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Viterbo - Siglato ieri mattina il protocollo di legalità tra prefettura e Asl, sottoscritto anche Cgil, Cisl e Uil - Riguarda la realizzazione dei lavori del corpo A3 dell'ospedale cittadino - L'impresa affidataria non firma, lo farà in un secondo momento

Sotto “controllo” il cantiere di Belcolle

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il protocollo stabilisce alcune attività non previste in sede di gara”. La voce è di Andrea Accardo della società Salc spa di Milano, affidataria dei lavori. “Per essere molto pratici – ha aggiunto subito il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno -, oggi il cantiere è libero, domani non lo sarà più”. Ad esempio? “Chi guida i mezzi che entrano ed escono dal cantiere – risponde il prefetto – attualmente non è tracciato. Da oggi sì. Da oggi, chi entra ed esce dal cantiere, così come i mezzi che usa e il personale che viene utilizzato, saranno tracciati”.

Si tratta quindi di un controllo istituzionale sulle attività di cantiere? “Un controllo totale”. La risposta è sempre quella del prefetto.

Il cantiere in questione, il corpo A3 di Belcolle. L’ultimo, attesissimo, pezzo dell’ospedale cittadino vicino San Martino. Costo stimato per portarlo termine, 9 milioni e 800 mila euro.


Viterbo - La firma del protocollo di legalità

Viterbo – La firma del protocollo di legalità


Il “controllo” da parte delle istituzioni, innanzitutto prefettura e Asl, è una delle novità più rilevanti del “protocollo di legalità – così si chiama – tra la prefettura di Viterbo e l’azienda sanitaria locale per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi” firmato ieri mattina nella sala Coronas del palazzo prefettizio in piazza Plebiscito a Viterbo.

Un protocollo che rappresenta un passaggio per certi aspetti storico. Per la prima volta il controllo istituzionale di un cantiere così grande non è più soltanto di facciata ma entra nel merito e nello specifico delle attività svolte.

“Il protocollo – ha precisato il prefetto – serve da una parte a tutelare l’azienda che ha fatto un investimento così grande, dall’altra a monitorare il flusso dei mezzi, la loro provenienza e il rispetto delle regole da parte di tutti. Questo, invece, per evitare infiltrazioni mafiose. Un protocollo che garantisce tutti, garantendo innanzitutto regole e legalità”.


Viterbo - Paolo Auriemma, Giovanni Bruno e Daniela Donetti

Viterbo – Paolo Auriemma, Giovanni Bruno e Daniela Donetti


Al tavolo della prefettura, dove è stato siglato il protocollo, anche il procuratore capo Paolo Auriemma, i comandanti provinciali di carabinieri e finanza, rispettivamente Giuseppe Palma e Giosuè Colella, e il vicario del questore Carmine Ingrosso. Assieme a loro, oltre al prefetto e al rappresentante della Salc, anche la direttrice della Asl di Viterbo, Daniela Donetti, Carlo Proietti della Cgil, Fortunato Mannino della Cisl, Francesco Palese e Giancarlo Turchetti della Uil.

Prefettura, Asl, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il protocollo ieri mattina. Andrea Accardo della Salc no. Rinviando però la sigla a un secondo momento. “Perché il protocollo – ha specificato il rappresentante della Salc – varia alcune condizioni contrattuali e questo chiede una firma separata”.


Viterbo - La firma del protocollo di legalità

Viterbo – La firma del protocollo di legalità


“Il protocollo – ha detto infatti Accardo – stabilisce alcune attività non previste in sede di gara. Attività che vanno regolamentate con la Asl in modo tale che sia di reciproca tutela per noi, per l’azienda ospedaliera e per il lavoro. Inoltre, il sistema informativo di interscambio dei dati non era previsto. Quindi bisogna metter su una piattaforma che sia funzionante in entrambe i sensi. Altrimenti non riusciamo ad ottemperare efficacemente alle previsioni”. Non solo, rispetto sempre alle condizioni originarie del contratto tra la Salc e la Asl per la costruzione del corpo A3 di Belcolle, “il protocollo prevede anche un tipo di autorizzazione all’ingresso in cantiere diverso. Si sono abbassate le soglie dell’autorizzazione per andare in cantiere e sono leggermente variate le tipologie delle attività da autorizzare. Cose che sono disciplinate nel protocollo che vanno rese operative all’interno del contratto. Perché sennò rischiamo entrambi, azienda e Asl, di essere passibili di inadempienza reciproca”.

