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Viterbo - Sold out per l'esilarante intervista a Diego Bianchi, Zoro, che lunedì si è raccontato a Caffeina parlando della sua vita e del suo lavoro col recente successo di Propaganda live

La militanza politica, il compagno Sallusti e Pelo superfluo…

di Paola Pierdomenico
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Viterbo - Diego Bianchi "Zoro" a Caffeina

Viterbo – Diego Bianchi “Zoro” a Caffeina

Viterbo - Diego Bianchi "Zoro" a Caffeina

Viterbo – Diego Bianchi “Zoro” a Caffeina

Viterbo - Diego Bianchi "Zoro" a Caffeina

Viterbo – Diego Bianchi “Zoro” a Caffeina

Viterbo - Diego Bianchi "Zoro" a Caffeina

Viterbo – Diego Bianchi “Zoro” a Caffeina

Viterbo - Diego Bianchi "Zoro" a Caffeina

Viterbo – Diego Bianchi “Zoro” a Caffeina

Viterbo - Diego Bianchi "Zoro" a Caffeina

Viterbo – Diego Bianchi “Zoro” a Caffeina

Viterbo - Diego Bianchi "Zoro" a Caffeina

Viterbo – Diego Bianchi “Zoro” a Caffeina

Viterbo – E’ arrivato col con un cappello beige, jeans e T-shirt nera con l’immagine di Aretha Franklin. Pure Roberto Maroni che ha incontrato al teatro Caffeina prima che entrambi fossero ospiti al festival gliel’ha notata. “M’ha guardato e m’ha detto Aretha Franklin… e io gli ho risposto ‘grande ‘na cosa positiva ce l’hai allora”. Una serata tra battute, risate e momenti più profondi quella con Diego Bianchi, in arte Zoro. Intervistato da Angelo Deiana si è raccontato al numerosissimo pubblico del cortile di Palazzo dei Priori. Militanza politica, università, passioni e poi il lavoro, dalle origini fino a Propaganda live, passando per Gazebo. Zoro ha lasciato il segno. Il cortile era pieno, l’evento è stato un vero e proprio sold out.

Subito il riferimento è a “Propaganda Live” che è stato definito il programma cult della stagione tv”. Si legge sulla stampa che “nessun altro programma in nessun’altra rete registra una crescita altrettanto consistente. L’ascolto medio delle trentasei puntate è di 996 mila spettatori. “Sti 4mila stronzi… me mancano pe’ fa cifra tonda”, commenta scherzando.

La lista dei traguardi positivi della trasmissione è lunga tanto che Bianchi ha chiesto al moderatore: “Te prego va avanti ‘n’artri venti minuti così”. 

Poi una precisazione: ” “Porta a Porta” viene guardato da meno della metà di chi segue “Propaganda Live” – ha detto Deiana e Zoro ha subito replicato: “me sembra ‘na cattiveria ‘sta cosa. Tra l’altro ho fatto uno dei più bei furti della storia della televisione. Nel senso che quando eravamo negli studi a Teulada eravamo limitrofi, quindi sono andato a vederlo e ho visto la bacchetta che usa Vespa, l’ho presa e l’ho usata ma poi penso che Bruno se ne sia accorto…”. Riprendendo il tema degli ascolti: “E’ tutto culo – ha continuato – Però è bello, molto bello, l’importante è avere dei margini di miglioramento”.

Quindi un tuffo nel suo passato quando gli è stato chiesto: “E’ vero che da piccolo andavi a porta a porta a diffondere l’Unità…” lo blocca subito Zoro: “Aho sei fissato co’ porta a porta… Solo Vespa non è stato invitato a ‘sta festa… Io calcola che ho appena preso ‘no Spritz insieme a Sallusti e Maroni. Ormai Sallusti è ‘n’ compagno. Ci siamo salutati “Hasta la vittoria. E’ uno di noi”.

