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Terni - Sarà processata la 28enne che ha abbandonato il piccino ancora vivo lo scorso 2 agosto - Il cadavere fu ritrovato dentro una busta fuori del supermercato

Neonato lasciato morire nel parcheggio, capace di intendere e di volere la madre

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Giorgia Guglielmi

Giorgia Guglielmi

Terni – Giorgia Guglielmi è capace di intendere e di volere.

Sono le conclusioni illustrate mercoledì in aula dallo psichiatra Massimo Di Genio dell’ospedale San Filippo Neri di Roma.

È il consulente super partes nominato dal gup Margherita Amodeo, secondo il quale la mamma 28enne di Terni può essere giudicata nell’ambito del processo con rito abbreviato in cui è l’unica imputata per l’omicidio volontario e aggravato del figlio appena nato.

È la donna, già madre di una bambina di tre anni, che il 2 agosto dell’anno scorso ha messo al mondo il figlio secondogenito in casa e poi lo ha abbandonato ancora vivo dentro una busta nel parcheggio davanti all’Eurospin di Borgo Rivo a Terni, dove una signora alcune ore dopo ha fatto la drammatica scoperta del corpicino ormai privo di vita.

Tuttora detenuta nel carcere femminile di Capanne, a Perugia, la 28enne era presente all’udienza, scortata dalla penitenziaria, al fianco dei difensori Alessio Pressi e Attilio Biancifiori, che hanno sempre ribadito la tesi secondo cui la giovane non aveva intenzione di uccidere il bambino, ma voleva che fosse ritrovato.

Nelle circa trenta pagine della perizia psichiatrica, il dottor Di Genio avrebbe comunque rilevato nella 28enne uno spaccato socio-relazione patologico, oltre che gesti autolesionisti e una relazione definita “disfunzionale” con il compagno, padre del piccolo morto e dalla primogenita, all’oscuro della gravidanza e dell’abbandono.

In aula si tornerà l’8 ottobre quando potrebbe arrivare la sentenza.


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27 giugno, 2019

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