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Viterbo - Alessandro Di Battista (M5s) a Caffeina a tutto campo: Lega, Tav, autostrade, immigrati e poi confessa: "Quando il governo ha giurato ho rosicato..." - FOTO E VIDEO

“Matteo Salvini se la fa sotto quando deve prendere di petto un potente…”

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo – Matteo Salvini e Luigi Di Maio, la Tav e la Roma – Civita Castellana, autostrade e l’immigrazione. A Caffeina, Alessandro Di Battista a tutto campo e “Politicamente scorretto”, com’è da sempre l’esponente M5s e come il titolo del suo libro, presentato ieri sera a piazza San Lorenzo, intervistato da Marco Lillo del Fatto Quotidiano.

L’arena è piena e non c’è spazio per tutti. In seconda fila, il padre Vittorio. Quando Alessandro sale sul palco, lo chiama: “Gli faccio sentire che ci sono”.

Di Battista junior è un treno. Non per niente si parla di Tav, ma prima autostrade. Gestione da togliere ad Atlantia, dopo la tragedia di Genova.

“Al di là di questo – spiega Alessandro Di Battista – sono sempre stato per il controllo dello stato in settori nevralgici come telecomunicazioni, sanità e trasporti. È la battaglia principale del Movimento 5 stelle”.

Lo stato si riprenda ciò che è suo. “Le autostrade le abbiamo pagate noi con le tasse, i nostri padri. Poi sono state regalate alla famiglia Benetton, estremamente potente, con enormi connessioni col sistema mediatico, altra oligarchia di questo paese. Un gruppo che con autostrade ha fatto dieci miliardi di utili. Non li possiamo fare noi come popolo, come stato, questi utili?”.

La battaglia delle battaglie per i 5 Stelle ha qualche controindicazione. “Portarla avanti crea un sacco di nemici, mi massacrano sulla stampa per queste posizioni”.

Non tutti hanno coraggio a sufficienza. Un nome a caso. “Matteo Salvini quando deve prendere di petto un potente se la fa sotto”. Nulla di personale, ci tiene a precisare Di Battista.

Alessandro Di Battista e Marco Lillo a Caffeina

“Non ce l’ho con lui, io provo a pungolarlo, affinché si faccia coraggio per prendersela con i poteri forti. Che sono diversi da quelli con cui lui se la prende”.

Con autostrade chi sbaglia paga: “Revocando le concessione. Il comportamento della Lega è pavido. Un conto è fare l’uomo forte in tv, invece servono politici con attributi per prendere di petto i veri poteri, che hanno un nome e un cognome: Benetton, Caltagirone, Montezemolo”.

Non si pente di non essersi ricandidato. Ha scelto di tornare al suo mestiere, scrivere e di godersi suo figlio che oggi ha due anni. Ha solo avuto un tentennamento, vedendo in tv il giuramento del governo M5s – Lega. “Per un attimo ho rosicato – ammette Di Battista – potevo essere ministro, magari degli Esteri, ho pensato. Ero appena partito poi il lavoro ha ingranato e sono soddisfatto della scelta. Ma in quel momento ho rosicato”. Alla prossima tornata si ricandiderà.

Alessandro Di Battista

Tema caldo in queste ore, l’immigrazione. “Va garantito il diritto di stare a casa propria – osserva Di Battista – accoglienza e buoni sentimenti possono fare danni. L’immigrazione va affrontata né con la pancia e né con il cuore, ma con la testa”.

Dubita delle buone intenzioni di chi tiene la Sea Watch 3 ferma al largo di Lampedusa: “Sfrutta i disperati bloccandoli lì. Potevano portarli a Marsiglia e magari scoprire che Macron si sarebbe comportato allo stesso modo dell’Italia. Magari non avrebbero avuto uguale clamore. Stanno sfruttando in un certo senso, quei disgraziati. Sono sfruttati da tutti, da destra a sinistra. L’accoglienza non risolverà alla lunga i problemi di chi lascia il proprio paese, occorre affrontare le cause che spintono tanti ad attraversare deserto e mare”.

Vittorio e Alessandro Di Battista a Caffeina

Giorgia Meloni (FdI) ha suggerito di affondare le imbarcazioni che trasgrediscono le regole. “Meloni dovrebbe tacere, perché ha votato l’intervento armato in Libia, causa principale del flusso migratorio”.

Tutto a posto con Luigi Di Maio, nonostante qualche incomprensione in occasione dell’uscita del libro. “Non c’è stato niente, questo è un libro non di critica, ma di amore nei 5 stelle. Ancora non ci siamo visti, ma abbiamo scambiato diversi messaggi”. È un inizio.

Nei poteri forti ci infila anche Radio Radicale, con Di Lillo che in qualche modo prende le distanze. “Emma Bonino rompe le palle con la privatizzazione, poi la radio campa con i quattrini pubblici. Il servizio che svolgono lo facessero, non con i quattrini dei contribuenti”.

Alessandro Di Battista , Marco Lillo e Filippo Rossi a Caffeina

Convinto sostenitore del no Tav. Nonostante i sondaggi indichino come gli italiani la pensino all’opposto. “Non cambio posizione, compito di una forza politica è convincere a sposare una determinata causa. Evito di guardare i sondaggi, le forze politiche se ne devono fregare”.

Rispedisce al mittente come il suo sia il movimento del no. Sono contrari a opere inutili. E la Tav per Di Battista rientra nella categoria. “Era forse utile negli anno ’90 quando è stata pensata, non oggi e chissà quando sarà pronta, semmai si farà e io spero di no.

Altre sono le infrastrutture che servono ai cittadini. Voi che state a Viterbo, sapete in che condizioni è la linea che da Civita Castellana arriva a piazzale Flaminio. Io la prendevo”.

Alessandro Di Battista a Caffeina

Rivendica il cambiamento portato nella politica e nei palazzi dai 5 Stelle. “Massimiliano Bernini era un insegnante precario, diventato parlamentare. Non gli conveniva restituire 360mila euro del suo stipendio in cinque anni, eppure l’ha fatto.

Facciamo questa battaglia anche sull’etica. Se tutti mettessero mano al portafogli, anche i cittadini schifati si riavvicinerebbero di buongrado alla politica”.

Bernini, ex parlamentare di Vetralla, si prende l’applauso dei presenti, ma ancora non c’è. Arriva sul finire con Gianluca De Dominicis. Mentre è in corso il firma copie. Lunga fila per un autografo.

Giuseppe Ferlicca


Media: Video: Di Battista (M5s): “Pressioni su Salvini per andare presto al voto” Gallery: Alessandro Di Battista a Caffeina


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29 giugno, 2019

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