Tornando a lui: “Sono del ’69, quindi ho fatto in tempo a votare Pc e apro ‘na parentesi l’altro giorno ho conosciuto Luciana Castellina eurodeputata che è stata nel Pc e Pdup. Questo per dire che da giovane ho avuto un trascorso di militanza in Fgci che non è la federazione gioco calcio, ma la Federazione Giovanile Comunista Italiana e, prima di questo, da fijo di padre e madre comunisti in sezione.

Si andava dai potenziali elettori la mattina presto, prima che si comprasse il giornale. Molto bello, ma ‘na cosa che non se fa più. La militanza politica quando ero convinto al punto di farla era una cosa seria”.

Ha poi parlato di come è nato “Tolleranza Zoro” e del video virale sulla sconfitta del Pd del 2008 per cui gli dissero di aver “fatto li sordi sulle macerie della sinistra”. “Parlavo da solo davanti a una telecamera e iniziai col Grande fratello, poi passa’ al Pd è stato un attimo e non scherzo, se pensate poi che una delle persone più potenti in questo momento è Rocco Casalino che viene proprio da lì…

Uno dei video più condivisi fu la mia analisi del comizio di chiusura della campagna elettorale di Veltroni in piazza del Popolo in cui capì che qualcosa stava cambiando. E infatti se perse”. 

Sul rapporto con l’universo di Internet: “In realtà non avevo subito capito le potenzialità, appena vidi Facebook infatti dissi ‘non funzionerà mai’. Dal 200o, poi, venni assunto sul portale Excite a tempo indeterminato. Dovevamo scrivere contenuti editoriali che fu un po’ la rivalsa di chi come me aveva fatto il classico in un mondo in cui si cercavano solo ingegneri. Sapevo mette un congiuntivo che però nun serve a un cazzo. Varammo la piattaforma dei blog.

Nel 2003 ho aperto, la Zeta di Zoro, ma prima avevo altri nickname tra cui “Pelo Superfluo” perché avevamo un canale donna, rivolto all’utenza femminile, e c’eravamo inventati questa finta corrispondenza di lettrici che scrivevano a un esperto di estetica e di relazioni sentimentali. All’inizio me scrivevo le lettere da solo, poi so’ iniziate ad arriva’ quelle vere con gente che me diceva: ‘Sai, mi so’ lasciata col fidanzato ‘sto stronzo…’. E io non sapevo che dije”.

Parlando degli anni dell’università: “Grande stordimento e ormoni a palla. Sei nella fase in cui sei disoccupato, ma appena laureato e te senti figo a palla e non abbastanza sfigato. I miei riferimenti erano Pasolini e Bukowski. Musica, ascoltando più o meno tutto, non riesco a dire un autore piuttosto che un altro, ma ci sono sicuramente Miles Davis, Aretha Franklin e poi la grande scoperta negli anni della ‘Pantera’ dei percussionisti senegalesi Takoma. Ci andai in fissa e iniziai a studiare per cui un giorno me ritrovai vestito da senegalese a fa’ i concerti con loro. ‘Na figata”.

C’è poi Propaganda. “Ogni puntata, adesso come adesso, dura un botto e sono a tutti gli effetti tre programmi insieme: c’è una parte iniziale con lo spiegone di Marco Damilano, Makkox e due o tre ospiti, poi c’è la parte centrale con il mio reportage e poi quella finale, più leggera, con la classifica. Non è semplice farlo, ognuno si focalizza sul suo pezzo. Abbiamo disordinatissime chat su Twitter e WhatsApp in cui si fa a gara per le notizie. E’ una segnalazione continua su argomenti che possono essere gravi o che fanno ridere”.

Sollecitato sul fatto che sui social prenda più like la foto di un politico al mare piuttosto che un post relativo a un provvedimento fatto dice: “Perché la gente si affeziona di più alla panza di Salvini che non al pensiero? Beh, a parte che spesso coincidono – ironizza poi spiega – è una cosa trasversale da destra a sinistra. E’ un’estrema semplificazione del pensiero che fa sì che uno metta il like alla panza piuttosto che a un contenuto visto che non si ha voglia di leggere quello che c’è scritto sotto, tanto bene o male ciò il pensiero di Salvini o di qualche altro politico si conosce, quindi non è che possa stupire all’improvviso. Un culto dell’immagine che è molto potente”.

