aspetto: “Un ministro non può chiedere l’arresto di qualcuno. È un magistrato che lo deve fare. La questione delle competenze però è saltata da un pezzo. Ne è un esempio il presidente del consiglio che dovrebbe coordinare l’attività del governo. Su questi 42, invece, non abbiamo sentito la sua voce. Tutto è saltato perché abbiamo il ministro multifelpa che decide per tutti e i 5 stelle hanno deciso di suicidarsi così”.

Sul fatto che possano essere o meno rifugiati: “lo status – ha detto Formigli – non lo può sapere il comandante della nave, Salvini o la guardia costiera. Se accetti le regole internazionali, e noi le accettiamo, devi chiedere lo status di rifugiato e poi eventualmente rifiutarlo.

Ricordo, a questo proposito, la storia di Alima che ha padre del Darfour e madre del Chad. Tutti e tre erano fuggiti dalla guerra e sono stati salvati da una ong. Loro hanno tutti i requisiti per essere accolti, ma per saperlo devi chiederglielo. Oggi invece facciamo il processo prima, mentre sono in mare. Senza accertarci del diritto. Loro hanno diritto di essere esaminati nella loro richiesta, altrimenti usciamo dalle leggi internazionali”.

Salvini ha detto di voler costruire un muro sul confine nord-est. “Siamo una nazione di mare. E’ ridicolo, cioè se sei alto 1,10 metri, non fai il pivot e se hai 8mila km di coste non fai il muro. Lo stesso per il blocco navale. Dobbiamo trattare con l’Europa e non fare muri. Salvini è il governo non vogliono rivedere il trattato di Dublino, ma bloccare semplicemente tutti. Una cosa che è impossibile per la nostra conformazione. Non puoi fare i muri, i blocchi navali o queste spacconate”.

La Lega intanto va oltre il 35 per cento. Formigli però non crede che dipenda da un atteggiamento sbagliato dell’Europa. “Salvini ha preso questa percentuale perché, nel nostro paese, c’è la tragedia della sinistra. Non credo che gli italiani siano anti Europa, ma piuttosto che si sentano abbandonati dai governi precedenti che si sono occupati della loro base elettorale, tralasciando intere fasce sociali e pezzi del paese.

C’è chi di sinistra dice che, pur non avendo votato Salvini, lo capisce quando parla e capisce gli interessi vuole tutelare. Non dice lo stesso del Pd che ha un dibattito interno, autoriferito e tutto in politichese. Secondo me Salvini ha vinto sugli errori della sinistra”.
Il giornalista fa un esempio: “Perché uno dovrebbe volare con Ryanair? Abbiamo fatto un’inchiesta per cui una hostess e il pilota non hanno contratto se non quando salgono sull’aereo e se succede qualcosa nel tragitto dal terminal non hanno tutele. I piloti vengono presi a chiamata e quelli chiamati più spesso sono più quelli che consumano meno carburante.

Lo so che viaggiare costa poco, ma i diritti vengono calpestati sistematicamente. Dalla sinistra invece c’è stata una corsa per dare i soldi a Ryanair perché arrivasse nei piccoli aeroporti di provincia. Per me questa è stata una svendita dei diritti fatta dalla sinistra per compiacere grandi gruppi che portavano soldi. Perché dunque fidarsi di un partito che si lega mani e piedi a questo schema. Salvini ha vinto perché ha capito prima degli altri che sul tema della globalizzazione bisognava mettere un freno”.

Quindi si è passati all’Ilva di Taranto: “Dicono che non sia possibile conciliare salute e lavoro. Sono però sempre per cercare una soluzione di compromesso. Sono un moderato in questo. Taranto senza l’Ilva è una città perduta e dove non c’è possibilità di riconversione a breve termine.
La cosa pazzesca è che l’alternativa che hanno pensato è una gigantesca call-city a due euro l’ora. Chiuderla è impensabile perché ne rimarrebbero comunque le tracce. Come per Termini Imerese. Bisogna fare una politica del pezzo per pezzo uscendo dal tono di sfida continua. Ci vorrebbe il buon senso, ma non è questo il periodo”.

Poi su Nicola Zingaretti: “credo sia in grande difficoltà perché non sa che cosa dire e non si sa più cosa sia questo Pd. Oggi che si dovrebbe esprimere sulla vicenda della Sea Watch, il Pd è riuscito al litigare sulla Libia. Zingaretti non ha chiarito la sua posizione. E questa è la fortuna di Salvini. Poi è un uomo troppo prudente, che non è riuscito a mettere mano all’identità del partito e che è tentato dal voto perché ha bisogno di mettere insieme i gruppi parlamentari. Mi sembra un re Travicello”.

