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Viterbo - Comune - Fa ancora discutere l'uscita dal partito e il possibile ingresso nella Lega, reso più complicato dalle indiscrezioni

Martina Minchella dall’inferno del Pd al purgatorio del gruppo misto

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Martina Minchella (Pd)

Martina Minchella (Pd)

Viterbo – (g.f.) – Per ora passa dal purgatorio del gruppo misto, poi si vedrà. Martina Minchella riparte da qui. La consigliera Pd che sbattendo la porta ha lasciato in un colpo solo il partito, il gruppo in consiglio comunale e la segreteria dell’unione comunale, almeno all’atto pratico non avrà grossi cambiamenti.

A palazzo dei Priori siederà nei banchi della minoranza. Vicina a Luisa Ciambella, fino a poco tempo fa non solo era la sua capogruppo, ma personaggio politico di riferimento.

Va nel limbo del gruppo misto. Non ci sono atri spazi al momento. Di certo non c’è la Lega. Formazione verso la quale Minchella era orientata, sentendo qualificati bene informati e regolandosi pure sulla reazione avuta dalla diretta interessata alla diffusione della notizia da parte di Tusciaweb.

Minchella è uscita dal Partito democratico e ha lasciato in sospeso tutto il resto. Limitandosi a dire che il 20 giugno, data del prossimo consiglio, sarà all’opposizione nel gruppo misto. Un’ovvietà. Pure Vittorio Galati, uscito da Fratelli d’Italia si è fatto il suo periodo nello stesso gruppo.

Poi è passato alla Lega.

Con Minchella è tutto maledettamente più complicato e il fatto che l’indiscrezione sia uscita lo ha reso ancora più difficile.

A quanto pare, al momento si è tutto fermato. Si devono calmare le acque, capire come andrà la situazione a palazzo dei Priori e non ultimo, far digerire al gruppo leghista in consiglio comunale l’eventuale arrivo.

Nessuno sarebbe intenzionato a stendere tappeti rossi. Prendendo uno a caso fra i consiglieri leghisti, già pronunciare “Minchella” è sufficiente a far cambiare l’umore. Basta la parola, come recitava la pubblicità di una famosa pastiglia.

Nel frattempo, in quel che rimane del Pd sono in pochi ad avere preso posizione. Oltre a Luisa Ciambella che un po’ la capisce e un po’ no, ci ha pensato il commissario Dem Marco Tolli. Decisamente meno comprensivo della capogruppo.

Minchella lamentava un partito dove è impossibile discutere, portare un’idea, far avanzare un dibattito. Tutto finisce in uno scontro tra fazioni. Praticamente la storia del Pd a Viterbo. Non si capisce cosa sia cambiato, forse si sono invertite le forze in campo.

Tolli è perplesso. “Due mesi fa sono stato chiamato ad occuparmi del partito di Viterbo in qualità di commissario – ricorda Tolli – al mio arrivo ho trovato stanze vuote, debiti e tanti rancori.

Quando una comunità arriva ad un tale stato di sofferenza, le responsabilità sono di tanti, a partire da chi ha svolto le funzioni di direzione politica nei diversi livelli di partito. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità”. Minchella è stata segretaria dell’unione comunale. Tolli glielo ha ricordato. Ma ormai è tardi.


Articoli: “Cara Martina, dimettiti anche da consigliera” – “Cara Sonia, resto al mio posto perché la legge me lo permette” – “L’uscita di Martina Minchella dal Pd ci sorprende…” – Martina Minchella: “Al prossimo consiglio comunale sarò all’opposizione nel gruppo misto” – Tolli: “Se il Pd è ridotto così, le responsabilità sono anche di chi lo ha diretto…” – Martina Minchella: “Lascio il Pd, la segreteria e il gruppo in comune” – Ciambella (Pd): “Mi auguro che le sirene della politica attuale non l’abbiano tratta in inganno” – E se Martina Minchella passasse dal Pd alla Lega? 


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14 giugno, 2019

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