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Viterbo - Il musical è stato portato in scena dai giovani del gruppo teatrale giovanile dell’incontro di Capranica

“Il sogno di Giuseppe” al teatro della casa circondariale di Mammagialla

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nel pomeriggio del 31 maggio nel teatro della casa circondariale di Mammagialla, debitamente addobbato e attrezzato per l’occasione, con una scenografia essenziale ma efficace, ambientata nell’antico Egitto, una bella rappresentanza degli ospiti dell’istituto, ha potuto assistere ad un musical molto vivo e interessante, che descrive la vicenda travagliata del figlio prediletto del patriarca biblico Giacobbe, intitolato: “Il sogno di Giuseppe”.

Il musical, eseguito con toccante impegno ed entusiasmo dai giovani del gruppo teatrale giovanile dell’incontro di Capranica (21 attori, tutti studenti, anche minori, e 19 tra responsabili e tecnici e operatori, seguiti da un folto gruppo di genitori) ha voluto essere un segno ed un messaggio di gioia e di speranza, offerto ai ristretti di Mammagialla da questi giovani con una convinzione e gioia, che hanno poi in realtà comunicato ai presenti.

La vicenda, artisticamente narrata tra canti e musiche, e vivacizzata con danze eseguite da ragazze alunne di scuola di ballo classico, ha impressionato profondamente l’uditorio e in più di qualche momento dello svolgimento dello spettacolo in modo veramente toccante, vicenda che è stata seguita sempre con attenzione e ed entusiasmo a giudicare dai frequenti applausi.

La storia di Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, ricca di situazioni familiari tristi e tragiche, tra invidie e tradimenti, falsità e violenze, esalta per contrasto la forza d’animo di un uomo, che, fedele al proprio credo, pur tra sacrifici e sofferenze, riscuote riconoscimenti e giustizia, mostrando infine la ricchezza dei sentimenti più profondi di fraternità con la magnanimità del perdono

Ascoltando alcuni commenti spontanei dei partecipanti, nella bellezza della rappresentazione di vero livello artistico, è venuto in evidenza che si è colto dall’uditorio, l’intensità del messaggio profondamente umano da una parte e insieme alto per il richiamo nella fiducia in Dio anche nei momenti veramente difficili della vita.

E’ stato uno spettacolo che, per più di un’ora, ha creato negli animi di tutti i presenti un’atmosfera di vera serenità e gioiosa fiducia, che è quello di cui gli ospiti di un carcere non solo hanno più bisogno, ma che può collaborare profondamente all’opera di rieducazione e recupero della propria dignità in persone che sono in sofferenza umana e civile.

Ancora un grazie a questi giovani del gruppo teatrale giovanile dell’incontro di Capranica che sotto la ottima direzione di Antonio Sarnacchioli e la regia appassionata della – per tutti – “Sabrina”, si sono fatti carico della testimonianza, della fiducia nella vita, alla luce della parola di Dio.

Padre Antonio Bagnulo Ofmcap
Cappellano di Mammagialla

 


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4 giugno, 2019

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