Sempre sul vice premier e la scelta di allearsi in Europa con le estreme destre: “È nella sua natura. Salvini oggi incarna una destra moderna, estrema e radicale che vaneggia un’idea di società bianca, a immigrazione zero, che rifiuta l’incontro e la contaminazione. Una società che mi spaventa. Le radici di Salvini arrivano fino a CasaPound e Forza nuova. Non dico però che tutta la Lega sia così per esempio quella di Zaia o quella veneta non sono così. C’è comunque una saldatura tra governo ed estrema destra. La Lega di Salvini è impregnata da queste suggestioni radicali di estrema destra e infatti c’è consonanza con la Le Pen”.

Aver delegato la gestione dell’immigrazione ai privati è sicuramente stato un errore ma per Formigli “quello che sta accadendo agli italiani è in parte colpa dello stato, perché non abbiamo un problema di invasione, ma di gestione dei tempi di identificazione e di richiesta di asilo. Per cui il fenomeno è apparso dilagante. È un paese che non riesce a produrre strutture pubbliche all’altezza di certe situazioni”.

In tanti erano a seguire in piazza. Dal piccolo è arrivata una domanda sull’aggressione fascista ai ragazzi del Piccolo cinema America. Gli è stato chiesto il perché di tutto questo odio: “È un fatto grave, penso si dovrebbe tenere alta la vigilanza e dovrebbe occuparsene il ministro dell’Interno che dovrebbe tenere lo stesso metro di paragone quando i reati vengono commessi da un immigrato o da un fascista. Ci sono, invece, due pesi e due misure e questo è percepibile. Se sei fascista e te la prendi con un immigrato pensi di potertela cavare facilmente. Il ministro dovrebbe dare un segnale chiaro invece di presentarsi con una maglietta con scritto ‘prima gli italiani’, ma semmai prima chi rispetta leggi o chi paga le tasse. Altrimenti l’idea che se sei italiano o amico di Salvini puoi avere vita più facile. Gli faccio un appello accorato visto che è un uomo intelligente e abile e che dispone di un potere enorme. Un appello affinché sia più attento a questi, per ora, piccoli segnali di violenza che arrivano dalla strada, perché queste persone si sentono legittimate anche da certi suoi comportamenti e affermazioni”.

Parlando poi di Casapound: “Sono andato a parlare con Di Stefano per confrontarmi, perché sono un giornalista e sono curioso come una scimmia. Ho visto e rubato con gli occhi per capire questo mondo. Ho fatto tutte le critiche e ci siamo attaccati duramente su quello che sono le loro responsabilità. Sono contrario all’idea che CasaPound debba mettersi fuori legge, perché questa aurea di censura non fa che martirizzarli e renderli più misteriosi e interessanti. Questa destra estremista, razzista e xenofoba, che mi fa schifo, si batte sul piano delle idee non con le manette o i sigilli. Guardiamo quello che sono e contrastiamoli con la forza delle parole e delle idee”.

Sulla vicenda del Salone del libro di Torino e dello stand Altaforte: “io lo avrei lasciato, ma per me è inaccettabile che un
Ministro dell’Interno pubblichi con una casa editrice così politicamente esposta e schierata. Anche perché il libro era oggettivamente brutto. Il ministro dell’interno è come un magistrato e deve tutelare allo stesso modo me, che stasera parlo male di lui, e chi lo sostiene”.

Gli è stato anche chiesto se fra uno, due o cinque anni avremmo la possibilità di fare ancora questi discorsi. Di parlare liberamente. “Si, si, si, sì e si – ha ripetuto Formigli -. Cerchiamo di mantenere uno spirito di indignazione su certi argomenti. Ci lascino fare il nostro mestiere, Salvini da due anni non viene a Piazza pulita. Lo stesso ha fatto con Fazio, attaccato più di 100 volte in questo periodo.

Questo non compete a lui che è tra gli uomini più importanti d’Italia. Cerchi di misurarsi anche con chi lo critica con maggiore spirito di tolleranza che è sano per la democrazia. Anche perché i politici vengono fuori per le loro qualità in contesti critici. Dia prova di pluralismo invece di attaccare e sia il primo a riconoscere che la distinzione tra stampa e potere è fondamento della democrazia”.

Infine sui 5 stelle e una possibile alleanza col Pd: “I 5 stelle non sono stati in grado di formare una classe dirigente capace di gestire un paese come l’Italia. Credo che Salvini governerà a lungo in questo paese e che ci sarà una lunga fase della destra. I 5 stelle poi devono ricostruirsi dalle fondamenta e l’odio col Pd supera la possibilità di una rapida conciliazione. Anche loro – ha concluso – hanno proiettato Salvini al 37 per cento”.

Paola Pierdomenico


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27 giugno, 2019

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