La politica è cambiata e anche i politici sembrano volersi sentire più come la gente normale. “Forse – dice Zoro – è perché la classe dirigente si è impoverita di anno in anno e poi c’è sempre meno formazione politica”. Un argomento che lo tocca e che avverte anche nel suo lavoro. Racconta infatti un episodio: “Il rispetto per la ‘figura’ mi è andato via quasi totalmente. E questo non è bello”. Poi spiega meglio: “L’altro giorno, dopo l’assemblea dei 5 stelle, c’era Giarrusso che sistematicamente insulta tutti i giornalisti. Lo ha fatto anche in questa occasione quando uscendo dalla riunione ha iniziato a dire a raffica “minchiate…minchiate”. Vicino a lui una donna ripeteva “cazzate”, all’inizio me pareva tipo  ‘na mediatrice culturale invece poi ho scoperto che era la sua assistente. Insomma, si è infilato nella macchina, che a momenti trancia il braccio a ‘na giornalista, e se ne è andato. A me m’è proprio venuto da di’ “ma chi cazzo te credi de esse’, cosa che prima non avrei fatto mai. Non me sarei mai azzardato”.

Il fatto è che, per Zoro,  “Adesso chiunque può fare il politico. Anni fa, me chiesero di candidarmi nella circoscrizione a Roma e io non c’ho dormito due notti. Adesso fanno il sindaco di Roma o il ministro del Lavoro con leggerezza che io li invidio pure. Prima però avevi pure avversari politici tipo Spadolini, che era un intellettuale con una cultura infinita, e sapevi che come lui non ci saresti diventato mai… che poi non so manco perché m’è venuto lui, ma potevo dirne altri… ecco come Almirante no, visto che ultimamente è tornata ‘na sua riabilitazione che me disturba alquanto. Comunque, tutto questo per dire che sono stato sempre un fan del professionismo”.

Ma la cosa che ammette di “mandarlo in bestia” è che “Conte, che fino a prova contraria è il presidente del consiglio, esulta come un pazzo per le Olimpiadi quando prima non se potevano fa perché sennò se magnavano tutto. Mo’ che è cambiato? Ci so’ quelli poi che prima se pulivano il culo con la bandiera dell’Italia, mo’ dicono prima gli italiani. Quest’altri gridano onestà e finiscono arrestati e stanno con un partito accusato di essersi fregato 49 milioni, dicono dello streaming e poi lo streaming non ce sta. Due mandati ma no famoli tre, tre, ma famoli quattro. Me sento in imbarazzo rispetto a loro. Ed ecco perché il politico non lo faccio”.

Nel corso di questi anni l’intervista che lo ha emozionato di più è quella con “il più grande bassista del mondo Marcus Miller e il batterista Billy Cobham. Persone normalissime, più so fighi e meno se la tirano. Mi sono commosso con Paolo Pietrangeli, un eroe della mia gioventù e della mia formazione“.

Ricordando le interviste in casa di Di Battista e quella di Guccini rivela di essersi trovato meglio in casa di Di Battista perché “c’era tanto vino, lui s’è mbriacato ed è stato un corpo a corpo sul divano interessante. Ne è uscito provato. Con Guccini il corpo a corpo invece è stato faticossimo”. 

Un cenno a Totti: “Ogni romanista c’ha il cuore suo. Totti per me rimarrà sempre Totti, la mia immagine di ui resta quella del calciatore”. Invece su Roma, la città: “Abito a San Giovanni, col caldo c’è na puzza de’ monnezza e de’ merda de cane a cui però me so abituato. Se poi penso a dove so’ la cosa diventa imbarazzante. Che le cose, dal punto di vista amministrativo so andate maluccio me pare evidente. La metro è chiusa, Barberini, Repubblica e hanno festeggiato quando hanno riaperto Spagna. Al di là delle battute, sono avvelenato, specie se penso agli altri e cioè che il sindaco l’opposizione ce l’aveva e l’ha mandato via, attaccandosi agli scontrini”.

Paola Pierdomenico


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25 giugno, 2019

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