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Viterbo - Consiglio comunale straordinario - Vittorio Ferraresi, sottosegretario al ministero di Giustizia prova a dare risposte alle emergenze del carcere - Duro intervento dei sindacati

“Mammagialla, una task force per il problema sicurezza”

di Giuseppe Ferlicca

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Vittorio Ferraresi

Vittorio Ferraresi

Luca Floris

Luca Floris

Viterbo - Consiglio comunale straordinario su Mammagialla

Viterbo – Consiglio comunale straordinario su Mammagialla

Umberto Fusco e Alessandra Maiorino

Umberto Fusco e Alessandra Maiorino

Viterbo - Consiglio comunale straordinario su Mammagialla

Viterbo – Consiglio comunale straordinario su Mammagialla

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Viterbo – “Mammagialla, una task force per il problema sicurezza”. Vittorio Ferraresi, sottosegretario al ministero di Giustizia prova a dare qualche risposta al termine del consiglio comunale straordinario sulla difficile situazione al carcere di Viterbo.

Risposte a volte generali, altre particolari. Problema serio, servono risposte dello stesso tenore. Agenti sotto organico e sicurezza, appunto, anche per la presenza del reparto 41 bis.

“La sicurezza è un tasto dolente – osserva Ferraresi – anche a Viterbo, pure per la presenza di detenuti difficili. Abbiamo messo in piedi un tavolo con la polizia penitenziaria, una task force tra istituti che interessa la struttura di questa città”.

La mancanza di agenti: “Il vuoto d’organico lo colmiamo con assunzioni – prosegue il sottosegretario – sono 1300 più altri 350. Andranno a colmare il vuoto esistente. Non a coprire il turn over.

Poi 260 persone nell’ambito civile e 35 dirigenti, oltre a mediatori culturali. Vogliamo investire sul personale, è una priorità”. Anche attraverso il confronto con i sindacati sulle piante organiche: “Nello studio rientra anche Viterbo”.

La casa circondariale è finita alla ribalta, suo malgrado della cronaca nazionale. “Quando abbiamo notizie, sono partite segnalazioni in procura. Ci sono anche due indagini ispettive interne”.

Sul 41 bis Ferraresi la vede in modo diverso, oltre la preoccupazione che amministratori e cittadini possono avere per la sua presenza.

“Il reparto è uno strumento imprescindibile per la lotta alla criminalità organizzata, che tende a comandare per mantenere i rapporti fuori ma anche dentro gli istituti”.

Un consiglio comunale affollato di presenze, parlamentari, rappresentanti dell’istituto penitenziario, consiglieri regionali, professionisti dell’ambito penale.

Dalla seduta è partita la richiesta al sindaco Arena, affinché istituisca la figura del garante dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale, per il comune di Viterbo.

Proposta presentata da Massimo Erbetti (M5s), sottoscritta da altri esponenti dell’opposizione e avanzata anche da Andrea Micci (Lega).

Nel lungo dibattito, durato fino a quasi le 21,30, c’è stato spazio anche per un aspro confronto fra senatori. Da una parte Francesco Battistoni (FI) e dall’altra Alessandra Maiorino (M5s).

Battistoni, dopo avere ascoltato diversi interventi si è meravigliato di come non si sia parlato in modo chiaro delle carenze di organico della polizia penitenziaria.

Il caso, finito sulle cronache nazionali della morte di un detenuto in cella lo prende a esempio. “Penso allo choc – ricorda Battistoni – della guardia che ha dovuto rilevare la situazione. Nessuno si è posto il problema del perché accada. Ho sentito parole, ho sentito parlare d’indagini, ma il personale che opera all’interno meriterebbe altro trattamento”.

Battistoni ha presentato un’interrogazione sul sovraffollamento a Mammagialla e sulla carenza d’organico. Risposte deludenti.

Maiorino attacca e sposta l’attenzione: “Quale choc – incalza la senatrice M5s – avrà provato la madre della persona morta, quando si è vista restituire in un sacco dei rifiuti, anonimo, gli effetti del figlio? Senza una parola”.

Diritto di replica per Battistoni: “Ho detto di guardare le due facce della medaglia, non solo i detenuti ma anche chi nel carcere ci lavora”. Sull’agente che ha scoperto il ragazzo morto in cella, il sottosegretario rassicura: è stato spostato ad altro incarico.

Duro l’intervento di Luca Floris del sindacato Sappe. Riferendosi ai fatti alla ribalta della cronaca nazionale, con al centro il carcere di Viterbo: “Mammagialla non un carcere punitivo – tuona Floris – non è un luogo punitivo. Non si possono sparare ai quattro venti certe cose. Se questo è un carcere punitivo, allora la polizia penitenziaria cosa fa? Sono stufo di essere additato quando giro per la città”.

Per Mauro Rotelli, deputato FdI, fallimentare la vigilanza dinamica voluta precedente governo, le cosiddette celle aperte. “Noto – ha detto Rotelli – una demonizzazione del carcere di Viterbo. Purtroppo ci sono stati altri casi in Italia, come quelli segnalati a Mammagialla, ma non riportati dai media. Col risultato che all’istituto penitenziario va una nomea negativa non meritata e le risposte da parte del governo ancora non sono pervenute”. 

Rotelli è anche tornato sull’assenza delle Rems nella Tuscia, strutture destinate a detenuti con problemi psichiatrici. Non era la prima volta che il deputato FdI sollecitava il sottosegretario sull’argomento e come in precedenza Ferraresi ha risposto che la competenza è della sanità e quindi delle regioni. “Se continua a rispondere così – ha detto Rotelli – cioè che la soluzione spetta ad altri, il problema continua ad avercelo lui, rimane sempre al settore Giustizia, all’interno delle carceri”.

La collega di partito di Rotelli, Chiara Colosimo (consigliera regionale), ha insistito sui Rems. “È obbligatorio risolvere la bomba Rems – ha detto Colosimo – inutile cercare contrapposizioni dove non ci sono. Vogliamo il coraggio della politica di dare risposte, contro il sovraffollamento e ugualmente contro il sottodimensionamento. Non bisogna scordare che detenuti e agenti sono ugualmente uomini. Il carcere è un microcosmo carico di umanità dove si può trovare il detenuto che vuole ricominciare davvero e l’agente che si fa chiamare nonno. Chi gioca alla guerriglia o alla caccia all’uomo non ha capito che se la polizia penitenziaria non ha il diritto alla dignità del lavoro, di conseguenza i detenuti vivranno una situazione difficile”.

A chiedere la seduta di consiglio, Giacomo Barelli (Viva Viterbo), primo firmatario.

Nel suo intervento si è rivolto al sindaco Giovanni Arena. Ha un potere. “Per la legge 102 il sindaco è l’unico all’interno del comune che può effettuare visite di sindacato ispettivo nelle carceri del territorio. Eserciti questa facoltà ogni volta che può. I sindaci sono il primo presidio istituzionale sul territorio ed è giusto che accedano alle carceri, che sono strutture sensibili”.

Giuseppe Ferlicca


Articoli: Il garante dei detenuti Anastasìa: “In consiglio la proposta d’istituire un garante comunale dei detenuti”Rotelli, Colosimo e Bianchini (FdI): “A Mammagialla situazione grave che necessita interventi urgenti”  – D’Andria: “A Mammagialla 560 detenuti, un sovraffollamento del 140%”


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21 giugno, 2019

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