Motivi questi che hanno spinto la Salc a rimandare la firma del protocollo. E questo probabilmente avverrà quando le novità previste dal protocollo saranno state assimilate all’interno del contratto d’appalto.


Viterbo - Andrea Accardo

Viterbo – Andrea Accardo


Si tratta tuttavia di un protocollo senza via d’uscita. Perché l’accordo è essenzialmente tra prefettura e Asl. E la Asl, firmando, si è impegnata ad adottare il protocollo “in via prioritaria – come sta scritto nello stesso – nell’ambito degli affidamenti dell’appalto di cui si tratta”. Sia per i contratti. Sia per i “subcontratti”, facendosi in qualche modo garante anche di quest’ultimi.

Il secondo aspetto importante del protocollo lo spiegano direttamente i sindacati. “Nell’accordo sottoscritto – evidenziano le organizzazioni dei lavoratori – si evita il dumping contrattuale, vale a dire l’applicazione di contratti firmati con organizzazione sindacali poco rappresentative e che potrebbero applicare forme di ribasso delle tabelle contributive non proprio uguali al contratto iniziale”. “In sintesi – spiegano i sindacati – in questo modo le aziende che otterranno l’affidamento dei lavori da parte dell’azienda che ha vinto l’appalto dovranno, al momento della stipula del contratto che le riguarda, stabilire relazioni sindacali solo con le organizzazioni più rappresentative e mantenere i punti del contratto principale tra Asl e azienda vincitrice dell’appalto”.

Non solo, ma le condizioni stabilite nel protocollo siglato ieri mattina varranno anche per le aziende affidatarie.


Viterbo - Fortunato Mannino, Francesco Palese e Carlo Proietti

Viterbo – Fortunato Mannino, Francesco Palese e Carlo Proietti


“Il protocollo – ha spiegato il prefetto Giovanni Bruno – punta a garantire una rapida e corretta esecuzione e gestione nella realizzazione del corpo A3 dell’ospedale Belcolle. Prevede inoltre ulteriori misure per rendere più stringenti le verifiche antimafia e anticorruzione. In particolare, una rapida e corretta esecuzione dei lavori e il monitoraggio durante l’esecuzione stessa dei lavori”.

E monitoraggio significa innanzitutto che la Asl fornirà, come sta scritto nel protocollo, “i dati relativi agli operatori economici interessati all’esecuzione delle opere”. Quindi i dati di tutte le imprese che avranno a che fare con il cantiere al Belcolle. Informazioni che andranno a finire dentro un’apposita banca dati, chiamata “anagrafe degli esecutori”, che servirà anche “ad assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari”.

“La firma dell’accordo – ha spiegato la direttrice della Asl Daniela Donetti – è una garanzia per tutti. Dove c’è sicurezza e qualità, ci sono anche rispetto delle tempistiche dei lavori e dei diritti dei lavoratori”.


Viterbo - Le forze dell'ordine al tavolo della firma

Viterbo – Le forze dell’ordine al tavolo della firma


Il protocollo prevede inoltre una “cabina di regia” e un “tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera”. Operativi entrambi in Prefettura. 

Della prima faranno parte i delegati del gruppo interforze già istituito all’interno della Prefettura. La cabina avrà come compito quello di monitorare e valutare la situazione complessiva del cantiere e specifiche problematiche di rilievo. 

Al secondo parteciperanno anche un rappresentante della direzione territoriale del lavoro e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Il tavolo sarà coordinato dal gruppo interforze della Prefettura e avrà come obiettivo quello di “sottoporre a particolare attenzione le modalità di assunzione della manodopera, i relativi adempimenti sul lavoro e il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore merceologico preminente nel cantiere”.


Viterbo - La firma del protocollo di legalità

Viterbo – La firma del protocollo di legalità


Dulcis in fundo, altri due punti rilevanti del protocollo legalità.

Il primo. “Ai fini dell’applicazione del protocollo – riporta il documento siglato ieri mattina -, viene attuato il ‘Piano di controllo coordinato del cantiere e del sub-cantiere’ interessati dai lavori”. Alla gestione del piano possono essere delegati anche l’appaltatore o il subcontraente. Il tutto sotto il controllo delle forze dell’ordine e del gruppo interforze.

Il secondo. La piena tracciabilità delle transazioni finanziarie di tutte le imprese coinvolte nei lavori del cantiere per la realizzazione del corpo A3 dell’ospedale Belcolle.

Daniele Camilli


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14 giugno, 2019

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